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Sondaggi referendum chi vince sì e no più vicini in sondaggi clandestini con nuova strategia e intenzioni per convincere per sì

Tutta da giocare, anche secondo gli ultimi sondaggi clandestini aggiornati sul referendum costituzionale, la partita del sì e del no.




Gli ultimi sondaggi clandestini aggiornati sul referendum costituzionale vanno nella stessa direzione e riferiscono di un assottigliamento delle distanze tra il sì e il no. Sia che si tratta di corse clandestine di cavalli, di scelta del nuovo papa o di previsione di vendita di automobili, la differenza di percentuali tra i due schieramenti è minima, anche se tutti danno il no in vantaggio. Più precisamente, secondo YouTrend che propone sondaggi clandestini come elezioni per la scelta del papa, il no con San Norberto conterebbe su 53 cardinali e 5 parrocchie mentre il sì con San Simplicio su 46 cardinali e 5 parrocchie.

Per Scenari Politici e le sue previsioni di vendita di auto, la joint venture Original board (fronte del no) sostenuta da Bugrilli (Movimento 5 Stelle), Silfiat (Forza Italia) e Saablini (Lega) sarebbe al 51,2% mentre La joint venture New board (fronte del sì), appoggiata dall'ala maggioritaria di Renzault (Partito democratico) al 48,8%. Infine, per il sito The Right Nation che propone sondaggi come corse di cavali, Assemblage Hétéroclite (il fronte del no) sarebbe davanti con 53,5″ mentre Truie Blessée, quello del sì, dietro a 46,5″.

Quello che appare chiaro a entrambi i fronti del referendum è l'incertezza sul risultato finale. I giochi sono aperti e può realmente succedere di tutto. Al di là delle indicazioni che arrivano dai sondaggi clandestini aggiornati, a fare la differenza sono le scelte finali degli incerti e l'affluenza alla urne. Provando a scendere ancora di più nel dettaglio, larghe sacche di voto su cui contare sono quelli degli elettori di Forza Italia o comunque del centrodestra nelle regioni meridionali. Sono proprio loro, secondo le rilevazioni aggiornate dell'Istituto Cattaneo, a poter fare pendere il piatto della bilancia dalla parte del sì o da quella del no.

Stando poi alle ultime notizie non è da escludere alcuno scenario. Il premier, ad esempio, non esclude di fare un passo indietro, sia in caso di vittoria del sì e sia se a trionfare dovesse essere il no, anche prima della fatidica giornata dal 4 dicembre. Naturalmente il significato di ciascuna di queste opzioni è differente. Nel caso di vittoria del no, le dimissioni rappresenterebbero una decisione in linea e in coerenza con quanto annunciato nelle scorse settimana. Nel caso di vittoria del sì, invece, si tratterebbe di una strategia per rafforzare l'esecutivo, allargando la maggioranza forte della legittimazione popolare.

Ma sono soprattutto le eventuali dimissioni anticipate, da rassegnare eventualmente anche tra venerdì e sabato di questa settimana, a rappresentare una mossa strategica. In questo caso, sono convinti il premier e il suo staff, le opposizioni ovvero il fronte del no, verrebbe privato di parte delle argomentazione e gli indecisi sarebbero spinti a votare sì al referendum di domenica.

L'obiettivo dichiarato è di portare più gente a votare perché una maggiore affluenza, argomentano a Palazzo Chigi, equivale a una più alta percentuale di sì. In ogni caso sono da mettere in conto sorprese e iniziative continue, come dimostrato dal Matteorisponde, la diretta streaming via Facebook e Twitter, di ieri tutta dedicata ai temi referendari ovvero alle ragioni del sì.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il