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Rinnovo pubblico impiego, dipendenti statali, docenti, polizia, forze ordine: aumento stipendio e nuove regole uguali per tutti

Continua a essere molto delicata la partita del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Si cerca un accordo quadro.




Di certo c'è che il rinnovo del contratto degli statali ci sarà. Restano però da definire sia l'ammontare dell'importo sia le modalità di ripartizione della somma stanziata dalla maggioranza e sia i destinatari. Iniziando da quest'ultimo punto, il principale nodo è rappresentato dall'inclusione del personale della scuola nel contesto della predisposizione di un più ampio accordo quadro, rispetto a cui ci sono resistenze da parte dei piani alti dell'esecutivo. Per quanto riguarda militari e forze dell'ordine, invece, nel testo della manovra, già approvato dalla Camera, è previsto uno stanziamento per nuove assunzioni e la strada sembra dunque in discesa.

La somma che circola è quella di 85 euro di aumento medio ed è proprio questo il punto centrale. Trattandosi della media del surplus in busta paga per i dipendenti pubblici, qualcuno percepirà di più e altri di meno. Al contrario le forze sociali insistono nel considerare questa cifra come base di partenza. Non è però stato chiarito se gli 85 euro da intendersi lordi o netti. E c'è poi un problema aggiuntivo, quello del bonus di 80 euro che tutti i dipendenti pubblici con stipendi tra 8.000 e 24.000 euro incassano già e parzialmente quelli con stipendi tra 24.000 e 26.000 euro. L'aumento di 85 euro al mese farebbe venire meno per molti statali il bonus già esistente. In pratica entrerebbero 85 euro e ne uscirebbero 80.

In ogni caso, stando alle intenzioni, chi ha sofferto di più la crisi avrà aumenti maggiori e saranno in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati. La questione del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici la configurazione di regole per tutti senza differenze si inserisce in un quadro più ampio in cui le parti fisseranno dei target di efficienza con cadenza annuale, così da aumentare i tassi medi di presenza sul posto di lavoro, contrastando fenomeni anomali di assenteismo o di comportamento opportunistico. I giudici dell'Alta Corte stanno rivestendo un ruolo primario prima con la sentenza con cui ha obbligato la maggioranza al rinnovo dei contratti del pubblico impiego e poi con la bocciatura di parte della riforma della pubblica amministrazione.

Proprio quest'ultimo passaggio sembra avere una una influenza anche sullo stretto versante dell'aumento degli stipendi degli statali. In ogni caso, i contratti devono avere una copertura, altrimenti la Ragioneria dello Stato e la magistratura contabile non registrerebbero gli atti. Da qui la necessità di trovare formule diverse che ci diano la possibilità di effettuare una valutazione economica complessiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il