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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 complessiva perdita di 19,5 miliardi per completo nulla di fatto

Non solo risparmi e limiti sull’attuazione di novità per le pensioni ma anche un buco miliardario in eredità ai successori: le mancanze del premier




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:47): Dall'altra parte se ci fosse davvero la volontà le novità per le pensioni e tutti gli altri argomenti importanti si potrebbe affrontare in maniera seria e decisa con una revisione reale della spesa mai fatta colpendo gli sprechi delle pensioni stesse e dello Stato in generale, ma anche dimuendo costi come ad esempio quelli costantemente in aumento da anni come quelli militari che non servono a nulla come nelle ultime notizie e ultimissime abbiamo già detto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:36): Il vero problema che nulla per le novità per le pensioni è stato fatto ma anche per il resto non vi sono state impegni così importanti, ma si sono spostate e aumentate le clausole (cosa che non si doveva più fare) in modo tale che se non ci sarà una vera ripresa l'anno prossimo sarà ancora più difficile fare qualcosa, anche se come abbiamo nelle ultime notizie e ultimissime, se si vuole i budget si trovano

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45): A voler essere negativi, il prossimo non sarà un anno positivo per le novità per le pensioni. Anche se la questione del buco di ben 19,5 miliardi di euro per via delle clausole di salvaguardia non guadagna l'attenzione per via di un iter da approvare le ultime e ultimissime notizie riferiscono di una preoccupazione crescente.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Come abbiamo visto in relazione a questo buco di 19,5 miliardi di euro da colmare, a ostacolare le migliori intenzioni sulle novità per le pensioni continuano a essere ragionamenti di carattere economico. Difficile comunque, anche per motivazioni politiche e sulla base di ultime e ultimissime notizie, che qualcosa possa cambiare nel breve periodo.

C’è chi auspica la vittoria di un no alla consultazione pubblica di domenica prossima per riuscire ad andare ad elezioni anticipate e creare la giusta occasione di rilancio delle novità per le pensioni, considerando che le ultime notizie su mini pensione e quota 41 attuali che la maggioranza sta portando avanti nel nuovo testo unico, non si preannunciano per nulla vantaggiose e convenienti. Si tratta, infatti, di novità per le pensioni sperimentali, che dovrebbero essere in vigore solo per tre anni, sempre che al termine del primo anno di sperimentazione i risultati della mini pensione siano positivi e vi siano ancora soldi da impiegare, e non valide per tutti, a vantaggio soprattutto delle categorie di persone più svantaggiate, come coloro che sono rimasti senza occupazione, chi è malato gravemente o invalido, chi è impiegato in occupazioni faticose e pesanti e purchè soddisfino alcune condizioni. Si tratta di coloro che possono accedere alla mini pensione senza oneri. E, al contempo, la mini pensione con oneri potrebbe prevedere decurtazioni, anche importanti, sulla pensione finale del lavoratore.

Si tratta, come ben evidente, di novità per le pensioni minime e limitate che per tre anni, insieme all’aumento delle pensioni base e al cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali, hanno richiesto uno stanziamento di quasi 2 miliardi di euro, che sarebbe la cifra messa sul tavolo dalla maggioranza appunto per tutti gli interventi sulle pensioni. Una cifra decisamente inferiore a quella che sarebbe servita per l’attuazione della novità per le pensioni di quota 100, che avrebbe richiesto tra i 7 e i 10 miliardi di euro, o per la quota 41 per tutti, per cui sarebbero invece serviti tra i 4 e i 5 miliardi, certo meno della quota 100 ma comunque una cifra che al momento, come spesso ripetuto dalla stessa maggioranza, risultava troppo elevata rispetto al budget disponibile. E novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41 per tutti, insieme ad una revisione delle aspettative di vita, dovrebbero essere discusse in una seconda fase di interventi sulle novità per le pensioni, che siano più profonde e importanti, e in un momento in cui, si spera, si avranno maggiori risorse economiche da poter impiegare.

Si tratterà, comunque, pur sempre di un bel po’ di soldini che se sono mancati quest’anno, probabilmente mancheranno anche il prossimo, viste alcune spese al momento congelate, come confermano le ultime notizie, ma rimandate, come l’aumento dell’Iva. In ogni caso, a fronte di novità per le pensioni importanti come quota 100 e quota 41 per tutti, che sono state rimandate perché troppo costose in un momento italiano in cui i soldi non ci sono o, comunque, si è pensato di investirli in provvedimenti considerati prioritari rispetto alle novità per le pensioni, resta comunque un buco di 19,5 miliardi di euro da coprire.

Pur avendo, infatti, voluto arginare le spese miliardarie per le novità per le pensioni, stando alle ultime e ultimissime notizie, il premier nel 2017 lascerebbe ai suoi successori un buco di ben 19,5 miliardi, collegato alle clausole di salvaguardia, da risanare. Le ultime notizie sui dati relativi al Pil del secondo trimestre 2016 sono negative e il costo delle clausole di salvaguardia che dovranno essere disinnescate a fine 2017 e a fine 2018, per evitare gli aumenti di tasse automatici sono miliardari, quasi 20 miliardi di euro, come sopra riportato, che altrimenti porterebbero al certo aumento dell’Iva dal 10 al 13% e dal 22 al 25% per il 2018, che salirebbero ancora l’anno successivo a 23,250 miliardi, per l’ulteriore aumento dell’Iva dal 25 al 25,9% che già vale 3,7 miliardi. La soluzioni da alcuni presentata, ma respinta che tuttavia potrebbe essere ripresentata piuttosto che dover arrivare alla copertura miliardaria di un buco che diventerebbe incolmabile, soprattutto alla luce delle ultime notizie sull’andamento economico del nostro Paese, è cambiare la logica di funzionamento delle stesse clausole puntando non su aumenti automatici di tasse, ma su automatici tagli spesa, soprattutto superflua, attuando, implicitamente, quella revisione della spesa pubblica che sarebbe, e sarebbe stata, abbastanza importante per recuperare soldi attraverso riduzioni e revisioni si spese pubbliche superflue, ma che non è mai stata attuata così come nelle intenzioni.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il