BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Sondaggi referendum nell'analisi dei social network come nei sondaggi clandestini il sì avvicina il no tra chi vince

Sentiment e intenzioni di voto degli italiani in vista del voto del referendum di domenica prossima: è sostanziale testa a testa tra sì e no




Quando mancano solo 5 giorni al giorno del voto sul referendum costituzionale, il sì sembra rimontare nettamente sul no. Questo sarebbe quanto emerge da alcuni analisi condotte sui social network, una rete infinita su cui navigano milioni di persone circa 30 milioni di persone, e non tutte su Facebook. Le analisi condotte sui social vanno ad affiancarsi agli ultimi risultati dei sondaggi clandestini.

Commenti online e sui social sono stati analizzati da due grandi società che si occupano di analisi di big data, che hanno decretato come sia testa a testa tra sì e no in vista del voto di domenica. Ciò che di più clamoroso emerge è un forte aumento del no, accompagnato però da una contestuale rimonta del sì.

Secondo l'analisi di Expert System, società che coglie il sentiment della Rete attraverso le parole più usate e cerca di capirne eventuali scenari, come accaduto in occasione della Brexit o delle elezioni presidenziali americane, su un campione di oltre 80.000 tweet, sembrerebbe che il Sì e il No ci sarebbe un sostanziale pareggio nonostante la crescita del fronte del no. Dalla ricerca si nota che nelle conversazioni sul web i sostenitori del No usano un tono medio, mentre quelli per il Sì un tono più basso di conversazione.

Anche il mondo degli scienziati sostiene il si al referendum costituzionale di domenica prossima: secondo gli esperti, infatti, la vittoria del no non rappresenterà la sconfitta di Renzi ma la sconfitta di tutta la classe politica e un’ulteriore occasione persa per l’Italia.

Non ne sono chiaramente d’accordo le opposizioni, da Lega a M5S, ma anche la stessa minoranza del Pd, che ritengono invece che le proposte di modifica all’attuale legge costituzionale presentate non siano poi così utili e necessarie agli obiettivi dichiarati dallo stesso premier.

Parte del mondo politico, però, pur contrario alla nuova legge elettorale, non vuole la sconfitta del premier in senso letterale, cioè non auspica che una vittoria del no possa portare alla caduta del governo, perché si tratterebbe di gettare l’Italia in una nuova, e forte, fase di instabilità che al momento non può permettersi, né da un punto di vista economico, perché anticipare le elezioni che tanti auspicano costerebbe troppo, né da un punto di vista di tenuta morale.

Regnano, infatti, malcontento e delusione tra i cittadini e nessuna ‘buona’ alternativa politica in cui rifugiarsi, soprattutto alla luce delle ultime notizie che interessano un Movimento 5 Stelle che fino a poco tempo fa sembrava essere stato scelto come alternativa all’attuale maggioranza dagli stessi italiani ma che sembra perdere molti consensi ad oggi, dopo lo scandalo firme che imperversa ormai da qualche settimana. Insieme ai sondaggi della rete, continuano a circolare anche i sondaggi clandestini e anche da questi emerge, ad oggi, un sostanziale pareggio tra il fronte del sì e il fronte del no, distanze decisamente accorciate rispetto anche ad una settimana fa, quando il no era in netto vantaggio sul sì.

Secondo i sondaggi clandestini relativi alla vendita delle auto, la joint venture Original board (il no) appoggiata da Bugrilli (Movimento 5 Stelle), Silfiat (Forza Italia) e Saablini (Lega) sarebbe al 51,2%, mentre la joint venture New board (il sì) sostenuta da Renzault (Partito democratico) sarebbe al 48,8%. Anche i sondaggi clandestini relativi a corse dei cavalli e conclave per l’elezione del papa riportano numeri relativi al sì e al no in sostanziale parità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il