Referendum votare sì o no spiegazioni, motivi e perchè pro e contro, vantaggi e svantaggi da Di Meco, Frassoni, D'Egidio

Perché votare sì o no al referendum di domenica prossima: le posizioni di Di Meco, Frassoni, D’Egido

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Si vota domenica 4 dicembre per il referendum costituzionale e i cittadini che si recheranno a votare il 4 dicembre 2016 riceveranno una scheda elettorale che reciterà: ‘Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione?’ e potranno barrare la casella del sì o del no e decidere se far passare la nuova elettorale o bocciarla.

Votando sì, infatti, si deciderà di accettare tutte le proposte presentate, dalla riduzione del numero di parlamentari, all’abolizione del bicameralismo paritario, alla soppressione del CNEL, alla revisione del Titolo V.

Votando no, invece, si esprimerà la volontà di lasciare tutto esattamente com’è attualmente. Quello per cui si andrà a votare domenica non è un referendum che avrà bisogno del quorum, la sua validità ci sarà anche se andranno a votare pochissimi italiani. Decisamente spaccata l’Italia sul voto. Diverse anche le posizioni di esperti e studiosi sul tema.

La posizione di Lucina Di Meco, esperta di Genere e cooperazione Internazionale, sembra confermare quella sensazione espressa da esponenti della maggioranza solo qualche giorno fa, quando è tornato e regnare nella stesa maggioranza una discreta fiducia sulla possibile ripresa del sì in vista dell’avvicinarsi del voto di domenica.

La Di Meco ha, infatti, spiegato, da ferma attivista delle donne, che negli ultimi anni è decisamente aumentata la presenza delle donne nel mondo della politica, sono stati compiuti notevoli passi in avanti e, se pur molto distanti da una reale parità di genere e trattamento, sono migliorate moltissime le relative condizioni delle donne. E l’ultima legislatura è riuscita ancor di più a rilanciare il ruolo delle donne. Ed è proprio per questo motivo che la Di Meco ha dichiarato nelle sue ultime affermazioni di essere favorevole al referendum di domenica, pronta a votare sì.

E il motivo di questa posizione è che le nuove norme dovrebbero prevedere modalità di elezione delle Camere volte alla promozione dell'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza e alla definizione di principi fondamentali per garantire, anche a livello regionale, l'equilibrio di rappresentanza di genere.

Decisamente diversa la posizione di Monica Frassoni, Co-Presidente del Partito Verde europeo, che ha dichiarato di aver già votato no, una decisione che, come ha spiegato, è derivata soprattutto dal fatto che questo referendum, ad un certo punto, è sembrato essere diventato il punto di riferimento per l’espressione di giudizi sul governo, sia da parte dello stesso premier, sia da parte delle opposizioni, allontanandosi da quello che sarebbe il reale senso di questo voto.

Non si dovrebbe trattare di novità, secondo Frassoni, da sottovalutare e rendere una sorta di giudizio su quanto fatto finora dal governo e da dimostrare attraverso la riforma costituzionale, ma si dovrebbe trattare di una riforma su cui lavorare con le pinze. Invece, questo voto è stato trasformato in una prova di forza: se il premier vincerà, esprimerà soddisfazione ai suoi oppositori in maniera molto burlona, e se perderà la stessa cosa sarà fatto da tutti coloro che non appoggiano il governo.

Monica Frassoni ha anche spiegato di aver votato no non del tutto tranquillamente, considerando che non ama l’ipotesi né della costituzione di un governo tecnico né di elezioni anticipate, scenari che si profilerebbero nel caso di una reale vittoria del no.

Sul fronte del sì anche Marco D'Egidio, ingegnere e blogger, d’accordo sull’eventuale nuovo funzionamento del nostro Paese sulla base delle nuove norme costituzionali proposte. Secondo D’Egidio, infatti, è vero che l’attuale Costituzione presenta qualche problemino ma è anche vero che votando sì si appoggia il passaggio di ogni potere decisionale al governo, con la possibilità di andare avanti superando gli attuali problemi e cercando di rendere il nostro Paese dinamico, alla ricerca di un nuovo equilibrio democratico.

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di Marianna Quatraro pubblicato il