BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Referendum tra 2 giorni: sondaggi aggiornati clandestini vietati chi vince sì o no e perchè votare sì o no

A pochi giorni dal voto di domenica ci sono ancora tante incertezze su chi vince tra il sì e il no.




Chi dice di conoscere il risultato del referendum costituzionale di domenica sbaglia perché non esiste un fronte così in vantaggio tra il sì e il no da potersi dire sicuro della vittoria. E anche i sondaggi aggiornati, quelli che via web circolano in modo clandestino ovvero mascherati da corse di cavalli, affari tra cardinali o vendite di auto, raccontano tutti lo stesso scenario: le distanze sono minime.

Certo, come abbiamo visto anche in questo approfondimento, non tutti i numeri concordano. E anche se il no viene dato in vantaggio, non è tale da far dormire sonni tranquilli. E poi ci sono le variabili dell'affluenza, degli indecisi e degli elettori del meridione e conservatori che potrebbero fare la reale differenza.

Gli ultimissimi aggiornamenti sui sondaggi clandestini passano da The Right Nation e la sua immaginaria corsa all'Ippodromo du Deuxième Doigt. Il cavallo Assemblage Hétéroclite ovvero il raggruppamento politico del no - appoggiato da Groom de Bootz, Varenne, Frères Tricolòr, Société Genérélle de l'Energie, Gauche Passé, Igor Brick e dagli oppositori interni di Fan Idòle (riconosciuti tutto) - sarebbe davanti a Truie Blessée ovvero il fronte del sì - sostenuto dai fedelissimi di Fan Faròn in Fan Idòle, Ipson de le Scipiòn e Petit Vert - con 4,8" e si tratta del sondaggio più favorebole al no.

La spaccatura tra chi invita a votare sì e chi a scegliere no è trasversale e non c'è un versante prevalente o comunque un filo comune e logico. Il mondo cattolico, ad esempio arriva al referendum costituzionale con un fronte tutt'altro che unito, con posizioni equamente divise tra sì e no. E in linea con quanto emerge dai sondaggi clandestini di queste ultime ore, si tratta di un caso esemplificativo. Gli stessi vescovi si guardano bene dal dare indicazioni di voto, da dare comunque secondo coscienza. Unica nota comune, il rifiuto della radicalizzazione del confronto e della trasformazione di questo referendum in un plebiscito pro o contro il governo. La posizione della Cei resta quella della prolusione del cardinale presidente Angelo Bagnasco.

Il suo è stato un invito a informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze. Anche noi di businessonline.it abbiamo cercato di riassumere le ragioni del sì e le ragioni del no , mettendo in evidenza cosa cambia nel caso si scelga in un modo o nell'altro. Il segretario Cei ha anche invitato a non scandalizzarsi per le posizioni diversificate emerse nell'arcipelago cattolico. Le Acli hanno preso posizione per il sì perché nel complesso la riforma, è il pensiero, sembra garantire istituzioni più efficienti e adeguate, indispensabili per il rilancio del nostro Paese. Ha scelto il sì anche la Coldiretti perché la riforma viene ritenuta semplificatrice dei processi decisionali. Per l'approvazione della riforma, inoltre, anche i gesuiti di Civiltà Cattolica. Dicono apertamente no, invece, il Movimento Cristiano dei Lavoratori e la galassia del Family Day, che sottolinea la forte valenza politica del voto.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il