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Sondaggi referendum clandestini la certezza sembra essere Berlusconi, nonostante l'illusione di Renzi

Oltre alla presenza più capillare di Berlusconi, un altro elemento chiave per il risultato del referendum è il voto degli italiani all'estero.




Continuano a essere i sondaggi clandestini un faro acceso per capire chi potrà vincere tra il sì e il no al referendum costituzionale di domenica. Quelli aggiornati rivelano l'esistenza di una situazione in continuo movimento per cui diventa praticamente impossibile stabilire con certezza chi riuscirà a spuntarla. C'è però un elemento che potrebbe fare la differenza. Stando infatti alle ultimissime rilevazioni, l'impegno personale a convincere gli italiani a votare no sta facendo centro. La distanza tra il sì e il no, dopo un progressivo avvicinamento, si sta di nuovo ampliando, proprio in coincidenza con la ridiscesa in campo del leader di Forza Italia.

Sono così significative le percentuali rilevate dal sito Scenari Politici che propone i sondaggi politici camuffati da previsioni di vendite di auto e da fusione di grandi cause automobilistiche. Risulta che il no - la joint venture Original board, contraria alla delibera di unione e appoggiata anche da Bugrilli (Movimento 5 Stelle), Silfiat (Forza Italia) e Saablini (Lega) - è adesso al 53% mentre la joint venture New board a favore della delibera, che vede in Renzault (Partito democratico) il primo sostenitore, è al 47%.

Non cambia il succo della sostanza con The Right Nation che aggiorna sull'andamento del voto attraverso corse clandestine di cavalli di fantasia. Quella nell'Ippodromo Eau de Maître vede Assemblage Hétéroclite, il fronte del no, a 53,0 secondi, Truie Blessée, la coalizione del sì, a 47,0 secondi. Si tratta di cifre in continuo movimento. Oltre alla presenza più capillare di Berlusconi, un altro elemento chiave che, alla luce delle distanze minime tra le parti, potrebbe rivelarsi decisivo è il voto degli italiani all'estero. Non è affatto un caso che il Comitato del No stia alzando il livello della polemica e lanciato una sorta di ultimatum alla Farnesina: entro domani i Consolati devono compiere una serie di atti con cui si eviterebbero irregolarità.

In più viene chiesto l'annullamento delle scelte di chi ha votato all'estero postando su Facebook la loro immagine con la scheda che contiene una visibile croce sul si, atto che viola la segretezza del voto. Il Comitato parla del voto all'estero come oggetto di una particolare attenzione da parte del governo. I sospetti del Comitato nascerebbero dal "rilevante fenomeno di falsificazione delle schede" emerso in modo preoccupante in precedenti elezioni, come le politiche del 2008. Da qui la nuova richiesta e l'ultimatum lanciato al Dicastero degli Esteri in cui si chiede il massimo controllo sulle schede in arrivo per accertarsi che siano autentiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il