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Referendum costituzionale 4 dicembre: sondaggi, previsioni aggiornate i pro e contro nel votare sì o no

Gli aggiornamenti sui sondaggi clandestini relativi al referendum di domenica sono continui e non è facile capire chi vince tra il sì o il no.




Nonostante i tanti sondaggi clandestini che stanno facendo la loro comparsa in questi giorni di vigilia del referendum costituzionale, a farla da padrone è l'incertezza. Le ultime rilevazioni, sia quelle camuffate da corse clandestine di cavalli sia quelle che rimandano al mondo delle auto o del Vaticano, riferiscono di un vantaggio altalenante del no. La distanza tra le parti aumenta e diminuisce giorno per giorno anche per via dell'impegno dei leader politici, ma anche dei tanti fattori di incertezza, come il tasso di affluenza, la percentuale di indecisi e il voto degli italiani all'estero. L'impressione è che questa sfida si deciderà all'ultima curva e si combatterà scheda per scheda con tanto di coda polemica nei giorni successivi.

Tra i pareri più recenti per cui è preferibile votare no al referendum di domenica, ce ne sono cinque che, a detta dei proponenti sono più convincenti. Perché la riforma firmata da Maria Elena Boschi è una legge ad personam, cucita su misura per le esigenze politiche, personali e istituzionali di Matteo Renzi. Perché, sulla base di uno scambio di favori, cristallizza i privilegi delle Regioni a statuto speciale, divenuti anacronistici e paradossali, ancor di più in tempi di crisi economica. Perché, grazie alla clausola di supremazia, la sanità viene centralizzata al punto da distruggere le eccellenze italiane, che rischiano una competizione al ribasso.

E ancora: perché il nuovo Senato sancisce la nascita di una figura mitologica: il mezzo senatore e mezzo consigliere regionale o sindaco, due ruoli incompatibili in termini di efficienza. Perché fa risparmiare appena 50 milioni di euro, 80 centesimi per ogni italiano. Soldi che si possono tagliare in altro modo, senza stravolgere la democrazia. Nella scelta tra il sì e il no, occorre andare evidentemente al di là delle simpatie politiche e del testo del quesito (Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?), cercando di approfondire conseguenze e contenuti.

Perché invece scegliere il sì? Perché, spiega invece il fronte del sì, la riforma aggiorna la Costituzione, valorizzando i suoi principi senza modificarli. Perché la riforma farà risparmiare lo Stato e aiuterà la crescita economica. Perché il Senato assume un'importante funzione di rappresentanza delle autonomie locali. Perché non saranno più nominati senatori a vita. Perché la riforma introduce ulteriori garanzie per le opposizioni. Perché si semplifica il riparto delle competenze fra Stato e Regioni. Perché sulle grandi questioni strategiche, lo Stato potrà avere l'ultima parola. Perché approvare una legge sarà più facile e veloce. Perché per i cittadini sarà più facile far votare alla Camera le proprie proposte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il