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Referendum sì o no, motivazione perchè votare sì o no. Spiegazioni, dove trovare nei migliori siti web

Come al solito il web si rivela un ottimo strumento per approfondire le reali ragioni per votare sì o no al referendum di domenica.




Non è facile riuscire a farsi un'idea completa e definitiva sulle ragioni per cui sia meglio votare sì o per cui sia preferibile scegliere il no. Il web viene in soccorso e presenta il vantaggio di poter approfondire le varie posizioni con tutta calma. I primi siti di cui è consigliabile la lettura sono quelli dei pariti politici. I vari Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega spiegano perché al referendum sia meglio barrare la casella del sì o del no.

I punti di riferimento per leggere con tutta calma le ragioni del sì e quello del no sono i siti ufficiali dei due comitati. Emerge così che tra le motivazioni del no ci sono fine della garanzia del bicameralismo, fine dell'elezione diretta dei senatori, fine dell'autonomia legislativa delle Regioni attribuendo allo Stato centrale il potere di decidere su temi fondamentali di rilevanza territoriale come la tutela dell'ambiente, sottraendo agli enti locali ogni possibilità di governo del territorio; la modifica del meccanismo di approvazione delle leggi, la modifica dell'iniziativa legislativa popolare. Verrebbe così violato il principio della separazione dei poteri.

Ci sono anche ragioni di merito oltre che di contenuto per votare no al referendum costituzionale di domenica: la Carta Fondamentale, ragiona il comitato del no, nasce dalla consapevolezza che in una democrazia solida le regole fondamentali devono essere condivise, non possono essere create o modificate a colpi di maggioranza. E ancora: l'attività legislativa, nel nostro impianto costituzionale, dovrebbe avvenire nel luogo della rappresentanza di tutto l'elettorato, dove sono ascoltate anche le voci della minoranza e delle opposizioni. Una democrazia, poi, non si giudica dai poteri che attribuisce al governo, ma dalla tutela del pluralismo e dalla rilevanza data ai diritti sociali e alla voce delle minoranze.

Anche il comitato del sì ha evidentemente le sue ragioni da vendere per il referendum costituzionale e spiega come da oltre 30 anni la politica italiana sta provando a modificare la Costituzione, senza riuscirci. La riforma soddisferebbe così l'esigenza di rendere il funzionamento delle istituzioni più adatto ad affrontare le sfide. Il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione dei parlamentari e dei costi degli apparati politici, il riequilibrio dei poteri tra Stato e Regioni e il rafforzamento degli strumenti di democrazia partecipativa sarebbero buone ragioni per votare sì. Non esisterà più il bicameralismo paritario che attribuisce a Camera e Senato le stesse funzioni.

Con la riforma, fanno notare solo un numero limitato di leggi come le modifiche alla Costituzione e le norme che riguardano l'ordinamento degli enti locali, avrà bisogno del sì di entrambe le Camere. La maggior parte delle leggi potranno essere approvate solo dalla Camera dei deputati. Se lo riterrà necessario, il Senato potrà chiedere di riesaminare una legge già approvata entro 10 giorni e approvare le proprie proposte di modifica entro 30 giorni. Inoltre, il governo potrà chiedere alla Camera di esaminare una propria proposta ritenuta prioritaria entro 70 giorni. In definitiva, le leggi saranno approvate in tempi più brevi e certi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il