Referendum matite cancellabili problema risolto? Chi vince sì e no, previsioni, exit poll, affluenza al 20%, sondaggi clandestini

Gli italiani sono alle prese con la scelta del sì o del no al referendum costituzionale di domenica. Ecco come rimanere aggiornati in tempo reale.

Referendum matite cancellabili problema


REFERENDUM MATITE CANCELLABILI (aggiornamento domenica 4 Dicembre 17:37) Sembra non sgonfiare la denuncia sulle matite cancellabili. In tanti denunciano chi presso i seggi, chi su Twitter o Facebook, la possibilità di cancellare la preferenza indicata con un gomma: il famoso caso delle matite cancellabili. Addirittura in alcuni seggi è intervenuta la Digos cambiando completamente la fornitura di matite. Anche personaggi famosi come Piero Pelù denunciano la situazione. In realtà il Viminale fa presente che il problema si verifica utilizzando la matina su un classico foglio bianco, mentre qualsiasi tentantivo sulle schede elettorali di cancellazione sarebbe obbligatoriamente evidente, in quanto le schede sono studiate per rovinarsi in caso di tentantivi di cancellazione del voto. Sempre il Viminale fa presente che onde evitare possibili temuti brogli tutti i cittadini sono invitati a visionare di persona l'operazione dello spoglio.

Domenica 4 dicembre 2016 i cittadini italiani sono chiamati a votare per accettare o respingere il testo del referendum costituzionale. Per la diretta in tempo reale ovvero per conoscere le previsioni sul risultato finale, il tasso di affluenza alle urne e lo spoglio, invitiamo a consultare questo stesso sito o quelli generalisti di informazione, come repubblica.it, corriere.it, ilsole24ore.com e tg24.sky.it.

Se vince il no, non saranno introdotti i cambiamenti prospettati. Se vince il sì, saranno invece tante le modifiche proposte, le stesse che hanno diviso in due il Paese e che, secondo i sondaggi aggiornati, rivelano di un testa a testa tra le parti.

In questo quadro gli indecisi saranno determinanti. E se non si distribuiranno equamente, uno spostamento di un paio di punti potrà essere decisivo per l risultato finale del referendum costituzionale. Nel centrosinistra ce ne sono tanti e nella stessa Forza Italia, favorevole al no, c'è una quota di elettori che invece voterà sì.

Esiste poi una parte degli elettori italiani che solo adesso sta iniziando a documentarsi sui contenuti del quesito. C'è anche chi, come capita in tutte le elezioni, si recherà alle urne e deciderà il proprio voto soltanto in cabina. Tra le ragioni che stanno fatto discutere i fronti del sì e del no c'è anche l'eliminazione delle materie concorrenti tra Stato e Regioni.

Ritornano allo Stato infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale; produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia; ordinamento delle professioni e della comunicazione; turismo; politiche attive del lavoro.

Si precisa al tempo stesso quali funzioni saranno di competenza esclusiva delle Regioni. Viene introdotta infine la clausola di supremazia: su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell'interesse nazionale.

Invece sono tutti felici che nella nuova Costituzione non ci sarà più spazio per il Consiglio nazionale dell'economia, nato come assemblea del lavoro sulla base della cultura corporativa che si era diffusa in Europa negli anni Trenta. Gli organi costituzionali scendono a quattro: Quirinale, Camere, Consulta. Fino ha quando ha funzionato, il Consiglio nazionale dell'economia costava al Tesoro circa 20 milioni di euro l'anno. Era diventato una struttura dove le organizzazioni dei lavoratori dipendenti e degli imprenditori parcheggiavano i loro dirigenti.

Viene poi introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziché le attuali 500.000: per renderlo valido basterà la partecipazione di metà degli elettori delle elezioni politiche precedenti al referendum, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali, come accade attualmente. Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Consulta su richiesta di un quarto dei componenti della Camera.

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di Marianna Quatraro pubblicato il