Referendum sì e no, sondaggi incerti aggiornati oggi sabato, previsioni, rilevazioni, sondaggi esteri, Orari, exit poll, risultati

Ancora poche ore di attesa prima di potersi recarsi alle urne ed esprimere la propria scelta per il sì o il no.

Referendum sì e no, sondaggi incerti agg


Dopo una lunga campagna referendaria, domenica 4 dicembre 2016 è il giorno del voto ovvero della scelta tra il sì e il no ai cambiamenti prospettati. Sono tanti i siti che sono attrezzati per seguire l'andamento delle urne con exit poll, proiezioni e dati sull'affluenza.

In prima fila c'è il Corriere della Sera che propone un vero e proprio tour de force fino allo spoglio delle schede. Le informazioni saranno trasmesse anche sulla pagina ufficiale Facebook e attraverso l'account Twitter. Lo stesso servizio viene proposto anche da altri quotidiani generalisti, come la Repubblica, il Sole 24 Ore e l'Huffington Post. Un ampio speciale anche sul sito di Sky TG24. Ma ci siamo anche noi a seguire l'andamento del referendum su affluenza, previsioni, rilevazioni, exit poll con aggiornamenti in tempo reale.

Anche i sondaggi di queste ultime ore raccontano di come ci sia molta incertezza ovvero come sia pressoché impossibile stabilire con certezza chi riuscirà ad avere la meglio. Tutte le rilevazioni concordano su un punto: saranno decisivi gli indecisi, quelli che non hanno le idee chiare fino in fondo se sia meglio scegliere il sì o il no. Non è previsto il quorum per cui, affinché il voto sia valido, non è necessario che venga raggiunta la soglia del 50% più uno.

Nel nuovo testo ipotizzato dal governo e adesso appunto oggetto del referendum, viene introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziché le attuali 500.000: per renderlo valido basterà la partecipazione di metà degli elettori delle elezioni politiche precedenti al referendum, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali, come accade attualmente.

Dall'attuale Senato con 315 componenti, eletti direttamente al popolo, si passa - nel caso in cui a prevalere dovesse essere il sì - a un Senato dei 100 , eletti in secondo grado: i 19 consigli regionali e i consigli delle province autonome di Trento e Bolzano eleggono tra i propri componenti 74 senatori. L'elezione avviene con metodo proporzionale (per dare rappresentanza a tutte le forze politiche) e la ripartizione dei seggi tra i diversi enti avviene in base alla popolazione residente in ciascuna regione. Ogni consiglio regionale e provincia autonoma elegge poi un sindaco del rispettivo territorio per cui ci saranno quindi 21 sindaci senatori.

La durata del mandato dei senatori coincide con quello degli organi dai quali sono stati eletti. Dovrà poi essere votata una legge elettorale per stabilire le regole di elezione dei consiglieri senatori che comunque dovranno essere scelti dai cittadini nell'ambito delle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali. Per quanto riguarda il presidente della Repubblica, lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti. Dal quarto si scende a tre quinti. Dal settimo basterà la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

Oggi il quorum è più basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi. Dei 15 giudici costituzionali, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il