Referendum previsioni, exit poll, chi vince sì e no. Aggiornamenti in tempo reale risultati diretta, spoglio schede, exit poll.

A proporre aggiornamenti in tempo reale su andamento di affluenza, proiezioni e risultati, siamo anche noi di businessonline.it.

Referendum previsioni, exit poll, chi vi


AGGIORNAMENTO: Non è facile comprendere chi potrà vincere ancora, nonostante tantissime persone sonoa ndati ai seggi più delle aspettative. No seguiremo lo spoglio delle schede, i risultati in diretta in aggiornamento in tempo reale e parziale sul nostro sito dalle ore 23 così come stiamo afcendo invece ora con le previsioni aggiornate su chi può vincere

C'è il referendum costituzionale di domenica 4 dicembre 2016 a tenere sulla corda elettori e governo italiano. A proporre la diretta della giornata con tanto di dati su affluenza per poi proseguire con lo spoglio e i risultati, ci siamo anche noi di businessonline.it. Lo faremo in linea con il lavoro di questi giorni che sono passati anche dal racconto dei sondaggi clandestini, siano essi riferiti al mondo dell'equitazione, a quello della automobili o al settore delle vendite di auto, che hanno dato costantemente il fronte del no davanti a quello del sì, seppur con una distanza sempre più risicata. Se ne saprà di più dalle 23 di domani.

Per seguire l'andamento di affluenza, proiezioni e risultati, ci sono naturalmente i vari repubblica.it, tg24.sky.it, corriere.it e ilsole24ore.com. Le previsioni raccontano di un sostanziale equilibrio tra il fronte del sì e quello del no, dunque, ma come ci insegna il passato, è meglio procedere con cautela. Si ricorda che è possibile votare solo nella giornata di domenica dalle 7 alle 23.

Il taglio alle poltrone solo per i senatori e il capitolo risparmi

Le ragioni del sì. Diminuisce il numero dei senatori: da 315 (più quelli a vita) a 100. E i membri del Parlamento passano da 945 a 730. Un taglio di poltrone che porterà risparmi: anche perché consiglieri regionali e sindaci che siederanno in Senato non percepiranno compensi aggiuntivi.

Le ragioni del no. Perché tagliare a Palazzo Madama e lasciare invariati i seggi (più numerosi) della Camera? I sostenitori del No poi sottolineano come al di là dei compensi dei senatori restano i costi per far funzionare Palazzo Madama. E criticano: Senato dopolavoro di sindaci e consiglieri.

Addio alla navetta

Le ragioni del sì. Addio alla navetta, con i disegni di legge che fanno più volte spola tra Camera e Senato. Solo la Camera è protagonista del processo legislativo, che diventa più veloce: tempi certi per l’approvazione dei testi e maggiore stabilità politica. Il Senato non è elettivo, ma espressione delle autonomie locali.

Le ragioni del no. Il meccanismo di approvazione delle leggi, sostengono i critici, non è più semplice, ma si complica: sono previste una decina di modalità diverse, con rischi di ricorsi alla Consulta. C’è addirittura chi avrebbe preferito l’abolizione del Senato, più che il suo svilimento di funzioni.

La legge elettorale fuori dal quesito al centro del dibattito

Le ragioni del sì. La Costituzione non è stravolta: la riforma non tocca la prima parte della Carta, i principi fondamentali. Non cambia la forma di governo, ma soltanto l'organizzazione delle istituzioni. E, sottolineano i sostenitori del Sì, l’Italicum non c’entra con il referendum: quella elettorale è una legge ordinaria.

Le ragioni del no. Per i sostenitori del no l’Italicum c’entra: è l’unione tra legge elettorale e riforma nel mirino. Con il premio alla lista vincitrice, per di più con i capilista bloccati, il premier può contare su una salda maggioranza alla Camera, anche oltre il risultato delle urne, senza il contrappeso del Senato.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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