Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 si incomincia successiva fase a definire

Iniziano a delinearsi i percorsi di lavoro per novità per le pensioni in una prossima fase. Cosa prevedono, per chi e prospettive

Pensioni ultime notizie mini pensioni, q


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): Non ci sono le condizioni, innfatti, nè tecniche nè tempistiche solo per citarne due tra le molte possibili delle ultime notizie e ultimissime che possono far pensare a delle novità per le pensioni anche se si incomincia almeno il Gruppo per le pensioni stesso e le opposizioni a cercare di definire delle iniziative da portare avanti ufficialmente in questa successiva fase dell'iter

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:34):  Non è certo facile cercare di definire la prossima fase, ma l'iter deve andare avanti comunque vada. E se una parte c'è chi spera, anche dopo alcune aperture nelle ultime notizie e ultimissime, di novità per le pensioni o meglio miglioramenti su di esse, dall'altra visto cosa si andrà, comunque, a creare e le condizioni pensa che l'iter scivolerà più velocemente possibile verso la fine.

Sarebbero due, in particolare, le ultime notizie riguardanti possibili ulteriori novità per le pensioni che dovrebbero essere definite nella prossima fase di decisione delle modifiche pensionistiche, così come annunciato dalle ultime notizie: la prima è la creazione di una cosiddetta pensione di garanzia per i più giovani, con l'obiettivo di riuscire a garantire anche a questa categorie di persona un futuro pensionistico, soprattutto alla luce delle ultime notizie ancora negative sull'andamento dell'occupazione; la seconda sarebbe la revisione delle aspettative di vita in base alla tipologia di occupazione che si svolge, senza dimenticare la novità per le pensioni di quota 41 per tutti. Sembra, dunque, essere ben chiaro e definito il percorso di lavoro sulle novità per le pensioni nella prossima fase di discussione sulla questione previdenziale. Per quanto riguarda, in particolare, la revisione del meccanismo delle speranze di vita, si tratta di una misura che si era chiesto di inserire già nel testo unico di quest’anno, che finora non è arrivata tanto da essere stata rilanciata per Palazzo Madama, ma per modificare questo meccanismo, che in realtà rappresenta il principio fondante delle attuali norme pensionistiche, servirebbero analisi e confronti ben più importanti.

Si tratta, tuttavia, di un cambiamento auspicato e sostenuto anche dalla stessa Ragioneria di Stato. I motivi per cui è lecito chiedere una revisione del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, non solo in base al tipo di attività che si svolge ma anche in generale, dipende dal fatto che alla luce delle ultime notizie sull’andamento della speranza di vita in Italia, il principio su cui si basano le attuali norme pensionistiche verrebbe meno. Vediamo nel dettaglio: le attuali regole pensionistiche hanno elevato l’età pensionabile per tutti, ad oggi fissata a 66 anni e tre mesi, suscettibile di ulteriore aumento a partire dal primo gennaio 2019, quando salirà a 67 anni, adeguando l’età di pensionamento all’aumento dell’aspettativa di vita. La logica è semplice: si vive più a lungo, per cui si può anche lavorare di più. E, come confermano le ultime notizie, gli scatti si verificheranno ogni due anni e saranno di tre, quattro mesi.

Si tratta, però, di un sistema che dovrebbe essere rivisto o, addirittura, come da alcuni proposto, completamente cancellato. E il motivo è che gli ultimi dati hanno attestato un’inversione di tendenza nel nostro Paese, con un’aspettativa di vita in calo piuttosto che in aumento. Ciò significa che i ritocchi all’insù dell’età pensionabile dovrebbero essere bloccati. In generale, comunque, è impensabile, come dichiarato da tanti, pensare di mantenere occupati sempre più a lungo alcuni lavoratori, come coloro che sono entrati nel mondo occupazionale da giovanissimi, e cioè a 14, 15 anni. E, infatti, le ultime notizie sulle novità per le pensioni proposte per il nuovo testo unico prevedevano proprio una revisione delle speranze di vita per i cosiddetti quota 41. Non si è fatto nulla per risolvere questa situazione attualmente, rimandando tutto ad una prossima fase di revisione delle attuali norme pensionistiche, che dovrebbe poi essere la fase da cui aspettarsi, come annunciato da alcuni stessi tecnici della maggioranza qualche tempo fa, novità per le pensioni più importanti e profonde rispetto alle attuali mini pensioni e quota 41, limitate, ristrette e ancora con troppi paletti, che la maggioranza sta portando avanti ma che, man mano che il tempo passa, sembrano diventare anche sempre più incerte, tra proposte di miglioramenti e miglioramenti già bocciati.

Stando, poi alle ultime e ultimissime notizie, nella seconda fase di discussione e lavoro su ulteriori novità per le pensioni potrebbe rientrare anche una nuova mini pensioni per uomini e donne con penalità. Si tratta, in effetti, di una ipotesi riportata dalle ultime notizie di questi giorni. Sembra, stando ad alcune indiscrezioni trapelate, che sia saltata fuori l’ipotesi di una mini pensione per le donne basata, per alcuni criteri, sulle attuali regole del contributivo femminile. I requisiti da soddisfare, sempre secondo le ipotesi e non notizie ufficiali, dovrebbero infatti rimanere gli stessi richiesti dal contributivo femminile, vale a dire un requisito contributivo di 35 anni e un’età di 57 anni e mesi per le lavoratrici statali e di 58 anni e sette mesi per le lavoratrici private e autonome, ma dovrebbero essere previste penalità più elevate rispetto a quelle fissate attualmente per la mini pensione, visto che l’età pensionabile sarebbe ancor più bassa rispetto ai 63 anni richiesti dalla mini pensione.

Si tratta di una novità per le pensioni, però, che per evitare di creare problemi di differenza di genere nei trattamenti previdenziali e discriminazioni, come già imputato per il contributivo femminile, potrebbe essere estesa anche al mondo maschile, anche se non è poi così scontato, visto che anche quando si parlava di contributivo femminile si diceva che sarebbe stato difficile approvarlo perché destinato esclusivamente alle donne e alla fine è  entrato in vigore solo per il mondo femminile.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il
Puoi Approfondire