Referendum come e quando si sapranno risultati ufficiali, affluenza, previsioni chi vince sì e no, exit poll

Le urne per il voto costituzionale rimarranno aperte fino alle 23. Poi inizio lo spoglio e si saprà chi vince tra il sì e il no.

Referendum come e quando si sapranno ris


Aggiornamento Referendum risultati ufficiali: Si continua ancora il voto e le urne si chiuderanno alle ore 23, se ci sarà tanta file, come in dievrse seggi è stata registrata. Dall'altra parte l'affluenza è ben al 57% e si potrebbe chiudere al 65% come minimo, ma anche al 70% e passa....

Aggiornamento Referendum risultati ufficiali: E' ancora in corso la votazione in tutta Italia, dove alle 23 veranno chiusi i seggi per dare inizio allo spoglio. Al momento l'unico dato ufficiale è il tasso di affluenza alle ore 12 che si è attestato al 20,14% con un Sud che si è visto meno participativo rispetto al Nord. Per attendere altri dati ufficiali bisognerà attendere ancora le 19 e poi le 23 con i tassi di affluenza aggiornati. Dalle 23 poi man mano saranno scrutinate tutte le schede e nel giro di poche ore, in nottata, sarà possibile conoscere chi avrà vinto.

Tutti gli italiani senza distinzioni sono interessati al voto costituzionale in programma domani domenica 4 dicembre 2016. Dalle 7 alle 23 sarà possibile esprimere la propria preferenza al seggio elettorale di appartenenza, in cui occorre presentarsi minuti di tessera elettorale e documento di riconoscimento valido. Per risultati e aggiornamenti in tempo reale sull'andamento degli scrutini, il sito principale è quello del Ministero dell'Interno e quello creato ad hoc sulle elezioni. Ma ci siamo anche noi di businessonline.it così che seguiremo lo spoglio delle schede e gli exit poll fino ai risultati ufficiali, ma anche la variabile chiave dell'affluenza. Secondo molti osservatori sarà uno degli aspetti che farà la differenza.

Altri punti di riferimento per le prime proiezioni saranno disponibili sui siti della Repubblica, di Sky TG24, del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore. Come si vota? Innanzitutto, per chi non ne è a conoscenza, la domanda che si troverà davanti nel chiuso della cabina elettorale è. "Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

E allora non resta altro da fare che mettere una crocetta sul sì o sul no per esprimere la propria opinione. Se si sceglie il sì, cambieranno alcune parti nella Costituzione italiana, altrimenti rimarranno così come sono. Secondo i suoi sostenitori, le ragioni per votare sì sono tante tra cui l'abolizione del Cnel, la stabilità di governo, il taglio dei numero dei senatori, l'eliminazione della navetta tra Camera e Senato, l'assegnazione allo Stato di materie come l'energia, le infrastrutture, la promozione turistica. Secondo il fronte del no, la riforma crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e Senato delle Regioni; non amplia la partecipazione dei cittadini perché triplica le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare; non diminuisce i costi della politica; non garantisce l'equilibrio tra i poteri costituzionali; non permette di eleggere i senatori; non produce semplificazione ma incrementa la confusione; rafforza il potere centrale a danno delle autonomie; rende il bicameralismo più confuso.

Stando alle disposizioni che entrerebbero in vigore nel caso in cui a prevalere sarà il sì, le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione. Le leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall'approvazione della legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata.

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di Marianna Quatraro pubblicato il