Pensioni ultime notizie opzione donna cosa può cambiare per proroga dalla consultazione pubblica

Per le prospettive delle novità per le pensioni è decisivo il risultato della consultazione pubblica di domenica.

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:10):  Nell'iter attuale, nella sua seconda parte, sembra davvero tutto chiuso, qualsiasi novità per le pensioni comunque vada a finire la consultazione pubblica nonostante delle ultime notizie e ultimissime hanno lasciato delle piccole, piccolissime speranze in questo senso. Ma come detto, è il dopo, le potenziali elezioni che possono davvero portare novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Come per il resto delle novità per le pensioni è difficile che cambi qualcosa nell'iter in corso, ma sicuramente se dovesse vincere il no o, comunque, si decidesse di andare ad elezioni anche in altri casi come traspare dalle ultime notizie e ultimissime anche l'opzione donna potrebbe ricevere importanti novità

Inutile negarlo, la macchina della politica italiana è adesso ancora all'esito della consultazione pubblica di domenica. Anche le prospettive sulle novità per le pensioni, compresa la parte che riguarda la proroga dell'opzione donna, è legata al risultato delle urne. È verosimile credere che se a trionfare dovesse essere il sì, nulla cambierà rispetto all'iter in corso. Più in là occorre però tenere conto di una maggioranza più rafforzata che sarà certamente in grado di imporre il suo passo e le sue decisioni. E sulla prosecuzione dell'esperienza dell'opzione donna, non essendo tra le priorità, rischia inevitabilmente di scivolare nel dimenticatoio.

Diverso è il caso se a vincere dovesse essere il no poiché le conseguenze saranno sugli equilibri politici e sulla stessa durata della legislatura. In qualche modo tutte le ipotesi di cambiamento, anche rispetto alle novità per le pensioni, rientrerebbero in gioco, ma comunque fuori dall'iter in corso. La certezza è per ora rappresentata dall'emendamento con cui viene prevista l'estensione temporanea dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio del 2016, così da permettere l'assorbimento delle lavoratici nate nell'ultimo trimestre del 1958. Stando alle ultime norme approvate, sono infatti rimaste fuori per via dell'aumento della speranza di vita.

Si ricorda che la richiesta è la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Con l'ultima opzione donna il ritiro è possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. Le intenzioni dell'attuale maggioranza, per ragioni economiche e politiche, sono di trovare un'altra strada.

Testualmente, le norme prevedono che in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180. Entro il 31 dicembre 2015 il Governo verifica i risultati della predetta sperimentazione, al fine di una sua eventuale prosecuzione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il