Pensioni ultime notizie molte novità prossima settimana per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Quali sono le prospettive della settimana all’indomani del voto di domenica ed effetti e conseguenze anche per novità le pensioni da attendersi

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:45): E non solo nella settimana si riprenderanno anche tra le ultime notizie e ultimissime non così scontate e appariscenti anche i movimenti per la scelta dei nuovi vertici Comunitari, ma anche di Germani e Francia con collegamenti non immediati, ma sicuri con le novità per le pensioni italiane

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:07): Una settimana che davvero sarà ricca di attese su tanti fronti che potranno andare a condizionare più o meno strettamente le novità per le pensioni e che non sono le solite scontate come ad esempio il Patto di Fabbrica e il Direttorio già sicuri nelle ultime notizie e ultimissime

Mercoledì 7 dicembre l’associazione degli industriali e le forze sociali si riuniranno nuovamente per rilanciare, di comune intesa, il patto di fabbrica, con novità che interesserebbero assistenza, aiuti e sostegni, novità per le pensioni. In quest’ultimo caso, l’obiettivo sarà quello di riuscire ad innescare un meccanismo di ricambio generazione, con conseguente rilancio dell’occupazione giovanile, quindi della produttività, e quindi dell’economica in generale, puntando, al tempo stesso, a garantire maggiori tutele e servizi assistenziali ai lavoratori. Il patto di fabbrico di propone di rivedere e rinnovare i modelli contrattuali con l’intento di salvaguardare imprese e interessi dei lavoratori, ponendo al centro dell’attenzione lo stesso lavoratore, sia da un punto di vista di retribuzione economica, sia un punto di vista di assistenza e previdenza.

Ma quella che si appresta ad iniziare sarà un settimana decisamente importante soprattutto per l’esito del voto di domenica che, come spiegato in questi ultimi giorni, dovrebbe avere, qualsiasi sia il suo risultato, impatti e conseguenze su maggioranza e provvedimenti che si stanno portando avanti, novità per le pensioni comprese. Sono diversi gli scenari paventati che potrebbero prospettarsi dopo l’esito della consultazione popolare, soprattutto nel caso di una vittoria del no. Se, infatti, dovesse vincere il sì, non dovrebbe cambiare nulla, da un punto di vista di assetti politici, rispetto ad oggi, con il premier che continuerebbe ad andare dritto per la sua strada. E, stando alle ultime notizie su eventuali rischi di una vittoria del no, nel caso di trionfo del sì non dovrebbero registrarsi nemmeno particolari sbalzi sui mercati finanziari.

Decisamente diverso, invece, lo scenario che si prospetterebbe nel caso di una vittoria del no con i mercati che, come ipotizzato dagli esperti, ballerebbero portando ad un nuovo aumento di spread btp-bund e tassi, e ipotesi di cambiamenti politici interni, dalle dimissioni del premier, alla costituzione di un governo tecnico, all’ipotesi di elezioni anticipate.  

Sono in moltissimi ad auspicare quest’ultima possibilità perché solo anticipando le elezioni, al momento programmate per il prossimo 2018, si potrebbe tornare a rilanciare su questioni fondamentali, per recuperare fiducia, consensi ed elettori, sia da parte della maggioranza sia da parte delle altre forze politiche. E l’attenzione si concentrerebbe certamente prima di tutto sulle novità per le pensioni, soprattutto considerando le ultime e ultimissime notizie che continuano a riportare malcontenti, delusioni e critiche nei confronti delle attuali mini pensioni e quota 41. Ma, secondo le ultime notizie, anticipare le elezioni sarebbe piuttosto difficile, anche lo stesso presidente della Repubblica ha chiaramente lasciato intendere che non darebbe il suo appoggio, piuttosto l’orientamento sembra quello di istituzione di un governo tecnici. Il premier ha già dichiarato, stando a quanto riportano le ultime notizie, che non vorrebbe guidarlo e al suo posto circolano i nomi dell’attuale presidente di Palazzo Madama, dell’attuale ministro della Cultura, figure, entrambe, che sosterrebbero la realizzazione di importanti novità per le pensioni, soprattutto collegate alla necessità di rilancio dell’occupazione; o dell’attuale ministro dell’Economia, che, al contrario, sarebbe negativo per le novità per le pensioni, considerando che ne è sempre stato contrario e che continua a non considerarle prioritarie in un percorso di ripresa economica italiana.
 
Il piano già reso noto di costituzione di un governo tecnico in attesa delle elezioni sarebbe certamente motivo di caos interno, ma, secondo le ultime notizie, potrebbe non avere quelle temute ripercussioni negative, tra fallimenti degli istituti di credito e aumento spropositato dello spread. Altro scenario ipotizzato ma decisamente difficile, quello di una maggioranza che potrebbe continuare a rimanere tale anche in caso di vittoria del no ma solo per rimettersi a lavoro sulla definizione di un nuovo sistema elettorale, come auspicato dall’opposizione. In ogni caso, sono attese le dimissioni del premier in caso di sua sconfitta al voto di domenica. In ogni caso, la vera sfida è capire cosa accadrà dopo il voto, se ci si è davvero organizzati in modo tale da avere già certe alternative all’attuale maggioranza, e quali effetti potrebbero arrivare per le novità per le pensioni.

All’indomani del voto di domenica, o al massimo dopo due giorni, dovrebbe essere in programma la nuova riunione del Direttorio della maggioranza, fissata per decidere la nuova convocazione del congresso che, secondo le ultime notizie riferiscono, potrebbe tenersi tra febbraio e marzo, e la sua nuova candidatura alle primarie, dando decisamente poco tempo all’opposizione interna di organizzarsi in maniera ‘alternativa’ alla maggioranza stessa.   

Nel frattempo, nei prossimi giorni bisognerà comunque mantenere l’attenzione puntata anche a livello comunitario per decisioni in programma che certamente avranno conseguenze importanti per l’Italia, l’andamento delle sue discussioni sulle misure del testo unico, e le stesse novità per le pensioni. Da martedì 6, riprenderanno infatti le discussioni sulle misure da confermare per il nuovo testo unico, bloccate la settimana scorsa per il voto di domenica, ma che si preparano a tornare a Palazzo Madama, dove, stando alle ultime notizie, ci si aspettano ulteriori miglioramenti e risposte a quelli proposti per le novità per le pensioni dal Comitato ristretto che interessano la richiesta di riduzione di un anno (da 36 a 35 anni) della contribuzione richiesta a chi è impegnato in occupazioni faticose per l’accesso alla mini pensione senza oneri, l’estensione delle professioni da considerare faticose per la mini pensione senza oneri, mentre è stata già respinta la richiesta di una riduzione della percentuale di invalidità, che si voleva portare dal 75 al 60%, sempre per l’accesso alla mini pensione senza oneri.

Di questi miglioramenti, molto probabilmente, stando a quanto riportano le ultime notizie, l’unica novità per le pensioni ulteriore che potrebbe essere approvata, dopo il via libera già dato alla proroga del contributivo femminile fino al prossimo 31 luglio anche per le nate dell’ultimo trimestre del 1958 e il via libera al cumulo gratuito per tutti, sia per lavoratori che hanno sempre versato contributi previdenziali in gestioni legate all’Istituto di Previdenza, sia per lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti alle proprie casse private previdenziali, sarebbe l’allargamento dei mestieri faticosi sia per la mini pensione senza oneri che per la quota 41, unica misura che non andrebbe a toccare l’attuale impianto delle norme pensionistiche in vigore, anche se poi bisognerebbe comunque fare i conti con il reale budget disponibile.

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di Marianna Quatraro pubblicato il