Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tutto quello da fare entro fine anno che non sarà fatto

Non solo mancate novità per le pensioni di prepensionamento per tutti ma anche altre misure annunciate non sono state affatto considerate quest’anno: quali sono e cosa avrebbero dovuto prevedere

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:45): Uno su tutti che sarebbero davvero importante, anche perchè siamo già in procedura di infrazione era ed è sistemare l'età per uomini e donne ovvero renderla uguale anche abbasando di un anno quella del'uomo come era stato reso ammissibile nelle ultime notizie e ultimissime. Sarebbe stata una novità per le pensioni molto importante e ben accetta che ci permetterebbe anche di non pagare sanzioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): Sono molte su tanti aspetti e livelli tutto quello che si sarebbero dovuto fare per le novità per le pensioni entro l'anno che sono, anche se alcune richieste ufficialmente ad esempio dalla Comunità, state completamente dimenticate o sembrano come esserlo anche nelle ultime notizie e ultimissime che non le citano neppure.

Sono diversi gli annunci di novità per le pensioni che avrebbero dovuto trasformarsi in realtà ma che sono rimasti meri annunci, riferiti non solo all’abbassamento dell’età pensionabile. Le ultime notizie parlano continuamente delle ultime novità per le pensioni di mini pensione e quota 100 che la maggioranza ha inserito nel nuovo testo unico, e per cui si attendono i Dpcm di ufficialità sia riguardanti le norme di funzionamento sia per i tempi di entrata in vigore, ma si tratta di novità per le pensioni di revisione dell’età pensionabile che certo non soddisfano le richieste di tutti coloro che da sempre chiedono modifiche alle attuali norme pensionistiche, in modo da renderle più ‘morbide’. Per soddisfare le richieste fatte, infatti, avrebbero dovuto essere approvate novità per le pensioni più importanti, come novità per le pensioni di quota 100 o novità per le pensioni di quota 41, non sperimentali e universali per tutti, ma si tratta di novità per le pensioni al momento considerate non fattibili perché troppo costose rispetto al ristretto budget disponibile. E così, come riportano le ultime notizie, queste novità per le pensioni sono state rimandate, forse alla seconda fase di lavoro sulle novità per le pensioni annunciata dai tecnici della maggioranza.

Ma la revisione dell’età pensionabile è solo una delle novità per le pensioni mancate insieme ad altre che si sarebbero dovute realizzare entro l’anno. E stiamo parlando di una revisione delle detrazioni, che avrebbero dovuto essere inserite nel decreto fiscale con diversi collegamenti alle novità per le pensioni; della revisione del meccanismo delle aspettative di vita, che era stato ripreso ma attualmente ancora rimandato; della revisione dell’età di pensionamento di uomini e donne; e della netta divisione, ancora attesa, tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale. Il tema della revisione delle aspettative di vita è tornato nelle ultime notizie più attuale che mai per le proposte presentate al testo unico di una loro revisione innanzitutto per chi svolge occupazioni faticose e per i quota 41 che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale. Ma, in realtà, si tratta di una novità per le pensioni che dovrebbe interessare tutti. Si tratta del principio fondante dell’attuale normativa pensionistica che ha allungato l’età pensionabile per tutti, basandosi sul fatto che vivendo più a lungo si può anche lavorare di più, ed ecco che ogni due anni sono previsti scatti di tre, quattro mesi che ritoccano all’insù l’età di pensionamento.

Ma si tratta di un sistema che, alla luce delle ultime notizie Istat, non avrebbe più motivo di esistere ancora, considerando che nell’ultimo anno è stato attestato non un aumento ma un calo della speranza di vita, per cui dovrebbe essere caduta la filosofia del si vive di più quindi si può lavorare di più. A questi dati si aggiunge anche il fatto che non tutte le occupazioni sono uguali per cui è ormai chiaro che non è possibile adeguare e aumentare l’età pensionabile per tutti allo stesso modo. Entro quest’anno si sarebbe dovuta chiudere anche la partita sulla parificazione dell’età pensionabile tra uomini e donne, misura richiesta tra l’altro dalla Comunità che ha puntato il dito contro il nostro Paese per una differenza di trattamento previdenziale di genere che favorirebbe la pensione delle donne, che possono lasciare anzitempo la propria occupazione rispetto agli uomini grazie al metodo del contributivo donna che permette alle lavoratrici di andare in pensione invece che a 66 anni e sette mesi a 57 anni per le statali e a 58 anni per le autonome e le lavoratrici private.

Secondo la Comunità si tratterebbe di una norma discriminatoria, motivo per il quale già l’anno scorso aveva chiesto al nostro Paese correzioni in tal senso. Si tratta di correzioni che, però, si attendono ancora, mentre le ultime notizie confermano, al contrario, un’ulteriore proroga del contributivo femminile fino a luglio del 2016. Per unificare l’età pensionabile tra uomini e donne si è accennata una discussone sulla migliore eventualità da rendere concreta, se abbassare cioè l’età pensionabile degli uomini, tanto che si era anche ipotizzata una estensione del contributivo femminile anche al mondo maschile, o aumentare l’età di pensionamento delle donne. E’ saltato, poi, anche per quest’anno il piano di divisione tra spesa assistenziale e spesa per le pensioni, che avrebbe dovuto quanto meno essere avviato ma per cui non è stato fatto assolutamente nulla.
 
Le ultime notizie confermano, invece, che le uniche novità per le pensioni, che potremmo considerare positive, fatte quest’anno sono fondamentalmente due: il via libera al cumulo gratuito di tutti i contributi previdenziali per tutti i lavoratori, sia quelli iscritti a gestioni facenti capo all’Istituto di Previdenza, sia liberti professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle casse private previdenziali; e la cancellazione delle penalità per coloro che sono entrati nel mondo occupazionale da giovanissimi, cioè a 14, 15 anni, e decidono di andare in pensione prima dei 62 anni di età, avendo però maturato i 41, 42 anni di contributi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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