Pensioni ultime notizie prospettive novità dopo sconfitta Governo Renzi per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Cosa ci si aspetta dall’esito della consultazione pubblica, possibili cambiamenti degli scenari politici ed eventuali ripercussioni su novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45): Come già detto fondamentale è che tutto si sblocchi e si faccia quanto più in fretta possibile per andare alle urne altrimenti si rischia il blocco di tutto come le ultime notizie e ultimissime hanno evidenziato per lungo tempo, con una stasi non solo sulla novità per le pensioni. Questo nel medo termine. Nell'immediato è anche importante concludere l'iter attuale come lo è in questo momento visto che iniziano ad aggirarsi degli spettri di rallentamento e blocchi

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15): Tante sono le prospettive e gli scenari che potrebbero avvenire dopo la consultazione che ovviamete avranno al centro il Governo Renzi e, dunque, anche le novità per le pensioni non tanto nell'iter attuale che è ormai deciso, ma per il dopo. L'importante, comunque, vado e su questo tutte le ultime notizie e ultimissime sono concordi che non si vada a campare, a tirare ancora per il lungo e che tutto si sblocchi in una direzione o nell'altra, ma che si sblocchi

Come si concluderà la consultazione pubblica di domenica? Quali conseguenze potrebbe avere il suo esito sullo scenario politico italiano? E quali effetti si potrebbero avere sulle novità per le pensioni? Secondo quanto riportano le ultime notizie, indipendentemente dall’esito della vittoria del sì o del no, dopo uno o al massimo due giorni dal voto dovrebbe riunirsi di nuovo il Direttorio della maggioranza, programmato dallo stesso premier per decidere quando convocare il nuovo congresso che, secondo le ultime notizie e ultimissime notizie, potrebbe tenersi già tra febbraio e marzo. Nessuna particolare attesa, dunque, per il premier, tempo pensato soprattutto per non dare la possibilità alla opposizione interna di organizzarsi nella definizione, come del resto già paventato da qualcuno, di una forza politica alternativa a quella del premier. L’appuntamento del nuovo Direttorio sarebbe la conseguenza praticamente più immediata di un voto che in base all’esito potrebbe disegnare effettivamente diversi scenari politici. Se il risultato della consultazione pubblica dovesse essere la vittoria del sì, non cambierebbe nulla da un punto di vista politico: la legge costituzionale verrebbe sì modificata con le attuali proposte presentate dal premier, insieme alla sua squadra sostenitrice, ma da un punto di vista politico tutto resterebbe esattamente così com’è.

Probabilmente qualcosa cambierebbe nei meccanismo di governo: con la vittoria del sì, il premier continuerebbe a guidare la maggioranza e potrebbero aprirsi due strade, una quella che indirizzerebbe i lavori nella stessa direzione finora seguita, con nessun rilancio di alcun provvedimento, comprese le novità per le pensioni, e, probabilmente, la stessa lentezza finora lamentata. Ma un’altra strada potrebbe essere quella di dare nuova spinta a ulteriori novità: è possibile, infatti, come ipotizzato dalle ultime notizie, che la vittoria del sì venga interpretata dal premier come flebile segnale di fiducia nei suoi confronti che, messo alla prova, potrebbe, inaspettatamente, rilanciare su alcuni interventi, proprio partendo dalle novità per le pensioni, al momento tanto criticate in riferimento ad attuali mini pensioni e quota 41, che si continua a chiedere di rivedere. Si tratterebbe, anche in questo caso, però, di una strategia di preparazione in vista delle prossime elezioni del 2018 che consentirebbe allo stesso premier di riconquistare consensi ed elettori. Anche la vittoria del sì, dunque, contrariamente a quanto si era detto nei giorni scorsi, potrebbe diventare positiva per un rilancio delle novità per le pensioni.

La situazione sarebbe decisamente diversa in caso di vittoria del no. A quel punto, come riportano le ultime notizie, si attenderebbero innanzitutto le dimissioni del premier, anche se non sono certo obbligatorie ma sarebbe stato proprio lui ad annunciarle eventualmente, e quindi o la possibilità di elezioni anticipate o la costituzione di un governo tecnico. E se il premier non si dimettesse, è possibile che vi si avvii verso un patto del Nazareno-bis. Lo stesso leader di Forza Italia ha infatti affermato che in caso di sconfitta non necessariamente il premier dovrebbe dimettersi ma, al contrario, dovrebbe rimanere alla guida della maggioranza, aprendo, però, alla disponibilità di definizione di un nuovo tavolo che si rimetta al lavoro sul sistema di voto. La prospettiva migliore per un rilancio delle novità per le pensioni sarebbe anticipare le elezioni, dal 2018 alla prossima primavera del 2017, ma secondo le ultime notizie sarà difficile che questo scenario si realizzi.

Tuttavia, anticipare le urne significherebbe permettere al premier e alla sua maggioranza di rimettersi subito in corsa, giocando sulle tensioni di cui parlano le ultime notizie relative agli altri schieramenti politici. Paradossalmente, infatti, se si dovesse andare alle elezioni la prossima primavera, la maggioranza risulta al momento lo schieramento più organizzato, nonostante le tensioni con l’opposizione interna. Regna nella Lega gran caos con il leader che non sa quali alleanze preferire e l’incertezza sul nome del nuovo candidato, e quel Movimento 5 Stelle che tanto stava piacendo agli italiani e che ad un certo punto era anche arrivato a superare la stessa maggioranza, a causa dello scandalo firme false, sta perdendo sempre più consensi. Certo, per recuperare consensi e fiducia sicuramente si partirebbe dal puntare sui temi particolarmente più a cuore ai cittadini, dalle novità per le pensioni all’occupazione, ma bisognerebbe farlo in contesto di consapevolezze che al momento potremmo dire che mancano del tutto.

In questo quadro, c’è da considerare che lo stesso presidente della Repubblica avrebbe già respinto l’idea di elezioni anticipate puntando sulla istituzione di un governo tecnico. E se effettivamente le ultime notizie sull’esito della consultazione pubblica dovessero confermare la vittoria del no e si andasse verso un governo tecnico, stando alle ultime notizie, i nomi di coloro che potrebbero diventarne guida, portando l’Italia alle prossime elezioni del 2018, sono fondamentalmente tre circolati e si tratta dell’attuale ministro dell’Economia, che non sarebbe certamente una buona prospettiva per novità per le pensioni visto che non le considera priorità per la crescita economica del nostro Paese, per cui nulla farebbe; dell’attuale ministro della Cultura e dell’attuale presidente dei Palazzo Madama. Probabilmente questi due nomi potrebbero, invece, avere importanti impatti positivi sulle novità per le pensioni, perché ne hanno sempre sostenuta la necessità in collegamento con il noto rilancio dell’occupazione giovanile a cui porterebbero. E se l’obiettivo dell’Italia è quello di avviare una reale crescita economia, le novità per le pensioni di uscita prima, ma che non sarebbero le attuali mini pensioni e quota 41 in discussioni, sarebbero fondamentali, perché darebbero nuova spinta all’occupazione giovanile, e quindi alla produttività e sosterebbero i consumi, e quindi la crescita dell’economica stessa in generale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il