Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 vantaggi e svantaggi dopo la consultazione

Gli scenari politici e relative conseguenze per novità per le pensioni che potrebbero aprirsi all’indomani del voto di domenica

Pensioni ultime notizie mini pensioni, q


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:15): E come avevamo detto il ricorso alle urne non appare così scontato anche se già ci sono gli schieramenti che nelle ultime notizie e ultimissime si erano mostrati più convinti in questo senza a far capire che non ci saranno sconti. Certo, nel medio termine i vantaggi sono chiari, soprattutto con elezioni subito, ma una serie di svantaggi soprattutto nel breve per le novità per le pensioni iniziano a profilarsi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Non c'è un vero e proprio scenario che si possa definire vincente e auspicabile al 100% per le novità per le pensioni dalla consultazione, perchè dalle ultime notizie e ultimisime si è capito come le prospettive chiunque vinca non certe di andare, ad esempio, ad elezioni subito o continuare l'esecutivo attuale o ferna una altro tecnico, che magari non blocchi tutto per altri 13 mesi.  Certo il migliore per le novità per le pensioni sarebbero elezioni subito, ma appunto non sono affatto così scontate

Costituzione di un governo tecnico, elezioni anticipate, la maggioranza esattamente così com'è guidato dall'attuale premier, e nuovo accordo con Forza Italia: sono questi gli scenari che potrebbero prospettarsi all'indomani dell'esito della consultazione della consultazione popolare di domenica, con diversi movimenti politici tra i diversi partiti. Partendo dal primo scenario, nel caso di vittoria del no al voto di domenica, il premier dovrebbe presentare le sue dimissioni e si costituirebbe un governo tecnico con il compito di traghettare l’Italia verso le prossime elezioni del 2018. E’ possibile che possa toccare a questo stesso governo tecnico la revisione del sistema elettorale che non ha fatto altro che suscitare critiche e proteste in questi mesi. Nel caso di costituzione di un governo tecnico, stando alle ultime notizie, tra i nomi di coloro che potrebbero guidarlo ci sono quelli dell’attuale ministro dell’Economia, che non sarebbe certamente una buona prospettiva per novità per le pensioni, considerando che lo stesso ministro ha sempre dichiarato di esserne contrario e di non considerare le novità per le pensioni una priorità attuale dell’Italia; dell’attuale ministro della Cultura, e dell’attuale presidente dei Palazzo Madama.  

In questi due ultimi due casi, è possibile che con un loro arrivo al governo qualcosa in più per le pensioni si possa fare considerando che si tratta di due personalità che hanno sempre sostenuto l’importanza di attuazione di novità per le pensioni soprattutto perché collegate ad un rilancio dell’occupazione giovanile, obiettivo che le attuali mini pensioni e quota 41 non raggiungerebbero, perché troppo limitate e con ancora troppi paletti. Il secondo scenario che potrebbe prospettarsi in caso di sconfitta del no sarebbe quello di andare ad elezioni anticipate: le ultime notizie confermano, in realtà, che si tratta di un’ipotesi decisamente difficile perché il presidente della Repubblica avrebbe già respinto le idea, orientando più, come detto, sul governo tecnico. Me eventuali elezioni anticipate potrebbero essere l’occasione ideale per rilanciare su tempi importanti per cittadini, in primis sulle novità per le pensioni, alla ricerca di nuovi consensi da parte degli italiani.
     
Andare alle urne anticipate significherebbe permettere al premier e alla sua maggioranza di rimettersi subito in corsa, considerando che nonostante le divisioni interne sembra la fazione politica comunque al momento più organizzata e pronta a sostenere eventuali nuove elezioni, ma anche alle altre forze politiche, da Movimento 5 Stelle a Lega, Forza Italia di porsi come valide alternative all’attuale maggioranza. Bisognerà però considerare le vicende, come lo scandalo delle firme false del M5S; gli scontri interni, come quello della Lega tra i nuovi progetti dell’attuale leader e l’indecisione su chi potrebbe essere il nuovo candidato; e le intenzioni di accordi da parte di Forza Italia. E se questo fosse lo scenario reale che si concretizzerà, molto dipenderà da quali saranno le misure su cui punteranno tutte le forze politiche. Sarebbe necessario recuperare la fiducia dei cittadini, obiettivo raggiungibile solo attraverso garanzia su provvedimenti che attendono da tempo, come novità per le pensioni che prevedano un’importante revisione delle attuali norme pensionistiche, come quota 100 o novità per le pensioni di quota 41 per tutti.

Il terzo scenario che potrebbe prospettarsi potrebbe essere quello con l’attuale premier ancora alla guida della maggioranza nel caso di sconfitta di misura, con la possibilità, già paventata nei giorni scorsi, di un nuovo accordo con il leader di Forza Italia, che potrebbe non essere raggiunto solo per la definizione di nuovo sistema elettorale ma anche per continuare sulla strada già intrapresa del Nazareno-bis. Se, poi, al voto di domenica vincesse il sì si aprirebbe un quarto scenario con Renzi che continuerebbe a guidare la maggioranza e che potrebbe portare all’apertura di due strade: o quella per cui ogni intervento al momento previsto resterebbe così com'è, con il rischio che non venga rilanciato nulla, comprese ulteriori novità per le pensioni, o, al contrario, il premier potrebbe spingere il piede sull’acceleratore di ulteriori novità e miglioramenti, a partire dalle stesse novità per le pensioni, proprio per iniziare a ‘seminare’ in vista delle prossime elezioni del 2018 e a rafforzare la sua maggioranza.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il