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Consultazioni decisione nuovo Governo e nuovo Premier chi sarà aggiornamenti tempo reale da oggi giovedì

Mattarella ha annullato la partecipazione alla prima del Teatro alla Scala di Milano per accogliere Renzi al Colle. Il Premier dimissionario farà approvare la legge di bilancio e poi passerà la mano




AGGIORNAMENTO:  L'idea del Capo della Stato sarebbe di un Renzi Bis, ma al momento l'ex premier non sembra accettare questa idea.

AGGIORNAMENTO: Iniziano le consultazioni nel tardo pomeriggio di oggi alle ore 18 da parte del presidente della Repubblica su chi saràil nuovo Premier, o meglio chi dovrà ricevere l'incarico per cercare di formare il nuovo Governo

Ore febbrili quelle che sta vivendo il mondo politico italiano. Il risultato della consultazione referendaria del quattro dicembre, ma soprattutto la decisione di Matteo Renzi di rassegnare, la notte stessa della sconfitta, le dimissioni da Presidente del Consiglio, hanno aperto una crisi che il Capo dello Stato Sergio Mattarella sta provando a gestire in tempi relativamente brevi. Che però non coincidono con quelli fulminei tanto cari all’ormai ex inquilino di Palazzo Chigi. Che sta provando il tutto per tutto pur di non lasciare ad altri la bandiera del voto anticipato. Nella strategia dei renziani, infatti, la richiesta di andare subito al voto evidenzierebbe anche la consapevolezza di poter vincere. Altro dogma del Vangelo secondo Matteo oltre a quello, dimostrato la notte stessa del referendum, di non soffrire della malattia più temuta e rifiutata dal renzismo osservante: l’attaccamento alla poltrona. La candidatura di Renzi sarebbe quindi scontata, così da mettere a tacere quelli che ne hanno criticato, in questi due anni, la mancata legittimazione popolare del suo governo, mai passato attraverso le urne. E dimostrare di non temere il giudizio degli elettori. Anzi, con la forza che gli deriva da quel 40 per centro ottenuto domenica dal fronte del Sì, l’obiettivo è quello di sbaragliare la concorrenza e tornare in trionfo nella reggia dorata di Palazzo Chigi.

Scenari per il momento ancora lontani. Mattarella ha comunque annullato la sua partecipazione alla prima della Scala, prevista per mercoledì sette dicembre. Potrà incontrare quindi il giovin Matteo che gli esporrebbe il frutto delle sue riflessioni. Restare in carica fino a giovedì per garantire l’approvazione della legge di Bilancio prevista con voto di fiducia e poi dimettersi subito dopo. Incontro che seguiremo in diretta con notizie sempre aggiornate. Il Colle quindi sarebbe già pronto a dar via alle consultazioni con le forze politiche già giovedì. Una crisi pilotata, insomma, che avrebbe come scopo quello di far nascere un nuovo esecutivo sostenuto però dalla stessa maggioranza.

Decisivo a maggior ragione la direzione del Partito Democratico di mercoledì. Dove Renzi è deciso a far valere i suoi numeri. Se ancora ci sono. Solo se emergesse una solida voglia di elezioni anticipate del partito che è incarna ancora la maggioranza relativa visto che ha vinto, seppur di poco, le elezioni del 2013, Mattarella potrebbe iniziare a cedere.

Ma bisognerà fare i conti con la minoranza di Bersani, che non mollerà certo la presa dopo la boccata d’ossigeno referendaria. E con l’area di Dario Franceschini, il Ministro della Cultura che le indiscrezioni di palazzo indicano come possibile Premier traghettatore verso le elezioni del 2018. Areadem può contare su una vasta pattuglia parlamentare e non sembra propensa a voler precipitare la crisi. In questa partita entra molto in gioco il rapporto di reciproca stima con l’inquilino del Colle e la consapevolezza di potersi, a ragion veduta, giocarsi anche una piccola partita personale da parte del Ministro. Occasioni che capitano una sola volta nella vita.

Nel caso questa posizione unitaria non emergesse chiaramente dalla direzione Pd, Mattarella non potrebbe non tenere conto delle voci discordanti nel maggiore partito italiano. E per Renzi, evidentemente, la scalata bis a Palazzo Chigi diventerebbe in questo caso ancora più impervio. La strada che sembra convincere di più il Presidente della Repubblica è quella di arrivare finalmente ad ottenere una legge elettorale omogenea per Camera e Senato e soprattutto condivisa dalle forze politiche. Altrimenti si rischia precipitare, tra qualche anno, in situazioni analoghe.

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Autore: Luigi Mannini
pubblicato il