Consultazioni per decidere nuovo governo e premier al via aggiornamenti in tempo reale oggi giovedì

La direzione nazionale Pd che Renzi ha riunito per questo pomeriggio alle ore 15.00 potrebbe essere lo snodo decisivo della crisi iniziata con le sue dimissioni dopo la sconfitta al referendum

Consultazioni per decidere nuovo governo


AGGIORNAMENTO ore 8:54: E dopo la Direzione fatta molto velocemente ieri sera sono state consegnate le dimissioni. Da oggi giovedì alle ore 18 inzieranno le consultazioni

AGGIORNAMENTO ore 17:12: Sembra essere confermata per le 17,30 o poco più tardi la direzione come avevamo già annunciato. E subito dopo, comunque vado, almeno dalle ultime notizie e ultimissime, Renzi andrà a dare le sue dimissioni al Capo dello Stato.

AGGIORNAMENTO ore 13:17: E' stato spostata alle ore 17,30 la direzione  per pemerttere prima il voto di bilancio. Gli animi sono più che tesi

Matteo contro Tutti sembra ormai essere diventato il tema ricorrente delle ultime settimane. La sconfitta al referendum ha avuto l’effetto detonatore per uno dei fenomeni politici più interessanti della storia repubblicana recente. Uno che ha scelto il motto Divide et Impera, attribuito a Filippo il Macedone, come bussola di riferimento. Ma a furia di dividere Renzi rischia seriamente di restare solo e con il cerino in mano.

Sarà la direzione del Partito Democratico prevista nel pomeriggio alle 15.00 a chiarire meglio quali saranno le sorti di uno che la politica, al di là delle valutazioni, ce l’ha nel sangue. L’ex sindaco di Firenze potrebbe essere ricordato come una delle meteore più incisive mai vista prima nel panorama politico italiano. Oppure, nel caso in cui la strategia che sta costruendo si rivelerà vincente, tornare a Palazzo Chigi in carrozza e con l’intenzione di rimanerci a lungo. Ecco spiegato il fenomeno. Qualsiasi cosa faccia l’ormai ex Presidente del Consiglio, divide. Spacca a metà. O con me o contro di me. L’annuncio delle dimissioni a poche ore dai risultati ufficiali che avevano seppellito le velleità di rimonta dei sostenitori del Sì, in altri casi avrebbe suscitato il plauso unanime. L’opposizione avrebbero salutato con ammirazione l’atteggiamento responsabile del nemico giurato. E poi l’avrebbero giubilato.

Invece no. Con Renzi non si può scherzare. Tutti conoscono la sua smodata ambizione, forse non tutti le sue vere intenzioni. Non certo di lasciare la politica come, sciaguratamente, ebbe modo di promettere quando aveva il vento dei sondaggi in poppa. Oltre alle dimissioni da Premier aveva anche giurato di abbandonare per sempre la scena pubblica. Nessuno gli crede ed è chiaro il perché.

La direzione di questo pomeriggio, comunque, dovrebbe sciogliere i due nodi, piuttosto ingarbugliati che riguardano il futuro del Partito e quello dell’Italia. Stando a quanto filtra dal più stretto entourage renziano, in campo ci sarebbe anche l’ipotesi di lasciare il Partito Democratico e fondare il nocciolo del vero Partito della Nazione. Business Online seguirà in diretta la direzione del Partito Democratico pubblicando gli aggiornamenti che giungeranno dal Nazareno. Lì, infatti, verrà decisa una fetta importante del futuro dell’Italia. Noi non possiamo mancare all’appuntamento.

Se Bersani e compagni daranno ancora battaglia, il premier dimissionario allora non avrebbe scelta. Convocare al più presto il congresso e provare ad asfaltare definitivamente avversari interni che si sono dimostrati acerrimi nemici. Oppure sbattere la porta. Il quaranta per cento raccolto dal fronte del Sì domenica scorsa, rappresenterebbe il carburante con cui alimentare questa nuova macchina. E farla volare. Per Renzi è sempre il momento giusto per regolare i conti con qualcuno. Questo, però, potrebbe essere quello decisivo. Direzione che si annuncia infuocata per la comprensibile voglia della minoranza di inchiodare Renzi alle sue responsabilità. A partire dai due anni del suo governo intrisi di boria, arroganza e scarsa capacità di dialogare con sensibilità diverse che hanno lasciato più macerie di quante egli stesso creda. Ora è tempo di riflettere e di procedere con calma. Per questo la minoranza Dem sembra sistemarsi tra i sostenitori di una soluzione ragionata a questa crisi che non passi per un voto anticipato. Dagli errori si deve imparare, è il messaggio nemmeno troppo velato per il premier-segretario. Che ovviamente è del parere contrario. Se non fosse così divisivo, non sarebbe Matteo Renzi. L’ultima parola spetta al Capo dello Stato, Sergio Mattarella che proverà ad indicare la soluzione migliore per superare questo stallo entro venerdì. 

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di Luigi Mannini pubblicato il