Costo del lavoro in Italia più alto dell'Unione Europea e aumentano i pagamenti in nero

L'allarme della Ue è chiaro: il lavoro nero resta un problema che ostacola la crescita dei posti di lavoro e la crescita



L'allarme della Ue è chiaro: il lavoro nero resta un problema che ostacola la crescita dei posti di lavoro e la crescita. Un allarme accompagnato dalle cifre fornite da Eurobarometro che vedono l'Italia al primo posto in Europa occidentale per numero di compensi 'fuori busta' (non dichiarati), percepiti dai dipendenti. Un 7%, ben al di sopra di altri paesi come Regno Unito, Francia e Germania che si collocano all'1%.

L'indagine (oltre 26 mila intervistati nei 27 paesi Ue) evidenzia come l'11% della popolazione riconosca di aver acquistato beni o servizi che coinvolgono il lavoro sommerso. In media, il 5% dei dipendenti ammette di aver preso compensi fuori busta negli ultimi 12 mesi. Una tendenza che è diffusa, in maniera diversa, in ogni Stato. I compensi fuori busta sono però più frequenti in paesi come la Romania, con punte del 23%. Percentuali alte si registrano anche in Bulgaria, Polonia e Lituania (11%).

In pratica in tutti gli stati dell'Europa centrale e orientale, eccetto Repubblica Ceca (3%) e Slovenia (5%) il numero dei lavoratori che ammettono di aver ricevuto fuori busta è sopra la media europea del 5%. All'opposto si trova l'1% di Germania, Francia, Lussemburgo, Malta e Regno Unito. L'Italia, con il suo 7%, si colloca al primo posto tra gli Stati dell'europa occidentale. Seguita dal Belgio con il 6%.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il