Nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni è ufficiale. Chi è, le sue idee su pensioni, economia cosa ha fatto e Ministri Governo

Ore decisive per la risoluzione della crisi politica apertasi con le dimissioni del Premier Renzi all'indomani della sconfitta del fronte del Sì alla riforma costituzionale. Gentiloni in pole position

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AGGIORNAMENTO: Il nuovo presidente del Consiglio è Paolo gentiloni che riceveròà l'incarico tra breve. A quanto sappiamo il suo incarico sarà quello di formare un Governo nuovo sostenuto dalla maggioranza,  con anche un ripmasto di Ministri importanti dove Boschi, Madia, Giannini, Poletti dorvebbe lasciare il posto ad altri. Il Nuovo Governo Governo dovrebbe chiedere la fiducia entro martedì.

Quelle di oggi saranno ore decisive per sciogliere i nodi e dotare il Paese di un nuovo Governo. Mattarella sta avanzando a passi spediti, basti pensare che nelle prime due giornate ha incontrato la bellezza di diciassette delegazioni di partiti minori che siedono in Parlamento, per riuscire a trovare, nel minor tempo possibile, la soluzione a una crisi anomala e di difficile risoluzione. Non era mai successo che un Presidente del Consiglio si dimettesse senza che la sua maggioranza lo avesse prima sfiduciato in almeno uno dei due rami del Parlamento. Una cosa simile si verificò, anche se con qualche differenza non di poco conto, nel 2000 quando Massimo D’Alema, primo presidente post comunista a varcare la soglia di Palazzo Chigi, rassegnò le dimissioni dopo la débâcle elettorale subita dal centro sinistra alle regionali.

Il suo Governo, come quello guidato da Matteo Renzi, non aveva ricevuto alcuna investitura popolare essendo stato il frutto di una manovra di palazzo ordita sulle ceneri del Governo dell’Ulivo di Prodi sfiduciato dopo due anni di attività. Per questo l’ex leader dei Democratici di Sinistra, ora maggiorente del Partito Democratico e acerrimo nemico del Presidente del Consiglio dimissionario, decise di dare a quella consultazione un valore nazionale. Traendone poi le logiche conseguenze appena le urne fornirono il loro responso.

Poche le analogie con lo scenario che si è venuto a creare dopo l’esito referendario che ha premiato, in maniera netta, il fronte del No. A partire dalle undici e fino alle diciotto al Quirinale è previsto il gran finale con l’arrivo delle forze politiche più importanti. Al Colle saliranno Silvio Berlusconi, il Movimento Cinque Stelle ed il Partito Democratico. Dopodichè Mattarella vorrebbe sciogliere le riserve e nominare il successore di Renzi a Palazzo Chigi. Decisione che potrebbe già arrivare entro lunedì dodici dicembre. Bisogna fare presto anche perché la decisione della Bce di negare una proroga alla Monte dei Paschi di Siena per effettuare le necessarie operazioni di ricapitalizzazione è piombata in questa vicenda come un fulmine a ciel sereno. Notizia che immediatamente ha generato ripercussioni negative sul titolo che a Piazza Affari ha immediatamente invertito, alla fine delle contrattazioni, la tendenza al rialzo delle ore precedenti accusando un tracollo di dieci punti percentuali.

Da Palazzo Chigi è comunque trapelata la notizia che il decreto che permette il salvataggio dell’Istituto di Credito sarebbe già pronto e potrebbe, in caso di necessità, essere promulgato anche dal governo dimissionario. Ecco spiegata la fretta. Il borsino, nella serata di venerdì, dava le quotazioni di Paolo Gentiloni, in vertiginosa ascesa rispetto ai suoi competitor. L’ex Ministro degli Esteri, molto vicino a Renzi ma benvisto anche da altri settori del Partito Democratico, rappresenterebbe una scelta di continuità con il passato e un uomo in grado di unire, piuttosto che dividere. Ed è stato l’unico che durante una giornata convulsa come quella di venerdì a varcare per due volte la soglia di Palazzo Chigi.

Probabilmente per costruire, insieme al rottamatore che rischia di essere rottamato dalla tempesta che sta soffiando forte sulla sua leadership dopo il voto del quattro dicembre, una strategia che consenta di chiudere un accordo che vede Gentiloni Premier fino alle prossime elezioni e REnzi pronto a scendere in campo alle prossime consultazioni politiche. Franceschini e Padoan, invece, sembrano perdere terreno anche se i giochi sono ancora aperti. Decisivo sarà l’incontro di quest’oggi tra Mattarella e la delegazione del Partito Democratico.

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di Luigi Mannini pubblicato il