Fine della Grande Coalizione al Governo in Germania? Passi indietro sulle riforme pensioni e lavoro?

Germania. Il nuovo programma sociale varato dal congresso di Amburgo 'corregge' in punti cruciali il telaio riformista dell'Agenda 2010 con cui il governo rosso-verde di Schröder aveva revisionato il welfare e avviato la rinascita della



La proposta di adottare in Germania un salario minimo obbligatorio di 7,5 euro all'ora è stata approvata dai delegati al congresso della Spd in corso fino a domani (domenica) a Amburgo. Nella mozione sul lavoro presentata dalla direzione i socialdemocratici si pongono come obiettivi la piena occupazione e un lavoro dignitoso, un migliore rapporto tra famiglia e professione, la certezza di una qualificazione e riqualificazione professionale e il mantenimento della cogestione dei lavoratori.

Siamo all'epilogo del Congresso dell'Spd che venerdì ha rieletto alla sua guida Kurt Beck, capo del governo regionale della Renania Palatinato. La socialdemocrazia tedesca ha innestato la marcia indietro per viaggiare nel futuro. Nel maggio dello scorso anno, Beck era stato la soluzione improvvisata dopo le inaspettate dimissioni di Matthias Platzeck per motivi di salute appena quattro mesi dopo la sua plebiscitaria investitura con il 99,4 per cento dei voti congressuali. La votazione per Beck è stata un po' meno "bulgara" (95,5 per cento), ma anche il nuovo capo dell'Spd, peraltro il quarto nel giro di soli tre anni dopo Gerhard Schröder, Franz Müntefering e lo sfortunato Platzeck. Beck sterza a sinistra nella convinzione di potere così da una parte compattare il partito e recuperare terreno nei confronti della concorrenza estremista della Linke, e dall'altra spiazzare il neo-solidarismo della cancelliera democristiana Angela Merkel. L'appuntamento è per le prossime elezioni politiche nell'autunno 2009. Per ora, i sondaggi indicano che la stragrande maggioranza dell'elettorato vede nella svolta una mossa dettata dall'opportunismo. Del resto, prima della sua conversione assistenzialista, Beck ha governato per dieci anni la sua regione insieme con i liberali dell'Fdp. Nelle intenzioni di voto, nonostante il fragore mediatico congressuale, l'Spd continua a oscillare intorno al 30 per cento, recupera molto poco sulla Linke e rimane staccata di quasi dieci punti dalla Cdu-Csu di Angela Merkel, la cui popolarità ha fatto presa anche sull'elettorato socialdemocratico. L'erosione della base dello storico partito di August Bebel e Willy Brandt si è accentuata negli ultimi tre anni, toccando a fine settembre un minimo storico di 545mila iscritti.

Il nuovo programma sociale varato dal congresso di Amburgo "corregge" in punti cruciali il telaio riformista dell'Agenda 2010 con cui il governo rosso-verde di Schröder aveva revisionato il welfare e avviato la rinascita della competitività internazionale della Germania. Emblematico della svolta è il prolungamento chiesto dal congresso per l'erogazione del sussidio di disoccupazione agli ultracinquantenni. Il provvedimento a regime ha un onere annuo di tre miliardi. A giudizio dei critici come Müntefering, vicecancelliere e ministro del Lavoro, è un allarmante passo indietro per la flessibilità del mercato del lavoro. Altri "passi indietro verso il futuro" sono, nei documenti congressuali, la revisione verso una soglia più bassa dell'innalzamento a 67 anni dell'età della pensione (novità "riformista" introdotta da Müntefring), il salario minimo, la rigidità delle norme contro i licenziamenti, protezione delle imprese nazionali dalle scalate estere, ripensamento delle privatizzazioni, a cominciare da quella delle ferrovie federali, che ha infuocato la parte finale del congresso, e la difesa intransigente dell'uscita dal nucleare entro il 2020. Questi sono anche i caposaldi del riavvicinamento socialdemocratico al movimento sindacale che si era sentito dalla linea della neue Mitte (il nuovo centro) inaugurata da Schröder.

Di fatto, anche le votazioni per il rinnovo della direzione del partito hanno confermato la svolta a sinistra. La più votata (444 preferenze) è stata Andrea Ypsilanti, capolista alle prossime regionali in Assia, dove governa la Cdu. Il giorno prima, una delle tre vicepresidenze dell'Spd è stata conquistata da un'altra donna simbolo della sinistra interna, Andrea Nahles, vaporosa nella chioma quanto nella sua retorica. La Frankfurter Allgemeine oggi si chiede se nei prossimi due anni che dividono il paese dalla fine naturale della legislatura, sarà Beck a guidare la Spd oppure se, dato lo scarso carisma del personaggio, non avverrà piuttosto il contrario sulla scia di una deriva populista a sinistra. Di fatto, le delibere congressuali di Amburgo fanno presagire l'esaurimento della Grosse Koalition e l'inizio della laboriosa ricerca di nuove alleanze per la prossima legislatura.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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