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Imu e Tasi 2016: saldo finale chi deve pagare, calcolo quanto, F24, codici tributi 16 Dicembre 2016 seconda casa, affitto, terreni

Quando e come pagare la seconda rata di saldo 2016 di Imu e Tasi: chi paga ed esenzioni previste. Cosa fare con i terreni


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AGGIORNAMENTO: Per capire quanto pagare bisogna versare è necessario calcolare la rendita catastale dell'immobile in questione soggetto ad imposizione del cinque per cento. Il risultato va moltiplicato per il coefficiente di riferimento dell'immobile soggetto a versamento e poi bisogna moltiplicare per le aliquote del comune dove è situati l'immobile.

AGGIORNAMENTO: I proprietari di seconde case, negozi, capannoni, ed altri immobili commerciali, di case in affitto o uffici dovranno pagare il saldo finale della seconda rata di Imu e Tasi entro il sedici dicembre. Sono previste alcune agevolazioni per i proprietari degli immobili affidati in comodato d'uso e per quelli affitatti a canone concordato

Entro venerdì 16 dicembre dovrà essere versato il saldo finale 2016 di Imu e Tasie per pagare la seconda rata si potranno sempre usare i bollettini, in parte precompilati e disponibili presso ogni ufficio postale, o il modello F24. In quest’ultimo caso, sarà necessario porre attenzione alla corretta compilazione del modello con l’inserimento di ogni dato richiesto. Per il modello F24 serve innanzitutto conoscere i codici tributi che per l’Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili ad uso produttivo allo Stato, 3930 per immobili ad uso produttivo al Comune. Per quanto riguarda i codici tributo della Tasi, sono 3958 per abitazione principale e pertinenze, 3959 per fabbricati rurali strumentali, 3960 per aree fabbricabili, 3961 per altri fabbricati. Questi codici devono essere riportati nella sezione intitolata Sezione Imu e altri Tributi locali in corrispondenza delle somme indicate nella colonna ‘importi a debito versati’.

A seguire, nel modello, si trovano lo spazio codice ente/codice comune, dove inserire il codice catastale del Comune dove sono ubicati gli immobili per cui si effettua il pagamento; il campo Numero immobili, dove indicare numero degli immobili; la tipologia di pagamento nella casella ‘Saldo’ e l‘Anno di riferimento’, che è il 2016. Pagano la seconda rata di saldo di Imu e Tasi tutti coloro che hanno già versato l’acconto di giugno, cioè proprietari di una prima casa rientrante nella categoria degli immobili di lusso, proprietari di seconda casa, case in affitto, uffici, negozi, capannoni, terreni (ma non tutti) e l’importo da versare dovrebbe essere la restante metà della cifra versata per l’acconto se il proprio Comune non ha modificato le aliquote di pagamento, ed eventuali detrazioni, rispetto a quelle con cui è stato effettuato il calcolo della prima rata di giugno.

In caso contrario, cioè se le aliquote sono state modificate, il saldo sarà diverso da quanto pagato per l’acconto e bisognerà calcolare di nuovo quanto versare. Prima di procedere al pagamento del saldo, è dunque consigliabile consultare o il sito del Ministero delle Finanze o il sito istituzionale del proprio Comune di residenza, dove sono riportate le delibere di ogni Comune, con relative aliquote ed eventuali esenzioni e detrazioni decise sia per Imu che per Tasi.  

Non pagano, invece, Imu e Tasi i proprietari di un’abitazione principale purchè non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9; immobili posseduti a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che sono residenti in istituti di ricovero o sanitari, a patto che lo stesso immobile non sia affittato; la  casa coniugale assegnata al coniuge dopo il provvedimento del giudice di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; l’unità immobiliare posseduta da cittadini italiani iscritti all’Aire, Anagrafe degli italiani residenti all’estero, che siano pensionati nei paesi di residenza e posseggono a titolo di proprietà o usufrutto l’immobile in Italia che non sia locato o concesso in comodato d’uso.

Per quanto riguarda poi i terreni, tutti i terreni sono esenti dal pagamento della Tasi mentre non pagano l’Imu i terreni agricoli, anche quelli di pianura, quelli incolti e quelli che si trovano nelle isole minori, indipendentemente dalla classificazione Istat del Comune dove sono ubicati, purchè ‘posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola’. I proprietari di terreni non coltivati non pagano l’Imu se coltivatori diretti e IAP mentre negli altri casi l’esenzione vale solo per terreni montani o parzialmente montani.
 
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il