Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 speranze da decisione Draghi

Le ultime decisioni del presidente Draghi in tema di materia economica e conseguenze per le novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:17): Inutile nascondersi, se il sistema economico è ancora in piedi e si può ragionare anche sulle novità per le pensioni, è anche per via delle politiche della Banca centrale europea. L'allungamento dei tempi del quantitative easing, come da ultime e ultimissime notizie, non può che essere accolta in termini positivi, almeno nel breve periodo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45):  Apre almeno a due speranze diverse Draghi, o meglio le sue decisioni di strategie monteria che vanno a interessare le novità per le pensioni su due livelli e tempistiche differenti ma non in modo meno importanti, anzi, nelle ultime notizie e ultimissime per le pensioni.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, come riportano le ultime notizie, avrebbe comunicato la sua intenzione di proseguire ‘con fermezza’ la sua politica monetaria per la Comunità, parole che si traducono in un allungamento dell’operazione di quantitative easing (Qe) fino al prossimo 31 dicembre 2017, nove mesi in più, dunque, rispetto alla precedente scadenza fissata. Con acquisti previsti di un valore massimo pari a 80 miliardi al mese fino alla fine di marzo 2017, mentre da aprile a dicembre 2017 la spesa scenderà a 60 miliardi. Si tratta di un margine temporale che, però, potrebbe essere allungamento ancora. Molto dipenderà dall’andamento economico generale comunitario. Ciò che con certezza è stato escluso dal presidente della Bce al momento è la graduale riduzione degli acquisti fino a zero. Draghi ha, inoltre, deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse, mantenendo il tasso principale fermo al minimo storico dello 0%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. Le ultime notizie dalla Bce aprono la speranza a possibili novità per le pensioni positive e per ben due motivi.

Da una parte, si tratta di una politica monetaria che consentirebbe al nostro Paese di portare avanti novità per le pensioni, anche con eventuali modifiche delle attuali mini pensioni e quota 41, anche se caso in cui si dovesse costituire un vero e proprio nuovo governo. La decisione di lasciare invariati i tassi e l’allungamento del Qe si tradurrebbero in una tutela della tenuta su bassi valori dello spread tra btp italiani e bund tedeschi e ciò significherebbe poter intervenire con ulteriori provvedimenti. Lo spread basso tra btp e bund aiuta, allo stesso tempo, a mantenere basso il debito, motivo per il quale il presidente Draghi negli ultimi tempi, come confermano le ultime notizie, ha più volte incitato i Paesi comunitari in crisi ad andare avanti con cambiamenti concreti proprio ora. Il problema per l’Italia, però, è il budget decisamente ristretto su cui poter contare proprio per attuare i cambiamenti che si vorrebbero, senza considerare i quasi 20 miliardi di euro delle clausole di salvaguardia che potrebbero scattare il prossimo anno.

Il secondo motivo per cui le ultime notizie sulla decisione di Draghi di andare avanti con la sua politica monetaria di tutela potrebbero rivelarsi positive specificatamente per le novità per le pensioni è che, dovendo rimanere invariati i tassi di interesse, non saranno molto elevati in riferimento alla mini pensione che dovrà essere restituita dai pensionati agli istituti di credito. E’ vero, infatti, che devono essere ancora conclusi gli accordi con l’associazione degli istituti di credito, ma viste le ultime notizie economiche, difficilmente ci si potranno aspettare costi elevati per il pagamento dei tassi di interesse, quindi la mini pensione non dovrebbe costare poi così eccessivamente.

Per la mini pensione volontaria, infatti, che consente di anticipare l’età pensionabile a 63 anni rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e tre mesi, avendo maturato almeno 20 anni di contributi, che diventano 30 per chi è rimasto senza occupazione e 36 anni se si tratta di lavoratori impiegati in occupazioni faticose, è previsto un piano di rimborso 20ennale dell’anticipo percepito agli Istituti di credito che si occuperanno dell’erogazione della mini pensione attraverso l’Istituto di Previdenza e che incasseranno anche i relativi tassi di interesse. Il lavoratore dovrà inoltre accollarsi il costo della polizza assicurativa. Costi, dunque, che dovrebbero mantenersi bassi, secondo quanto previsto dalle ultime notizie, ma che comunque rappresenterebbero oneri a carico di lavoratori che dopo una vita di impegno e sacrificio per vedersi riconosciuto il proprio diritto al riposo dovranno anche pagare. Si tratta certamente di una misura paradossale ma forse meglio comprensibile se si guardano mini pensioni e quota 41 come misure assistenziali più che vere e proprie novità per le pensioni. E proprio per questo loro particolare carattere, possibile che al cittadini che farà richiesta venga anche risposto di no, perché non si tratta di un provvedimento obbligatorio.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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