Banche a rischio fallimento, in crisi e più solide e sicure: prospettive per il 2017 aggiornate

Non c'è pace per le banche italiane, alla prese con una crisi dagli sviluppi imprevedibili e dalle conseguenze da scoprire.

Banche a rischio fallimento, in crisi e

Banche più sicure, solide e a rischio



AGGIORNAMENTO: Questo quadro di incertezza potrebbe rendere necessaria una ulteriore rete di protezione che costituisce un altro dei capitoli del provvedimento allo studio nelle maggioranza, quella dell'attivazione di garanzie pubbliche sulle emissioni di liquidità.

Ci sono sempre le banche in crisi così come quella solide e sicure al centro dell'attenzione dell'economia italiana. Perché evidentemente gli indicatori di affidabilità dell'economia italiana - Cet 1 (Common equity tier 1) ovvero il capitale primario di classe 1, Tier1 ovvero il capitale allargato che comprende anche le azioni di risparmio e altri strumenti di capitalizzazione, e Total capital ratio ovvero l'insieme di tutto il patrimonio - rivelano come non è solo il destino di Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Carige, Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara, a preoccuparsi risparmiatori e investitori italiani.

A dimostrazione del fermento c'è c'è intorno alle banche in crisi, solide e sicure, l'antitrust europeo prosegue la sua lotta ai cartelli bancari che hanno manipolato gli indici di riferimento interbancari come l'Euribor, e ha multato per un totale di 485 milioni di euro Crédit Agricole, HSBCe JPMorgan Chase. Le tre hanno partecipato a un cartello sugli interessi di prodotti derivati in euro, scambiandosi informazioni e accordandosi su alcuni elementi di pricing, violando le norme europee sulla concorrenza. L'indagine era partita cinque anni fa, e nel 2013 aveva già portato a una sanzione contro Barclays, Deutsche Bank, RBS e Société Générale, che avevano accettato un accordo con Bruxelles.

La multa per loro, tranne per Barclays che fu esentata per aver rivelato l'esistenza del cartello, fu comunque esemplare: 465 milioni di euro per Deutsche Bank, 131 per RBS, 227 per Société Générale. Le tre multate non accettarono di scendere a compromessi con Bruxelles , e ancora oggi si oppongono alle conclusioni raggiunte dall'inchiesta antitrust. La multa più elevata la pagherà JPMorgan (337 milioni), seguita da Crédit Agricole (114) e HSBC (33). Secondo la Commissione, le sette banche hanno fatto cartello fra il settembre 2005 e il maggio 2008. I trader delle banche erano in contatto regolare fra loro attraverso chat aziendali allo scopo di distorcere il normale corso di fissazione dei prezzi per i derivati sui tassi in euro.

In questo modo manipolavano il tasso a seconda delle loro esigenze sul trading o sulle politiche di prezzi. I derivati sui tassi di interesse sono prodotti finanziari utilizzati dalle società per gestire il rischio delle fluttuazioni dei tassi di interesse o per speculazioni finanziarie. Derivano dal livello di tassi benchmark come il tasso interbancario Euribor, usato anche per calcolare i tassi applicati ai mutui. L'Euribor è calcolato ogni giorno dalle informazioni inviate da un panel di banche, in teoria in maniera indipendente fra loro.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il