Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 i tribunali ritornano al centro

Continuano ad arrivare ultime notizie sull’importanza dei tribunali nel percorso di discussione delle novità per le pensioni: situazione attuale

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): E sono due le sentenze per le novità per le pensioni che come detto seppur non saranno sulle pensioni stesse saranno molto importanti. La prima riguarda quella sul sistema del voto a fine Gennaio dell'Alta Corte e si dice,  nelle ultime notizie e ultimissime, che una volta pronunciata a quel punto scatterebbe una vera e propria corsa a voler sciogliere le Camere per andare al voto (positivo se non totalmente per le novità per le pensioni), anche se ci sono per tutti diversi ostacoli e da ragionare anche su una seconda sentenza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): I tribunali sono stati in maniera costante, anzi in crescente aumento protagonisti per le novità per le pensioni nelle ultime notizie e ultimissime e lo saranno ancora anche se questa volta con sentenze meno strettamente collegate ma, comunque, decisive per quello che potrebbero innescare sicuramente.

Non è la prima volta che si parla di tribunali in riferimento alle novità per le pensioni: da sempre, infatti, sembrano ricoprire un ruolo importante nel percorso di discussione delle novità per le pensioni. Basta ricordarsi i tanti ricorsi presentati ai tribunali competenti da parte dei lavoratori della scuola penalizzate dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche. Ora la situazione sembra ancor più importante e il motivo di questa grande importanza è rappresentato da due fondamentali pronunciamenti attesi dalla Consulta.

Novità per le pensioni da atteso pronunciamento della Consulta su sistema di voto

Il primo pronunciamento dovrebbe arrivare, stando a quanto riportano le ultime notizie, il prossimo 24 gennaio: entro quella data, infatti, la Consulta è chiamata ad esprimersi sul sistema di voto che tanto scompiglio ha creato tra forza politiche e cittadini e si tratta di una data che potrebbe sancire la decisione di anticipare le elezioni, che potrebbero tenersi anche tra la fine stessa di gennaio e il mese di febbraio, anche se i tratta di una ipotesi al momento difficile. Se si andasse ad elezioni anticipate, tuttavia, ci sarebbero innanzitutto da risolvere conflitti e tensioni interne ad ogni schieramento politico, da Lega a M5S a Forza Italia e probabilmente quello che sarebbe al momento più organizzato sarebbe proprio lo schieramento di maggioranza, più o meno ricompattato all’indomani della nomina d neo premier che, come si evince dalle ultime notizie su alcune nuove nomine, seppur poche, di ministri, sembra aver voluto trovare una nuova mediazione con l’opposizione interna che sembrava, invece, aver del tutto dichiarato un distacco dall’ex premier. In ogni caso, proprio le elezioni, come già spiegato più volte, rappresenterebbero una decisione decisamente positiva per un rilancio di importanti novità per le pensioni perché ci si giocherebbe tutto sui temi più cari ai cittadini, tra cui figurano proprio le novità per le pensioni, insieme a imposte e occupazione.

Novità per le pensioni da atteso pronunciamento dell’Alta Corte su norma su occupazione e consultazione pubblica

Ancor prima del 24 gennaio, si attende l’11 gennaio un pronunciamento dell’Alta Corte sulle nuove norme su occupazione decise dall’ex esecutivo. L'Alta Corte dovrebbe, in particolare, esprimersi sulla proposta tre nuove consultazioni popolari presentate dalle forze sociali che chiedono l’abolizione della nuova norma dell’occupazione il ritorno all’articolo 18, l’abolizione dei voucher, e il ritorno alle tutele contributive dei lavoratori delle ditte che subappaltano lavori. Se la risposta dell’Alta Corte sarà positiva, si potrebbe votare tra il 15 aprile e il 15 giugno. Ma in tal caso, non potrebbero tenersi voto referendario e voto per elezioni contemporaneamente, considerando l’ipotesi di voto a giugno come anticipato già dall’ex premier e come al momento ipotizzato considerando gli impegni già fissati, sia interni sia a livello europeo, che il nuovo esecutivo dovrà comunque rispettare fino alla prossima primavera. E considerando la priorità di andare ad elezioni anticipate senza aspettare il 2018, è possibile che in tal caso la consultazione pubblica venga poi rimandata di un anno. Anche in tal caso, anticipare le elezioni a giugno rappresenterebbe un’occasione di rilancio delle novità per le pensioni più importanti delle attuali mini pensioni e quota 41 che, a questo punto, potrebbero anche essere bloccate in vista di ulteriori novità.

Senza dimenticare, poi, che giugno è il mese in cui solitamente si inizia a discutere dei provvedimenti che dovrebbero rientrare nel nuovo iter economico, per cui ogni proposta di novità per le pensioni che arriverà oltre che rappresentare una promessa elettorale, potrebbe diventare una ben più importante misura da considerare per il prossimo testo unico. E questo potrebbe far ben sperare in una svolta, finalmente reale, di modifica delle attuali norme pensionistiche.

Continuano i ricorsi per attuazione concreta ultime novità per le pensioni ed effetti

Insieme alle sentenze attese dall’Alta Corte che potrebbero portare ad anticipare le elezioni in tempi diversi ma con conseguenze ugualmente positive per le novità per le pensioni, le ultime e ultimissime notizie riguardano un altro coinvolgimento di un tribunale per la questione del blocco delle rivalutazioni pensionistiche. La norma, approvata dall'ex governo Monti, ma dichiarata illegittima dall'Alta Corte stessa che ha obbligato il governo Renzi a rimborsare i pensionati, non è ancora stata attuata completamente. E questa situazione ha chiaramente portato diversi pensionati che non hanno ancora ottenuto i loro rimborsi a presentare ricorsi per ottenere le loro rivalutazioni delle pensioni. Le ultime notizie arrivano da Verona, con quattro ricorsi pilota per patrocinati dallo SPI Cgil regionale. Motivo del ricorso è che l'ex esecutivo ha restituito parzialmente quanto dovuto e solo agli anziani con un reddito compreso fra i 1.400 e i 3.000 euro lordi mensili, che in provincia di Verona sono circa 73 mila e 700, cioè quasi un terzo dei pensionati del territorio.

Secondo le ultime notizie rese note dallo SPI Cgil del Veneto, le persone coinvolte devono ricevere arretrati per un importo medio di circa 3 mila e 500 euro a persona e lo stesso SPI Cgil invita a fare attenzione alla prescrizione. Per ottenere, infatti, la rivalutazione della pensione e gli arretrati dovuti senza perdere nulla entro il 31 dicembre 2016 bisogna inviare la lettera di diffida alla sede dell’Istituto di Previdenza di Roma o alle sedi provinciali di rispettiva competenza  per interrompere ogni termine di prescrizione degli arretrati dei ratei pensionistici.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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