Banca Prossima: il primo istituto di credito per il non profit realizzato da Intesa-San Paolo

Banca Prossima svilupperà strumenti appositi di valutazione, come il “rating dell’impresa sociale”, distribuendo gli utili per iniziative ad alto valore sociale.



Opererà dal 5 novembre attraverso le 6200 filiali del gruppo, si avvarrà di 60 presidi locali e di 100 specialisti sul territorio, questo il grande disegno per la Banca del non profit.

Nata da una costola di Intesa Sanpaolo Banca Prossima svilupperà strumenti appositi di valutazione, come il “rating dell’impresa sociale”, distribuendo gli utili per iniziative ad alto valore sociale. Con un patrimonio di 120 milioni di Euro l’istituto si rivolgerà prioritariamente alle trascurate imprese del terzo settore rinforzando le basi patrimoniali di quelle associazioni che difficilmente accedono al credito per mancanza di garanzie.

Le strategie saranno delineate da un Comitato per lo sviluppo e l’Impresa sociale al quale partecipano rappresentanti del nonprofit. I primi cinque membri nominati sono: Felice Scalvini, Giovanni La Bella, Johnny Dotti, Pierpaolo Donati e Carlo Secchi.

Sul fronte operativo la banca rispetterà tuttavia il concetto di «essere banca» e agirà con la «leva del credito e non con quella del fondo perduto», ma alle migliori condizioni di mercato sia per i clienti «solidi», sia per quelli «che starebbero in fondo alla lista», come ha spiegato l’amministratore delegato Marco Morganti.

Saranno poi messi a punto degli strumenti diversi per valutare l’impresa sociale, ma non saranno in contrasto con i tradizionali metodi di analisi bancaria per l’erogazione del credito, bensì saranno integrati con elementi importanti per il non profit come ad esempio, la capacità di fund-raising, il successo nei progetti finanziati da Pubblica amministrazione e Fondazioni, la governance interna, aprendo così un nuovo capitolo nei sistemi di valutazione dell’impresa sociale.

Gli utili generati dall’Istituto nei prossimi dieci anni saranno convogliati nel Fondo per lo Sviluppo dell’Impresa Sociale, con una previsione di gettito di 20 milioni di Euro, per garantire prestiti per una ammontare di 80 milioni di Euro.

Solo in Italia operano 250 mila organizzazioni nonprofit con entrate stimate di 46 miliardi di Euro e 4 milioni di operatori (di cui oltre 700 mila non retribuiti).

“Banca Prossima nasce con un bacino potenziale di 50.000 enti gia’ clienti del gruppo - spiega Bazoli - si tratta del 20% del non profit italiano. C’e’ una sproporzione tra la raccolta bancaria proveniente dal non profit e gli impieghi verso questo settore, in tutte le banche e anche presso la nostra. Questa e’ l’area migliore del paese, la piu’ viva e generosa, che si contrappone a quella piu’ cinica e scettica”.
L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha ricordato le iniziative di impegno sociale gia’ assunte dal gruppo, come il progetto sugli asili nido (”ne abbiamo gia’ realizzati 260 in tutta Italia, vogliamo che diventino 500, 1000″), sostenendo che in questo campo la concorrenza non darebbe fastidio: “Ci vorrebbero altre 10 iniziative come questa”.

Gli utili non verranno distribuiti ma in parte impiegati per lo sviluppo della banca, in parte destinati al ‘Fondo per lo sviluppo dell’impresa sociale’, per interventi su soggetti e progetti altrimenti esclusi dal credito. Nel prossimo triennio l’obiettivo e’ di servire 10.000 organizzazioni non profit in piu’ in tutta Italia e alimentare il Fondo fino a 20 milioni di euro. “Banca Prossima nasce con un bacino potenziale di 50.000 enti gia’ clienti del gruppo - spiega Bazoli - si tratta del 20% del non profit italiano. C’e’ una sproporzione tra la raccolta bancaria proveniente dal non profit e gli impieghi verso questo settore, in tutte le banche e anche presso la nostra. Questa e’ l’area migliore del paese, la piu’ viva e generosa, che si contrappone a quella piu’ cinica e scettica”.
Banca Prossima, ha poi precisato Bazoli, non intende sostituirsi all’attivita’ delle Fondazioni, tra l’altro socie della stessa Intesa SanPaolo, ma essere complementare. Secondo Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, “questa iniziativa copre un buco che ha penalizzato il settore. E’ la prima volta che una banca commerciale fa la banca etica, e ne siamo molto contenti”. Guzzetti ha preannunciato che la Fondazione Cariplo entrera’ in Banca Prossima, apportando una dotazione patrimoniale di 20 milioni di euro: “Auspico, e credo, che un significativo gruppo di fondazioni entri in questa iniziativa”.

L’iniziativa non è la prima del suo genere (basti pensare a Banca Popolare Etica fondata nel 1999) o Cresud Spa, società finanziaria che sostiene le attività di microcredito nel Sud del mondo, ma i temuti effetti di cannibalizzazione non hanno ragion d’essere in un settore in veloce espansione come il no profit, c’è posto per tutti!

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il