Pensioni 2017: calcolo. Cosa cambia tra simulazione, calcolo Ape e aspettative di vita nel 2017

Cosa cambia per la pensione nel 2017 e per le aspettative di vita e ultime notizie su possibilità per anticipare l’uscita dal lavoro

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Nel 2017 cosa cambierà rispetto a quest'anno per andare in pensione? Per chi varranno le ultime novità per le pensioni di mini pensione e quota 41? E quali novità sono previste per le aspettative di vita? Innanzitutto sottolineiamo che il prossimo anno l’età pensionabile non aumenterà ancora per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita: il prossimo scatto è previsto a partire dal primo gennaio 2019, quando l’età pensionabile dovrebbe salire ancora arrivando a 67 anni, con la speranza che fino ad allora si sarà avviata, e anche conclusa, quella seconda fase di lavoro sulle novità per le pensioni che dovrebbe prevedere innanzitutto una revisione del meccanismo delle aspettative di vita, stando a quanto anticipato dalle ultime notizie. L’età pensionabile, dunque, resterà fissata sui 66 anni e sette mesi ma dal prossimo 2017 alcune categorie di persone avranno la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro fino a 63 anni.

Stiamo parlando di coloro che potranno richiedere l’Ape, destinata ai nati tra il 1951 e il 1953. L’Ape permetterà di lasciare anzitempo la propria occupazione a fronte di decurtazioni sulla pensione finale e un piano di rimborso 20ennale con gli istituti di credito che si occuperanno dell’erogazione della mini pensione per permettere al lavoratore di anticipare la pensione finale, attraverso l’Istituto di Previdenza. In questo caso si parla di Ape volontaria che diventa social, cioè senza alcun onere, per le categorie di persone svantaggiate, vale a dire coloro che sono rimaste senza occupazione da lungo tempo, disabili e malati gravi, e coloro che sono impegnati in occupazioni faticose.

L’Ape permette di anticipare l’uscita dalla propria occupazione fino a 63 anni di età e 20 anni di contributi, se si richiede l’Ape volontaria, contributi che salgono a 30 per chi è rimasto senza occupazione e a 36 per chi svolge attività pesanti. Per quanto riguarda malati e disabili, possono chiedere l’ape social gli invalidi che abbiano una percentuale di invalidità dal 75% in poi e i malati affitti dalle malattie comprese nella legge 104/1992 e l’ape social può essere richiesta anche da familiari o conviventi che assistano un coniuge o un parente di primo grado gravemente malato o portatore di handicap da almeno sei mesi. All’ape social sarà collegata la quota 41, per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo, cioè a 14-15 anni, e che abbiano maturato almeno 12 mesi di contributi anche non consecutivi entro il 19esimo anno di età. Stando alle ultime notizie, le domande per Ape volontaria, ape social e quota 41 potranno iniziare ad essere inoltrate a partire dal prossimo maggio 2017.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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