Partita Iva 2017: tasse, nuove regole e obblighi adempimenti, contributi pensioni minori. Misure ufficiali, cosa cambia

Anche se è già stato fissato l'aumento al 33% dei contributi previdenziali delle partite Iva, per il 2017 è stato congelato.

Partita Iva 2017: tasse, nuove regole e

Partita Iva 2017: nuove tasse



AGGIORNAMENTO: Dal 2017 è stata cancellata la presunzione legale relativa ai compensi dei professionisti in riferimento ai rapporti bancari, anche con riferimento ai versamenti. Per le imprese il parametro quantitativo oltre il quale scatta la presunzione di evasione facendo riferimento ai prelievi o ai versamenti è fissato in importi superiori a mille euro giornalieri e a 5.000 euro mensili.

AGGIORNAMENTO: Il congelamento per altri 12 mesi dell'aumento dei contributi per gli iscritti alla gestione separata dell'Inps rappresenta una delle novità più apprezzate della Legge di Bilancio. A partire da quest'anno, infatti per i lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti solo alla gestione separata, l'aliquota contributiva è fissata al 25%.

La questione delle Partite Iva 2017 è solo apparentemente immutata rispetto all'anno scorso perché dalle pieghe dei provvedimenti approvati dalla maggioranza viene fuori come i cambiamenti ci sono e sono pure peggiorativi. Quelle a regime ordinario vedono infatti caricarsi di nuovi impegni economici che, secondo una prima stima, arrivano a sfiorare la somma di 500 euro. Insomma, un vero e proprio salasso che è destinato ad aumentare nei 12 mesi successivi. Tra liquidazione dei dati Iva e spesometro trimestrale analitico si va infatti verso un indesiderato carico che sta suscitando le ire delle associazioni di categoria. Acta, Alta Partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni, ad esempio, puntano congiuntamente l'indice contro le nuove comunicazioni per imprese, professionisti e contribuenti, e il nuovo meccanismo sanzionatorio che punisce l'errore formale.

Partita Iva, contributi e pensioni

Congelato per altri 12 mesi l'aumento dei contributi per gli iscritti alla gestione separata Inps. Più esattamente, come messo nero su bianco, a decorrere da quest'anno, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25%. Naturalmente una decisione di questo tipo è ben accolta nel breve periodo anche se nel lungo va messo in conto un assegno previdenziale più basso. In ogni caso è stato fissato l'aumento al 33% in pochi anni.

Altre novità per le partite Iva

È poi rimasto praticamente immutato il regime forfettario (ex minimi) mentre la nuova tassazione Iri al 24% sul reddito delle imprese individuali, delle società di persone, delle società a responsabilità limitata in regime di trasparenza per la parte di utili non prelevati e reinvestiti non si applica a professionisti e lavoratori autonomi. Fino allo scorso anno è stato necessario passare dall'F24 telematico per i versamenti oltre i mille euro effettuati da contribuenti non titolari di partita Iva. Mentre per i rimborsi Iva la soglia da cui scattava l'obbligo di garanzia è ora fissata in 15.000 euro. Da quest'anno è stato eliminato l'obbligo dell'F24 telematico per i pagamenti superiori a mille euro. Sul fronte dei rimborsi Iva passa da 15.000 a 30.000 euro l'importo che viene subordinato alla prestazione di una garanzia da parte del beneficiario.

L'Alta Corte ha poi dichiarato illegittima la presunzione di evasione sui prelievi bancari dei professionisti non giustificati all'amministrazione finanziaria mentre resta in vita quella sui versamenti. Dal 2017 è stata cancellata la presunzione legale relativa ai compensi dei professionisti in riferimento ai rapporti bancari, anche con riferimento ai versamenti. Per le imprese viene indicato un parametro quantitativo oltre il quale scatta la presunzione di evasione: si fa riferimento ai prelievi o ai versamenti per importi superiori a mille euro giornalieri e a 5.000 euro mensili.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il