Bonus 80 euro 2017: per chi, calcolo e come funziona. Quando lo si deve restituire e chi. Regole e casi, come controllare

Ecco le disposizioni aggiornate sul bonus di 80 euro. A chi non spetta e chi lo deve restituire nel corso di quest'anno?

Bonus 80 euro 2017: per chi, calcolo e c

Bonus 80 euro 2017: come funziona



AGGIORNAMENTO: Il bonus di 80 euro può essere percepito in via strutturale o solo per i prossimi dodici mesi. Nel primo insieme rientrano quelli che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilati. Sarà invece temporaneo per Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia penitenziaria, Vigili del Fuoco, Aeronautica Militare, Esercito Italiano, Marina Militare, Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta, Capitanerie di Porto.

AGGIORNAMENTO: Il bonus di ottanta euro ha suscitato nel 2016 tante reazioni. Dovranno restituire il bonus alcuni lavoratori dipendenti che, titolari di partita iva a regime ordinario, superano il tetto di reddito di 24.000 euro con un décalage fino a 26.000 euro, sommando i redditi. Ovviamente nella dichiarazione dell'anno prossimo.

Anche il 2017 sarà nel segno del bonus di 80 euro al mese per i lavoratori dipendenti e assimilati, sia nel pubblico sia nel privato. Lo riceveranno coloro che hanno un reddito fra gli 8.145 e i 24.000 euro. Da quest'ultima cifra a 26.000 euro il bonus sarà progressivamente inferiore fino all'azzeramento. Complessivamente sono coinvolti circa 10 milioni di beneficiari. La somma è netta e non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef e pensionistici. E poi, dettaglio non di poco conto, non è incompatibile con il futuro aumento degli stipendi degli statali, pari in media a 85 euro al mese.

A chi spetta il bonus 80 euro nel 2017?

Occorre fare una distinzione di base per individuare i destinatari del bonus di 80 euro. Da una parte c'è chi lo riceve in via strutturale, dall'altra chi lo percepisce solo per i prossimi 12 mesi. Dal 2018 si vedrà. Dei primi fanno parte coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilati ovvero compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, indennità percepite a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità, somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale, redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, remunerazioni dei sacerdoti, prestazioni pensionistiche, compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

Il bonus di 80 euro sarà invece temporaneo ovvero non strutturale per Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto. L'ultima legge di Bilancio ha infatti prorogato l'aumento in busta paga ma solo per un altro anno e non ne ha previsto la strutturalità al pari degli altri lavoratori pubblici e privati.

Bonus 80 euro: a chi non spetta e chi lo deve restituire

Anche per questo 2017 sono fuori dalla partita del bonus di 80 euro i lavoratori autonomi ovvero titolari di redditi prodotti da titolari di partita Iva in forma autonoma o d'impresa e i cosiddetti incapienti ovvero coloro che hanno un'imposta lorda, calcolata sui redditi da lavoro dipendente, inferiore o uguale alle detrazioni determinate per il medesimo reddito, pari a 8.000 euro. Allo stesso modo sono esclusi i pensionati. Ed essendo il tetto di reddito da non superare pari a 24.000 euro con un décalage fino a 26.000 euro, dovranno restituire il bonus i lavoratori dipendenti che, titolari di partita Iva a regime ordinario, superano questa soglia proprio sommando i redditi da attività autonoma. Naturalmente dovranno farlo nella successiva dichiarazione dei redditi sono nel caso in cui lo hanno indebitamente percepito e non dichiarato preventivamente.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il