Rinnovo contratti statali, forze dell'ordine, docenti, pubblico 2017: al via oggi trattative riunione mercoledì 11 gennaio 2017

Ecco gli ultimi aggiornamenti nella partita del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici tra docenti e forze dell'ordine.

Rinnovo contratti statali, forze dell

Statali: 85 euro anche per i docenti



AGGIORNAMENTO:  Nella riunione di oggi mercoledì 11 Gennaio si dovrà parlare anche di come sistemare le parti bocciati della riforma Madia, anche se ovviamente la parte centrale sarà quella del rinnovo dei conttratti e l'aumento degli stipendi che che appaiono con diversi problemi rispetto anche a quanto stabilito in manovra

AGGIORNAMENTO: La bocciatura della riforma Madia sulla pubblica amministrazione ha avuto conseguenze su cinque testi: due ormai definitivamente abbandonati, quelli sulla dirigenza pubblica e sui servizi locali, e tre ancora da salvare cioè quelli che riguardano i decreti sulla razionalizzazione delle partecipate, il riordino della dirigenza medica e i licenziamenti lampo per i furbetti del cartellino. Il 19 gennaio potrebbe essere la data decisiva per un accordo offerto dalla Conferenza Stato Regioni.

Gennaio è i mese della pubblica amministrazione ovvero quello in cui sono attese risposte concreto sulla questione dell'aumento degli stipendi degli statali. La piattaforma di partenza è ben nota e comprende lo stanziamento di 85 euro al mese di media che, particolare di primaria importanza, non vanno a impattare con il bonus di 80 euro (anche) per i dipendenti pubblici con reddito annuale fino a 24.000 euro e parzialmente fino a 26.000 euro. Dall'intesa con le forze sociali, il governo Gentiloni tornerà a discutere mercoledì 11 gennaio. Se nel merito delle operazioni non sembrano esserci grandi impedimenti, le principali incertezze sono piuttosto legate alle tempistiche dello sblocco definitivo dei contratti dei dipendenti pubblici.

85 euro anche per i docenti e rinnovo degli 80 euro per le forze dell'ordine

In ogni caso, anche i docenti vedranno aumentare la propria busta paga così come le forze dell'ordine, nonostante le polemiche di questi primi giorni dell'anno, riceveranno anche per il 2017 il bonus di 80 euro in busta paga. Così come stabilito con la manovra approvata sul finire dello scorso anno, lo riceveranno gli appartenenti a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia penitenziaria, Vigili del Fuoco, Aeronautica Militare, Esercito Italiano, Marina Militare, Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta, Capitanerie di Porto.

E poi c'è l'appuntamento del 19 gennaio sulla riforma della pubblica amministrazione

La maggioranza è a lavoro per sbloccare i decreti Madia colpiti dalla sentenza dell'Alta Corte che lo scorso novembre, quando mancavano ormai pochi giorni al referendum costituzionale, sancì l'incostituzionalità di alcune parti della riforma della pubblica amministrazione. In paricolare è stato acceso il semaforo rosso davanti a quelle norme che prevedevano per il varo di alcuni provvedimenti attuativi il semplice parere con le Regioni e non l'intesa, ovvero l'accordo all'unanimità ritenuto invece necessario dai giudici della Corte. Una bocciatura con conseguenze su cinque testi: due abbandonati, quelli sulla dirigenza pubblica e sui servizi locali, e tre da salvare.

Si tratta dei decreti sulla razionalizzazione delle partecipate, il riordino della dirigenza medica e i licenziamenti lampo per i furbetti del cartellino. L'occasione per avviare l'opera di recupero potrebbe essere offerta dalla Conferenza Stato Regioni di giovedì 19 gennaio, dove si cercherà l'accordo in modo che i decreti ricomincino al più presto a funzionare a pieno regime. Basti pensare allo stallo sulle società pubbliche, dove il cronoprogramma tracciato dall'esecutivo prevedeva proprio in questo periodo una serie di scadenze. Sono invece già trascorsi i termini per l'emanazione del decreto sui nuovi limiti retributivi: si deve passare da tre a cinque fasce, con conseguente revisione al ribasso dell'ultima: si scenderà sotto i 100.000 euro.

Non da meno è lo stallo sul decreto anti-furbetti, che prevede la sospensione entro 48 ore, del dipendente colto a timbrare e poi andarsene. Tempi stretti anche per il licenziamento, con l'iter da concludersi entro un mese.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il