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Pensioni Opzione Donna 2017: regole ufficiali. Calcolo e requisiti, tutte le spiegazioni per il 2017

Cosa prevede la proroga ufficiale dell’opzione donna 2017, ultime notizie ufficiali e calcolo per questa novità per le pensioni


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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Due le condizioni che sono precisate dalle ultime e ultimissime notizie: la lavoratrice deve accettare che la pensione venga liquidata interamente con il calcolo contributivo. Al momento della decorrenza del trattamento, inoltre, per accedere all'opportunità del contributivo femminile nel contesto delle novità per le pensioni, la lavoratrice deve cessare l'attività di lavoro dipendente.

Sono diverse le novità per le pensioni contenute nel nuovo testo unico, seppur ancora troppo limitato come riportano le ultime notizie, da mini pensione (volontaria e social) a quota 41, alla proroga del’opzione donna 2017. Il nuovo testo unico ha, infatti, ufficialmente prorogato l’Opzione Donna estendendola anche alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958, se hanno 35 anni di contributi, percependo una pensione finale interamente calcolata con il metodo contributivo, cioè esclusivamente sui contributi effettivamente versati dalla lavoratrice nel corso della sua vita professionale. Addio, dunque, al caro vecchio sistema retributivo che permetterebbe di ricevere un assegno pensionistico decisamente più corposo.

Spiegazioni e requisiti per la pensione con l’opzione donna 2017

L’opzione donna permette alle donne lavoratrici statali e autonome di anticipare l’età pensionabile rispettivamente a 57 e a 58 anni, a condizione che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi e accettino una pensione finale ridotta. Con il calcolo interamente contributivo del trattamento pensionistico, stando ai calcoli effettuati, la decurtazione finale potrebbe arrivare anche fino al 30% di quanto si percepire con il vecchio metodo retributivo. Si tratta, tuttavia, di una decurtazione che varia in base all'età della lavoratrice e alle caratteristiche lavorative. La novità più grande di quest’anno per l’opzione donna è l’estensione della platea del regime sperimentale alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958 che abbiano versato almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. Non è, invece, alcuna prevista alcuna novità per quanto riguarda gli aumenti legati all’adeguamento alle speranze di vita per l’accesso alla pensione finale e per la finestra mobile. Chi, dunque, è nata il 31 dicembre del 1958 maturerà i requisiti necessari  il 31 luglio 2016 e potrà andare in pensione a partire dal primo agosto 2017, considerando la finestra dei 12 mesi, che salgono a 18 per le lavoratrici autonome che potranno percepire così la pensione a partire dal primo febbraio 2018.

Calcolo della pensione con l’Opzione donna 2017

L’opzione donna rappresenta, come del resto confermano le ultime e ultimissime notizie, una buona possibilità per anticipare la pensione finale, anche se si tratta di un regime sperimentale che si esaurirà, ma a fronte di un’uscita decisamente anticipata rispetto alla soglia pensionistica attualmente fissata sui 66 anni di età per le donne (65 anni e sette mesi per le lavoratrici del settore privato), bisogna accettare un assegno decisamente ridotto, in alcuni casi anche troppo. La decurtazione dell’importo finale, infatti, secondo i calcoli, risulterebbe maggiore se la lavoratrice ha almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il