Pensioni Ape Social, Opzione Donna, Quota 41, Ape Volontaria per uscire prima nel 2017. Calcolo e requisiti

Come calcolare la propria pensione finale e le ultime notizie su requisiti per Ape e opzione donna: regole previste dalle ultime novità per le pensioni 2017

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:20): Al momento occorre calcolare e capire in base ai requisiti cosa conviene fare di più per uscire prima con le novità per le pensioni come l'Ape Social, Ape Volontaria, Quota 41 cosidette nuove oppure proseguire con l'opzione donna prorogata o utilizzare ancora le vecchie regole dell'attuale sistema. Il vecchio sistema generalmente è più conveniente e anche sicuro, in quanto per l'Ape Social, Quota 41, e l'Ape Volontaria mancano tutti i dettagli che si attendono nelle ultime notizie e ultimissime dei DCPM

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Il suggerimento è di testare più di un simulatore online per calcolare l'importo che si riceverà quando si andrà in pensione e soprattutto per sapere quando è possibile ritirarsi. Sono troppe le novità per le pensioni e e le tante particolarità, come emerge dai tanti chiarimenti e dalle ultime e ultimissime notizie, di cui stare attenti per non sbagliare.

Quali sono le regole da seguire per il calcolo della pensione per lasciare anzitempo la propria occupazione con le ultime novità per le pensioni di Ape, volontaria e social, e quota 41? Quanto si perde sulla propria pensione finale andando in pensione prima con l’opzione donna 2017?

Calcolo per uscire prima nel 2017 con novità pensioni di mini pensione e quota 41

Nessuna novità per le pensioni di quota 100 o quota 41 per tutti, le migliori soluzioni pensionistiche che si auspicava venissero approvate quest’anno, ma novità per le pensioni approvate sono Ape, social e volontaria, quota 41: sono queste le uniche novità per le pensioni che quest’anno permetteranno di andare in pensione prima. Ma non a tutti. Per andare in pensione prima con l'Ape volontaria bisogna raggiungere il requisito anagrafico di 63 anni e almeno 20 anni di contributi versati e si potrà percepire un anticipo sulla pensione finale, fino al momento del raggiungimento dei normali requisiti richiesti, da restituire agli istituti di credito che la erogheranno con relativi interessi da calcolare. L’entità di questi interessi deve però ancora essere definita dai Dpcm che dovrebbero arrivare entro il primo marzo. Il piano di rimborso per la restituzione dell’Ape sarebbe 20ennale. La decurtazione massima sulla pensione finale sarebbe al massimo del 5%. I costi dell’Ape si azzerano con l’Ape social, per cui però i requisiti contributivi diventano più stringenti. Per poter richiedere l’Ape social senza costi (che saranno sostenuti dallo Stato) bisogna infatti maturare 30 anni di contributi per coloro che sono rimasti senza occupazione, disabili e malati gravi, e 36 per chi svolge occupazioni faticose. Per chi è rimasto senza impiego, l’ape social può essere richiesta da coloro che abbiano esaurito tutti i sussidi di disoccupazioni almeno da tre mesi; gli invalidi che possono richiedere l’ape social solo coloro ai quali è riconosciuta una percentuale di invalidità dal 75% in sù e può essere richiesta anche dai lavoratori che assistono parenti disabili di primo grado da almeno sei mesi; per chi svolge attività faticose, devono aver maturato 36 anni di contributi e svolgere da almeno 6 anni continuativi tale occupazione. La durata minima dell'Ape è di sei mesi, quella massima di tre anni. Chi, invece, è entrato nel mondo occupazionale a 14-15 potrà andare in pensione prima se entro il 19esimo anno di età ha maturato almeno 12 mesi di contributi anche non continuativi ed anche in questo caso per l’uscita anticipata non sarà previsto alcune costo. Questa possibilità vale però solo per le categorie delle persone svantaggiate sopra riportate.

Calcolo pensione anticipata con opzione donna 2017

Si può uscire prima ancora quest’anno 2017 anche con l’opzione donna: si tratta, come confermano le ultime notizie, di una possibilità valida solo per le donne lavoratrici, sia statali che autonome, che, grazie alla proroga fino al 31 luglio estesa alle nate dell’ultimo trimestre del 1958 di questo meccanismo, possono andare in pensione, rispettivamente, a 57 e a 58 anni con almeno 35 anni di contributi e accettando il calcolo di una pensione finale esclusivamente con metodo contributivo che significherebbe percepire una pensione ridotta fino al 30%.
 
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il