Pensioni ultime notizie pro e contro calcolo Ape Social, Quota 41, Opzione Donna , Ape Volontaria se conviene

Requisiti, pro e contro di andare in pensione prima con le novità per le pensioni di ape e opzione donna e ultime notizie su calcoli possibili

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:16): Nell'articolo si è fatto un esempio dove si vede che la pensione conviene con l'Ape Social ad un deteminato importo, ma soprattutto tasso di interesse. Ora se ne può fare anche un altro per vedere questa novità per le pensioni sempre che venissero confermate le ultime notizie e ultimissime con oneri al 4,7%. E' un esempio di richiesta 63 anni e 7 mesi con 1600 euro netti che prenderebbe a 66 anni
Nei 3 anni e 7 mesi di anticipo questa persone prenderà 68.800 Euro. La penalità è del 4,7 x 3 anni = 14,1% più gli ultimi 7 mesi (4,7% / 12 mesi x 7 mesi = 2,74%), pertanto la penatàe fatta è del 16,84% sui 1600 euro, con una detrazione del 269,44 Euro x 14 mensilità x 20 anni = 75.443,2 Euro. Pertanto in 20 anni dovrà restituire 6643,2 in più, ovvero il 9,66% rispetto a quanto preso nell’anticipo.
Quinfi fino al 4,6 dell'esempio sotto si recupera anche di più, qui si perde. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:07): La meno conveniente di tutte come possibile certamene e senza dubbi al momento, comunque, novità per le pensioni è, comunque, quella femminile, in quanto la decurtazione avviene almeno pe il 30%-35% medio e nulla può cambiare come nelle ultime notizie e ultimissime. Certo, poi, è una scelta personale, anche perchè permette di lasciare l'attività anzitempo anche fino a 10 anni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:47): Ancora in corso calcoli e simulazioni per le tasche dei lavoratori sulle mini pensioni con oneri e sulla cosiddetta opzione donna per smettere anzitempo. Siamo ancora in una fase di prova perché nel primo caso manca ancora il tasso di interesse definitivo mentre nel secondo, come emerso dalle ultime e ultimissime notizie, si lavora su un combinato disposto con il cumulo gratis.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): Il vero problema dei calcoli fatti finora e che abbiamo fatto noi stessi nelle varie simulazioni è che per convenire queste novità per le pensioni in modo particolare l'Ape Social e l'Ape Volontaria il tasso di interesse deve essere limitato al 4,5%-4,7% al massimo, come nelle ultime notizie e ultimissime al momento sempre ufficiose, mentre se si raggiungesse un 5% il costo sarebbe, da un punto di visto di mero calcolo, non conveniente. Il problema appunto è che questi tassi di interesse al momento sono ufficiosi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45):  Non tutti i dettagli, i meccasmi e gli elementi vi sono per dare un giudizio di convenienza dei pro e contro sulle novità per le pensioni come l' Ape Social, Ape Volontaria, Quota 41, mentre più delineata risulta essere opzione donna. Ma se dovessimo stare a quanto detto finora nelle ultime notizie e ultimissime, possiamo fare una prima serie di considerazioni sui pro e contro di queste stesse novità per le pensioni cercando di attenerci ai dati oggettivi sottolinenaando ancora una volta che devono essere tutti confermati ufficialmente.
 

Si attendono i Dpcm che definiscano le norme ufficiali di funzionamento di ape e quota 41 e nell’attesa, in base ai requisiti finora resi noti e stabiliti e ai paletti posti, ci si chiede se la possibilità di andare prima con l’Ape (social, volontaria o quota 41) possa essere davvero conveniente così come ci si chiede quali possano essere pro e contro dell’opzione donna. Vediamo, dunque, di capire insieme pro e contro di ape e opzione donna.

Ape volontaria pro e contro

L’Ape volontaria è la novità per le pensioni che si prepara ad entrare in vigore quest’anno, in via sperimentale, permettendo a chiunque lo volesse di anticipare la propria età pensionabile a 63 anni a patto di aver maturato almeno 20 anni di contributi. Per l’uscita prima, l’Istituto di Previdenza, grazie agli istituti di credito, erogherebbe al lavoratore un anticipo che dovrà essere restituito, con un piano 20ennale, agli stessi istituti di credito una volta raggiunti i normali requisiti pensionistici attualmente richiesti, calcolandovi, però, tassi di interesse e un’assicurazione sulla vita. Stando, però, alle ultime notizie, il pro di poter andare in pensione prima con l’ape volontaria non verrebbe del tutto azzerato dalla decurtazione della pensione finale per la restituzione dell’anticipo percepito come si potrebbe pensare. Secondo quanto reso noto, infatti, in 20 anni la penalità mensile si aggirerebbe tra il 4,5 e 4,7%. Non si tratta di una decurtazione importante e per fare un esempio pratico considerando la penalizzazione al 4,5% e un anno di anticipo, su una pensione di 1250 euro netti, secondo le stime dell’Istituto di Previdenza, a 66 anni e 7 mesi avrebbe avuto un anticipo di 1.250 euro per 12 mesi di anticipo per un totale di 15mila euro e gli verrà decurtato il 4,5% della pensione, quindi 56,26 euro in meno per 20 anni, per un totale di 14.627,6 euro, meno dunque dei 15.000 euro di anticipo percepiti inizialmente. Considerando, invece, una penalizzazione al 4,7%, per 3 anni e 7 mesi di anticipo, su una pensione di 1600 euro netti, decidendo di andare in pensione prima percepirebbe 68.800 euro, considerando la penalità 4,7% per tre anni, per un totale del 14,1% più gli ultimi 7 mesi (2,74%), si arriverebbe ad una decurtazione del 16,84% sui 1600 euro e la detrazione sarà di 269,44 euro per 14 mensilità per 20 anni per un totale di 75.443,2 euro, in questo caso, dunque, più della somma iniziale. E in questo caso, forse, converrebbe poco andare in pensione prima con l’ape volontaria. La conclusione, dunque, è che i pro dell’Ape volontaria dipenderebbero dalla pensione che si percepisce, forse meno conveniente per chi percepisce trattamenti più elevati. C’è, però, da considerare che le entità dei tassi di interesse non sono ancora state definite.

Ape social e quota 41 pro e contro

Decisamente più conveniente l’ape social e la quota 41 che essendo, appunto, social, dedicata alla categorie di persone svantaggiate, come chi è rimasto senza occupazione, malati gravi o invalidi, e chi è impiegato in occupazioni faticose, non prevede alcun costo ma propone comunque la possibilità di lasciare anzitempo la propria occupazione. In particolare, l’Ape social permette di andare in pensione a 63 anni avendo maturato 30 anni di contributi nel caso di chi è rimasto senza occupazione, malati e disabili, e 36 anni di contributi, con almeno sei anni consecutivi, per chi è impiegato in occupazioni faticose. A differenza di chi chiede l’ape volontaria, l’ape social non prevede alcuna penalità sull’assegno finale, indipendentemente dalla pensione che si percepisce. Ma si tratta di una possibilità valida, e questo è decisamente un ‘contro’, solo per alcune persone e sono diversi i paletti posti. Chi è rimasto senza occupazione può chiedere l’ape social, e la quota 41, solo se ha esaurito da tre mesi i sussidi di disoccupazione; chi è invalido, può accedere all’ape social, e alla quota 41, solo se ha una percentuale di invalidità dal 74% in su, e i malati che possono andare in pensione prima con l’ape social sono solo quelli che rientrano nelle malattie riportate nella legge 104/1992. Paletti anche per chi è impiegato in occupazione faticose, giacchè possono richiedere l’ape social, e la quota 41, solo maestre ed educatori di asilo nido; infermieri e ostetriche; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; lavoratori edili, dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; spazzini; conciatori di pelli e di pellicce; facchini; macchinisti e personale viaggiante ferroviario; impiegati addetti alla lavorazione dell’amianto; autisti di mezzi pesanti e camion. Per fare un esempio di pro dell’ape social  se il lavoratore che ha una pensione di 1200 euro netti chiede l’Ape social potrà andare in pensione a partire da 63 anni continuando a prendere 1200 euro esentasse al mese, fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Una volta raggiunta l’età pensionabile, pur avendo percepito questo prestito, non dovrà restituire nulla e tutto sarà a carico dello Stato.

Opzione donna pro e contro

Le donne lavoratrici sia statali che autonome possono anticipare la loro età pensionabile con l’opzione donna, fino al 31 luglio 2016 con l’estensione anche alle nate dell’ultimo trimestre del 1958. Si tratta di un meccanismo decisamente conveniente perché permette alle lavoratrici di andare decisamente in pensione prima, a 57 anni alle statali e a 58 anni a lavoratrici private e autonome, con almeno 35 anni di contributi. Il contro, però, è che scegliendo questo meccanismo di pensione anticipata di dovrà rinunciare ad una parte considerevole dell’assegno mensile finale. Chi, infatti, decide di andare in pensione prima con l’opzione donna dovrà accettare di calcolare la propria finale interamente con sistema contributivo, il che significherebbe, al contempo, accettare un trattamento pensionistico ridotto fino al massimo al 30% rispetto a quello che si percepirebbe con il vecchio calcolo retributivo o con sistema misto. Quasi dieci anni, dunque, di pensione anticipata ma a patto di assegni decisamente meno corposi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il