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Pensioni ultime notizie Ape Volontaria, Ape Social, Quota 41, Opzione Donna e pensioni anticipate con sistemi già in vigore

Sistemi già vigenti per andare in pensione prima in attesa delle ultime novità per le pensioni di ape e quota 41: ultime notizie per chi vuole lasciare anzitempo la propria occupazione


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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 8:36): Una delle possibilità in vigore in questo momento che potrebbe essere ampliata ancora in maniera interessante è quella dei 64 anni della circolare dell'INPS che permette di uscire prima come abbiamo spiegato accanto alle novità per le pensioni come l'Ape Social o Quota 41. E gli ampliamenti dei requisiti e delle categorie potrebbe anche darli direttamente l'INPS stessa o essere inseriti con maggior forza nel decreto Omnibus come nelle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44): C'è un aspetto che non deve passare sotto traccia. Le novità per le pensioni che in questo 2017 entreranno in vigore si affiancano al sistema delle regole già esistente e non lo sostituiscono. Come abbiamo visto anche rifacendosi alle ultime e ultimissime notizie, significa che  c'è più di una opportunità per smettere anzitempo, da valutare e confrontare prima delle scelte.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): Bisogna, infatti, ricordare che accanto alle novità per le pensioni come l'Ape Volontaria, Quota 41, l'Ape Social o Opzione Donna, rimangono tuttora validi tutti i sistemi di pensioni anticipate in vigore in precedenza. Ad esempio, dunque, se una persona ha fatto un mestiere faticoso, ad esempio, può comunque, uscire a 42 e 10 mesi, se non i criteri previsti per quota 41 così come è stata formulata. Stesso discorso vale per i metodi che c'erano prima per le pensioni vigenti che potrebbero, peò, subire delle novità anch'essi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:22): Crescono oggettivamente le novità per le pensioni, o almeno dovrebbero farlo, salvo imprevisti e sorprese, che permetteranno di smettere anzitempo rispetto all'attuale sistema con l'Ape Social, Quota 41, Ape Volontaria e la proroga di Opzione Donna. Ma accanto a queste che devono ancora diventare norme ufficiali, vi sono anche sistemi già in vigore che si possono utilizzare e che potrebbero essere anche allargati come nelle ultime notizie e ultimissime è stato affermato da alcuni protagonisti che si occupano delle novità per le pensioni.

Per il primo marzo si attende l’attivazione dei Dpcm che dovranno regolare le norme di funzionamento delle ultime novità per le pensioni dell’ape, volontaria, social e quota 41, che permetteranno di andare in pensione prima a 63 anni di età con 20 anni di contributi per l’ape volontaria, a 63 anni di età con 30 anni di contributi per malati gravi e invalidi, o a 36 anni di contributi, con almeno sei anni di contribuzione consecutivi per chi è impiegato in occupazioni faticose. Nell’attesa di conoscere nel dettaglio le regole di funzionamento delle ultime novità per le pensioni dell’Ape che permetteranno di anticipare l’età pensionabile, esistono già sistemi che permettono di lasciare anzitempo la propria occupazione.  

Opzione donna come funziona già

In vigore in via sperimentale, ancora fino al 31 luglio 2016 esteso anche alle nate dell’ultimo trimestre del ’58 con 35 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2015, l’opzione donna permette di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 o a 58 anni, alle statali e alle lavoratici private e autonome, che abbiamo maturato almeno 35 anni di contributi ma che accettino di percepire una pensione ridotta fino anche al 30% interamente calcolata con sistema contributivo. La decurtazione della pensione finale dipende dall'età della lavoratrice e dalle sue caratteristiche di carriera, retribuzione ed anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime.

Sistemi vigenti di pensione prima con il cumulo

Tra le altre possibilità di uscita prima già vigenti vi è il cumulo, che permette di cumulare tutti i contributi previdenziali che sono stati versati nelle diverse gestioni, è gratuito e prevede il calcolo della pensione maturata presso ciascuna gestione e in base alle relative regole. Per il calcolo della pensione finale, con il cumulo si sommano tutti i contributi versati e rivalutati e si moltiplica per il coefficiente pensionistico in base all'età. La possibilità di cumulo vale per tutti i lavoratori che hanno versato contributi in diverse gestioni pensionistiche, cioè inps lavoratori dipendenti, inps lavoratori autonomi, inps gestioni speciali, gestione separata, inpdap, casse private dei professionisti. I requisiti per richiedere il cumulo sono: aver raggiunto almeno 60 anni d’età per le donne e 65 anni per gli uomini o 40 anni di contribuzione, o quota 96, cioè 61 anni di età e 35 anni di contributi.

In pensione prima con il poco vantaggioso Part-Time

In vigore dall’anno scorso come misure sperimentale, il part time prevede per i lavoratori del settore privato la possibilità di scegliere il passaggio dall’impiego a tempo pieno a part time, con una riduzione dell'orario di lavoro del 40, 60%, e conseguente riduzione dello stipendio mensile, ma con i contributi previdenziali che continuerebbero ad essere versati regolarmente. I requisiti richiesti per il part time sono aver maturato almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e sette mesi entro il 31 dicembre 2018. La richiesta anche in questo caso deve essere inviata direttamente all’Istituto di Previdenza.

Sistema già vigente di pensionamento a 64 anni

Tra i sistemi vigenti che permettono di andare in pensione prima anche quello, che è stato esteso da quest’anno, di andare in pensione a 64 anni di età. Si tratta di una possibilità valida per i lavoratori dipendenti del settore privato, che abbiano maturato almeno 36 anni di contributi o 61 anni di età con 35 di contributi entro il 31 dicembre 2012, e per le lavoratrici che abbiano raggiunto 60 anni di età e 20 anni di contributi, sempre entro il 31 dicembre 2012, a condizione di regolarmente impegnati in una occupazione dipendente nel settore privato al 28 dicembre 2011. Quest’ultima condizione è stata però cancellata da quest’anno da una nuova circolare del’Istituto di Previdenza che ha eliminato quest’ultimo vincolo, dando la possibilità di andare in pensione a 64 anni a tutti i lavoratori del settore privato anche se al 28 dicembre 2011 non erano impiegati con contratto dipendente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il