Pensioni ultime notizie quando andare nati 1951-1952-1953-1954-1955 con Ape Social, Quota 41, Circolare INPS,, Ape Volontaria

Andare in pensione prima fino a 63 anni con le ultime novità per le pensioni, come funzionano e ultime notizie dall’Inps

Pensioni ultime notizie quando andare na

Pensioni novità requisiti ape circolare Inps



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:21): Una altra possibilità per andare in pensione con le novità per le pensioni è quella di uscire a 64 anni sfruttando le condizioni della circolare che l'INPS ha emesso due mesi fa (requisiti, etò li trovate sotto nell'ultimo paragrafo) che è un passo avanti migliorativo nelle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:33): Per fare chiarezza alle varie domande che ci sono arrivate, i nati nel 1955 al momento possono in generale andare in pensione con le novità per le pensioni di quota 41 o raggiungendo 42 e 10 mesi con le regole attuali e requisiti. Per l'Ape Sociale e l'APE volontaria al momento è una richeista che è trapelata nelle ultime notizie e ultissime, ma che deve essere verificata e non sembra così facile possa passare

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:33): Da non sottovalutare, per poter ottenere le condizioni per poter lasciare anzitempo l'occupazione, sono le novità per le pensioni delle ricongiunzioni che dovrebbero pemettere nelle ultime notizie e ultimissime di permettere di uscire a più di 100mila persone che prima erano bloccate. Il calcolo, dunque, appare fondamentale da fare, se si può ottenere, con l'unione dei versamenti fatti, le condizioni richieste con le stesse novità pe rle pensioni o quelle già attuali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:32): Per quanto riguarda i nati del 1955, al momento non vi sono possibilità per uscire se non hanno o i vecchi requisiti dell'attuale sistema che rimangono sempre vigenti pur con le novità per le pensioni o le condizioni definite nelle ultime notizie e ultimissime per quota 41. Per il mondo femminile è chiaramente disponibile l'opzione proroga donna.  Ma vi sono delle richieste ulteriori per poter cercare di inglobare anche gli uomini del 1955.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Vi sono diverse possibilità per i nati tra il 1955 e il 1954 di poter avvalersi di una delle novità delle pensioni o dei sistemi già in essere, magari ampliati, per poter uscire anzitempo se lo si desidera seppur con vincoli e condizioni molto stretti e con budget che non permetterano a tutti pur avendo questi requisiti di poter accedere a queste novità per le pensioni. E alcuni sperano o, comunque, hanno richiesto che anche per i nati nel 1955, vi siano delle possibilità.

Questo nuovo anno 2017 permetterà ai nati nel 1951-52-53-54, che raggiungerebbero l’età anagrafica, rispettivamente, di 66, 65, 64, 63, di lasciare anzitempo la propria occupazione grazie alle ultime novità per le pensioni inserite nel nuovo testo unico, ape, social e volontaria, e quota 41, e alle ultime notizie riportate dalla recente circolare Inps sulla platea di persone che avranno la possibilità di lasciare la propria attività a 64 anni. Tra le ultime notizie circolate, una nuova richiesta da parte del Comitato ristretto per le pensioni che verterebbe sulla possibilità di far valere ape volontaria e ape social anche per chi ha 62 anni, una richiesta che al momento, però, stando a quanto riportano le ultime notizie, non sarebbe stata accolta.

Ape social, Ape volontaria, Quota 41 per anticipare la pensione nel 2017

I nati tra il 1951 e il 1954 sono, dunque, quelle persone che quest’anno potranno andare in pensione prima con ape volontaria, social e quota 41. L’Ape volontaria permette di anticipare la pensione a 63 anni con 20 anni di contributi, accettando decurtazioni sulla pensione finale e la restituzione in 20 anni della mini pensione percepita in anticipo, con relativo calcolo di quei tassi di interesse che dovranno essere corrisposti agli istituti di credito che erogheranno l’anticipo, attraverso l’Istituto di Previdenza, ma che ancora non sono stati definiti, e per cui si attendono ancora gli accordi dei Dpcm attesi per il primo marzo. Dalle ultime notizie su stime e calcoli effettuati, l’ape volontaria dovrebbe rivelarsi conveniente soprattutto per coloro che percepiscono trattamenti pensionistici medio-bassi. La decurtazione, stando alle ultime notizie, dovrebbe non arrivare al 5%, aggirandosi tra il 4,5 e il 4,7%, e in base a queste percentuali, chi, per esempio, percepisce una pensione di 1250 euro netti e decide di andare in pensione un anno prima, a 66 anni e 7 mesi avrebbe avuto un anticipo di 1.250 euro per 12 mesi di anticipo per un totale di 15mila euro e la decurtazione del 4,5% della pensione significherebbero appena 56,26 euro in meno per 20 anni, per un totale di 14.627,6 euro, meno dunque dei 15.000 euro di anticipo percepiti inizialmente.

Meno conveniente dovrebbe essere invece l’ape volontaria per chi percepisce pensioni elevate che magari dopo una vita di lavoro e sacrificio dovrebbe rinunciare a gran parte del suo assegno per restituire l’anticipo con gli interessi agli istituti di credito. Decisamente vantaggiose invece risultano essere ape social e quota 41: in merito si attendono ancora ultime notizie che potrebbero derivare da nuove discussioni sui miglioramenti richiesti dal Comitato ristretto, con la ripresa del Milleproroghe. Le richieste di miglioramento dovrebbero riguardare la richiesta di riduzione degli anni contributivi da 36 a 35 per l’ape social e la quota 41 da parte di chi è impegnato in occupazioni faticose; una richiesta di aumento di tempi di malattia e non occupazione  per ape social e quota 41; e un’estensione della lista delle attività da considerare faticose per l’accesso all’ape social. Ape social e quota 41, per quanto convenienti, sono anche decisamente molto ristrette come possibilità di prepensionamento: non valgono, infatti, per tutti e prevedono numerosi paletti.

Si tratta, infatti, di possibilità valide per le categorie di persone svantaggiate, come chi è rimasto senza occupazione, malati gravi o invalidi, e chi è impiegato in occupazioni faticose, a patto di aver maturato 30 anni di contributi nel che salgono a 36 anni, di cui almeno sei anni consecutivi, per chi è impiegato in occupazioni faticose. Per queste categorie di persone è possibile andare in pensione prima fino a tre anni e senza alcun costo di anticipo e tassi di interesse da rimborsare. Ma le categorie di persone appena citate non possono tutte richiedere l’ape social: anche per ognuna di esse sono stati fissati dei paletti. Chi, per esempio, è rimasto senza occupazione può chiedere l’ape social, e la quota 41, solo se ha esaurito da tre mesi i sussidi di disoccupazione; per la richiesta di ape social da parte degli invalidi è stato stabilito che può essere richiesta solo da chi ha una percentuale di invalidità dal 74% in su; mentre i malati che possono presentare domanda sono quelli che rientrano nelle malattie riportate nella legge 104/1992.

Chi, invece, svolge occupazioni faticose, per poter richiedere ape social e quota 41 deve essere impegnato in una delle seguenti attività: maestre ed educatori di asilo nido; addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti; infermieri e ostetriche; lavoratori edili; conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; spazzini; conciatori di pelli e di pellicce; facchini; autisti di mezzi pesanti e camion; macchinisti e personale viaggiante ferroviario; impiegati addetti alla lavorazione dell’amianto.

Le ultime novità per le pensioni da recente circolare Inps

Con una recente circolare, l’Inps ha esteso la platea di persone che avranno possibilità di andare in pensione a 64 anni quest'anno, anticipando, dunque, la propria età pensionabile di due anni, senza penalità. Si tratta di una novità collegata al Decreto Legge 201/2011 che aveva stabilito che i lavoratori dipendenti del settore privato avrebbero potuto lasciare il lavoro a 64 anni di età (nati nel ’53) con almeno 36 anni di contributi maturati o a 61 anni di età con 35 di contributi, requisiti da aver maturato, però, entro il 31 dicembre 2012, mentre per le lavoratrici dipendenti del settore privato i requisiti sono stati fissati a 60 anni di età e 20 anni di contributi, sempre da aver maturato entro il 31 dicembre 2012. Si trattava però di una possibilità di prepensionamento valida solo per coloro che alla data del 28 dicembre 2011 fossero risultati regolarmente impegnati in una occupazione dipendente nel settore privato. La nuova circolare dell’Inps, come riportano le ultime notizie, ha del tutto cancellato questa condizione, estendo pertanto a tutti la possibilità di andare in pensione a 64 anni, anche a coloro che al 28 dicembre 2011 non risultassero impiegati con contratto dipendente.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il