11111 Bonus Mobili 2017: regole bonus arredamento, elettrodomestici guida ufficiale Agenzia Entrata 2017

Arriva la guida ufficiale sul bonus mobili ed elettrodomestici prorogato con alcune differenze in questo 2017.

11111 Bonus Mobili 2017: regole bonus ar

Bonus mobili ed elettrodomestici, ma quali?



AGGIORNAMENTO: Le nuove norme sul bonus mobili prevedono che venga garantito anche per gli elettrodomestici privi di etichetta,  solo se non ne sia stato ancora previsto l'obbligo. Nel computo finiscono apparecchi di cottura stufe elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, apparecchi per il condizionamento, asciugatrici, congelatori, forni a microonde, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, piastre riscaldanti elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici.

AGGIORNAMENTO: Indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del cinquanta per cento va calcolata su un importo massimo di diecimila euro, riferito alle spese sostenute per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. 

Non c'è tempo da perdere perché solo entro il 31 dicembre 2017 è possibile usufruire delle rinnovate detrazioni per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Rispetto allo scorso anno ci sono alcune novità che l'Agenzia delle entrate ha voluto sintetizzare e precisare con la consueta guida aggiornata pubblica sul suo sito. Ebbene, si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L'acquisto deve essere effettuato dal primo gennaio. Ma attenzione: se è compreso nella fascia di tempo tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016 occorre aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 26 giugno 2012. In ogni caso, per avere l'agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Mobili ed elettrodomestici, ma quali?

Non tutti i mobili ed elettrodomestici rientrano nel giro dei bonus validi per questo 2017. Ci sono anche precisi requisiti da rispettare. In particolare gi elettrodomestici devono essere di almeno classe A+, che diventa A nel caso dei forni. Tra le spese da portare in detrazione, poi, ci sono anche quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. E allora, per quanto riguarda i mobili:

  1. sono ammessi apparecchi di illuminazione, armadi, cassettiere, comodini, credenze, divani, letti, librerie, materassi, poltrone, scrivanie, sedie, tavoli,
  2. sono esclusi porti, pavimentazioni, tende, tendaggi e altri complementi di arredo.

Sul versante degli elettrodomestici occorre dunque leggere in prima battuta l'etichetta riguardante la classe energetica che non deve inferiore alla A+ (A per i forni). Tuttavia le nuove norme prevedono che il bonus venga garantito anche per gli elettrodomestici privi di etichetta, ma solo se non ne sia stato ancora previsto l'obbligo. Nel computo finiscono apparecchi di cottura stufe elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, apparecchi per il condizionamento, asciugatrici, congelatori, forni a microonde, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, piastre riscaldanti elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici.

Importo, calcolo e scadenze

Indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito alle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Per ottenere il bonus del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da abilitazioni amministrative o dalla comunicazione all’Asl. Per gli altri interventi è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il