Voucher 2017, partita iva, prestazione occasionale 2017: regole ufficiali e sistemi per poter pagare collaboratori non dipendenti fissi

Forme di pagamento per lavori occasionali, quali sono e come funzionano: regole

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AGGIORNAMENTO: Tra le novità previste per i voucher quest’anno, è stato stabilito l’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicare, via sms o email, in anticipo rispetto al momento della prestazione lavorativa, all’Ispettorato del lavoro competente la prestazione di lavoro richiesta, completa di orari e dati del lavoratore.

AGGIORNAMENTO: La collaborazione occasionale resta la soluzione migliore per chi sta avviando un'attività professionale ma non vuole sostenere i costi della Partita Iva. La somma dei compensi percepiti non può superare i cinquemila euro netti nel stesso anno solare. Se questa soglia dovesse essere superata, la collaborazione da occasionale diventerebbe impegno professionale ben più ampio che dovrà essere regolato da norme specifiche.

Le assunzioni stabili in Italia sono ferme, l’occupazione giovanile crolla e la situazione non è certo delle migliori e soprattutto per quell’esercito di giovani che al momento sembra impossibilitato a costruirsi un futuro. Le possibilità di una vita da creare sono rese nulle dal nostro stesse governo che sta facendo decisamente poco per incentivare il lavoro giovanile. D’altro canto, dilagano sempre più quelle forma di pagamento che dovrebbero regolarizzare le prestazioni di lavoro occasionali, ma che non offrono alcuna garanzia né tutela.

Come funzionano i voucher 2017

Le ultime notizie si stanno concentrando particolarmente sui voucher, tanto odiati dai lavoratori, tanto amati da alcuni datori di lavoro, forme di pagamento per prestazioni lavorato rive occasionali che contribuiscono, in realtà, solo ad accrescere il mondo del precariato e a vanificare le speranze di un futuro pensionistico certo per i più giovani. Dopo il boom che hanno raggiunto in questi ultimi mesi, i voucher si avviano a tornare in discussione, considerando che saranno riviste le norme che regolano il loro uso, se non saranno proprio eliminati dal mercato. Al momento questi voucher continuano, però, ad essere particolarmente usati. Come detto, sono forme di pagamento per lavori occasionali, ognuno dei quali ha un valore netto di 10 euro, 7,50 euro lordi per il lavoratore. Le attuali norme stabiliscono che possono essere pagati con i voucher pensionati, studenti in periodi di vacanza, lavoratori part time, percettori di forme di sostegno al reddito,  prestatori extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno; e un aumento del tetto annuo dei compensi per il lavoro accessorio da 5 a 7mila euro. Ogni committente può usare voucher per un importo massimo di 2.000 euro e di 3mila al massimo sei si tratta di pagamenti a lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali. Tra le novità previste per i voucher quest’anno, è stato stabilito l’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicare, via sms o email, in anticipo rispetto al momento della prestazione lavorativa, all’Ispettorato del lavoro competente la prestazione di lavoro richiesta, completa di orari e dati del lavoratore. Ogni lavoratore che percepisce retribuzione con voucher può cambiarli e riscuoterli presso uffici postali o dell'Inps, banche popolari, o tabaccherie convenzionate con il sistema.   

Partita Iva

Per prestazioni di lavoro occasionali e continuative si può anche procedere con l'apertura della Partita Iva che non costa nulla per quanto riguarda l'apertura ma per cui soo da considerare diverse spese di mantenimento che possono essere anche molto elevate. In base alla tipologia di lavoro per cui si decide di aprire una Partita Iva, si potrà scegliere tra regime ordinario, con aliquota Irpef al 23%, o regime forfettario, con tassazione agevolata del 5% per i primi 5 anni, che sale al 15% dal sesto anno.

Regole di pagamento per collaborazione occasionali

Tra le varie modalità di pagamento in vigore per prestazioni lavorative c’è la collaborazione occasionale, sistema basato sulla stipulazione di un contratto con ritenuta d’acconto. L’accordo tra le parti, lavoratore e committente, può basarsi anche su un reciproco consenso orale. Caratteristica principale della collaborazione occasionale è che la prestazione occasionale non riguardi un’attività svolta in maniera abituale e continuativa; inoltre deve riguardare un’attività non professionale. La forma di pagamento della collaborazione occasionale è ideale per chi sta avviando una libera professione, ma non può sostenere ancora i costi che implica l’apertura di una Partita Iva; e per lavoratori già assunti in altro ambito ma che vogliono incrementare le proprie entrate. La forma di pagamento della collaborazione occasionale è esente dal pagamento dell’Irpef, perché viene applicata alla fonte una ritenuta sostitutiva; non prevede il versamento di contributi previdenziali e, ai fini della dichiarazione dei redditi, rientra tra i 'redditi diversi' che devo essere dichiarati attraverso lo specifico modello di dichiarazione dei redditi, cioè nel cosiddetto quadro RL del modello unico PF. La somma di tutti i compensi percepiti con la collaborazione occasionale non può superare i 5000 euro netti nel corso dello stesso anno solare e nel caso in cui questa soglia dovesse essere superata, la collaborazione da occasionale diventerebbe impegno professionale ben più ampio che dovrà essere regolato da norme specifiche.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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