Statali 2017, dipendenti pubblici, forze dell'ordine, docenti: rinnovo contratti, stipendi, bonus 80 euro novità della settimana

La maggioranza vuole chiudere le partite aperte, dall'aumento dello stipendio degli statali al bonus 80 euro fino alla riscrittura dei decreti.

Statali 2017, dipendenti pubblici, forze

Aumento dello stipendio degli statali



AGGIORNAMENTO: Per la Ragioneria dello Stato è indubbio che nei prossimi anni ci sarà un'accelerazione delle uscite che richiede un governo del processo e una nuova visione del funzionamento dell'apparato pubblico. Perciò il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione sta pensando a soluzioni.

AGGIORNAMENTO: Gli over sessanta sono intrappolati al lavoro dall'attuale legge previdenziale e sono ormai la fetta più importante della pubblica amministrazione a causa del blocco del turn over. Il dicastero guidato da Marianna Madia intanto studia formule di reclutamento da inserire in un nuovo statuto del lavoro pubblico.

AGGIORNAMENTO: Lo stipendio medio annuo pro-capite è sceso di 770 euro a 34.146. Il blocco della contrattazione dovrebbe avere i giorni contati, almeno questo è quello che sperano i dipendenti pubblici. La prossima settimana si dovrebbero intensificare i contatti per un incontro forze sociali-maggioranza. 

La prossima potrebbe essere la settimana in cui forze sociali e maggioranza getteranno le basi il primo incontro annuale sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. L'indicazione è emersa nei giorni scorsi, anche in seguito alle polemiche che hanno coinvolte la questione del bonus di 80 euro. In buona sostanza, nonostante nella manovra siano stati previsti i necessari stanziamenti, nella busta di paga di gennaio non c'è stato alcuno scatto. E anzi, il bonus ricevuto fino a dicembre è sparito. Da qui le rassicurazioni della maggioranza sulla preparazione di un decreto per fissare ovvero replicare le modalità operative del bonus con retroattività per il mese di gennaio.

L'intenzione è di chiudere una dopo l'altra le troppe partite aperte, compresa quella dell'aumento dello stipendio degli statali, rispetto a cui non ci sono stati passi in avanti in seguito all'intesa firmata il 30 novembre. E passando dalla riscrittura, in collaborazione con le Regioni con cui sono iniziati in settimana i confronti, di quei passaggi della riforma della pubblica amministrazione bocciati dall'Alta Corte.

Aumenti fermi ma stipendi più leggeri

Buste paga più leggere, meno personale e sempre più vecchio. Nel ritratto che la Ragioneria dello Stato fa del pubblico impiego l'età media supera i 50 anni. Le forze sociali avvertono che non si tratta di un nuovo record: in pochi anni 835.000 dipendenti pubblici lasceranno. Over 60, intrappolati al lavoro dall'attuale legge previdenziale e divenuti fetta sempre più importante della pubblica amministrazione per il blocco del turn over. Il dicastero guidato da Marianna Madia intanto studia formule di reclutamento da inserire in un nuovo statuto del lavoro pubblico. Tornando all'età, lo stop alle assunzioni ha assottigliato il numero di dipendenti pubblici, che nel 2015 è di 3,257 milioni, -240.000 rispetto al 2007.

Nel frattempo lo stipendio medio annuo pro-capite è sceso di 770 euro a 34.146. Il blocco della contrattazione però dovrebbe avere i giorni contati. Come premesso, la prossima settimana si dovrebbero intensificare i contatti per un incontro forze sociali-maggioranza. La pubblica amministrazione variegata in fatto di retribuzioni con la scuola agli ultimi posti, è accomunata nell'innalzamento dell'età media. Il travet è over 50 in quasi tutti i comparti, eccetto le forze armate. Nelle classi più elevate - scrive la Ragioneria dello Stato - si concentra un numero elevato di dipendenti; nella classe 65-67 verrebbero a trovarsi 232.000 persone, che lasceranno quasi integralmente il servizio in meno di tre anni e altre 603.000 nella precedente (60-64).

Per la Ragioneria è indubbio che nei prossimi anni ci sarà un'accelerazione delle uscite che richiede un governo del processo e una nuova visione del funzionamento dell'apparato pubblico. Perciò il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione sta pensando a soluzioni. Il provvedimento sarà al centro dell'incontro con le forze sociali che chiedono di attuare l'accordo del 30 novembre.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il