L'economia Usa rallenterà e continuerà crisi mutui e settore immobiliare per il presidente della Fed

La crisi economica Usa sembra solo agli inizi almeno stando al presidente della Fed che si aspetta la cotinuazione della cisi dei mutui, la perdita del valore immobiliare e la conseguente crisi dei consumi interni.



La Fed si attende che la crescita economica rallentera' notevolmente nel 4 trimestre dell'anno. Rimarra' quindi debole nella prima parte del prossimo anno per poi rafforzarsi in conseguenza di un allentamento della correzione del mercato immobiliare e delle restrittive condizioni del mercato del credito".

E' quanto ha dichiarato Ben Bernanke, presidente della Fed, nell'audizione davanti al Joint Economic Committee, aggiungendo che "la contrazione dell'attivita' immobiliare si intensifichera' e rallentera' la crescita dei consumi interni".

I rischi a questo scenario sono al ribasso con "le condizioni del mercato finanziario che potrebbero non migliorare o addirittura peggiorare, causando un restringimento ulteriore del mercato del credito. Un altro rischio e che i prezzi delle case scendano piu' del previsto riducendo ulteriormente i consumi delle famiglie e aumentando i timori degli investitori".

"L'inflazione -ha spiegato il presidente- nel suo indicatore core e' in linea con la stabilita' dei prezzi nel corso del 2008".

Bernanke ha comunque ribadito, come nello statement del Fomc del 31 ottobre, che dopo l'ultimo taglio dei Fed Funds il livello della politica monetaria bilancia i rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribassi per la crescita.

Rischi per i prezzi derivano dal continuo aumento delle quotazioni del petrolio e dalla debolezza del dollaro.

La Fed continuera' a valutare attentamente le implicazioni per l'outlook derivanti dai dati macro e dagli sviluppi dei mercati finanziari e "agira' come necessario per assicurare la stabilita' dei prezzi e una crescita sostenibile".

Sui mutui subprime, Bernanke ha spiegato che il tasso di insolvenza continuera' a crescere, spiegando che la maggiore minaccia e' determinata dall'aggiustamento dei vecchi mutui con circa 450.000 nuovi contratti al mese da qui alla fine del 2008 che comporteranno una rata piu' elevata.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il