11111 Sentenza Corte Costituzionale ufficiale su sistema di voto: cosa cambia, quando elezioni e chi vince dai sondaggi aggiornati

La decisione, attesa intorno alle 13, avrà dirette ripercussione sulle strategie politiche ovvero sulla data della prossima chiamata al voto.

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Sentenza Corte Costituzionale ufficiale il 25 gennaio



AGGIORNAMENTO: La sentenza della Consulta ha sancito la bocciatura del ballottaggio tanto caro a Renzi mentre ha salvato il premio di maggioranza che andrà al partito che raggiunge almeno il quaranta per cento delle preferenze. Restano le pluricandidature, ma solo affidando la scelta finale del candidato eletto in più di un collegio a un sorteggio.

Sentenza Corte Costituzionale su sistema votto 25 Gennaio 2017 (Aggiornamento ore 17:32 mercoledì 25 Gennaio 2017): Con il sistema deciso dalla Corte Costituzionale nella sentenza ufficiale vi è un ritorno al proporzionale, con un premio di maggioranza che rimane, anche più ampio del precedente, per garantire la stabilità, ma no al ballottaggio e ai capolista che tanto voleva almeno Renzi e una parte del Pd. Ma soprattutto la sentenza è immediatamente applicabile. Questo vorrebbe dire che vi potrebbe essere subito lo scioglimento delle camere. E possibile, però, che per impegni politici internazionali, il voto non vada subito, ma al 9 Giugno sempre che vi sia questa decisione. Sicuramente M5S e Lega sono favorevoli, il Pd in toto un pò meno, ma potrebbe essere spinto da proprio Renzi. Molto contento sicuramente Forza Italia

Sentenza Corte Costituzionale su sistema votto 25 Gennaio 2017 (Aggiornamento ore 13:50 mercoledì 25 Gennaio 2017): Ancora nessuna sentenza e decisione da parte dei giudici supremi della Corte Costituzionale. La sentenza sul sistema di voto era attesa per oggi 25 Gennaio alle ore 13 circa. Ma nullla ancora al momento. E non vi sono nemmeno novità o indiscrezioni nelle ultime notizie e ultimissime

La attenzioni sono tutte sulla sentenza della Corte Costituzionale di oggi mercoledì 25 gennaio 2017 sulla legge elettorale. Seguiremo la vicenda con aggiornamenti in tempo reale considerando l'importanza di questa decisione. Diventerà infatti più chiaro quando si andrà a votare. L'appuntamento è in tarda mattinata, intorno alle 13. Il rinvio della scelta, attesa nel tardo pomeriggio di ieri, è segno che ci sono punti da limare su cui non si è raggiunta una convergenza totale, non tanto nei contenuti, quanto nell'articolazione del dispositivo con il nocciolo della decisione: il terreno è delicato e bisogna rendere evidente che non si produrrà vuoto normativo in materia elettorale. Allo stesso tempo, il fatto che sia stato indicato un orario è segno che i contenuti del verdetto ormai ci sono.

Cosa prevede l'Italicum

L'Italicum prevede un sistema proporzionale a doppio turno a correzione maggioritaria, con premio di maggioranza, una soglia di sbarramento al 3% e 100 collegi plurinominali con capilista bloccati. Sono quattro i punti centrali:

  1. Premio di maggioranza. La lista, e non più la coalizione, in grado di raggiungere il 40% dei voti al primo turno ottiene il premio di maggioranza di 340 seggi.
  2. Doppio turno. Il premio viene assegnato al primo turno se una lista ottiene almeno il 40% dei voti. In caso contrario, le prime due vanno al ballottaggio.
  3. Candidature multiple. Un aspirante candidato può essere contemporaneamente capolista in più collegi, fino a un massimo di 10. Se un candidato vince in più collegi può optare per un collegio piuttosto che per un altro.
  4. Capilista bloccati. Il Paese è diviso in 100 collegi, che eleggono ciascuno da 3 a 9 deputati. In ogni collegio i partiti presentano le liste: per ciascuna formazione il capolista è bloccato, gli altri sono eletti con le preferenze.

L'aspetto più esposto dell’Italicum resta il ballottaggio. Si tratta di un meccanismo tarato su sistemi presidenziali e semipresidenziali che scelgono direttamente il capo del governo, mentre in quelli parlamentari puri non si giustifica ed è disallineato. Proprio questa potrebbe essere l'argomentazione che potrebbe condurre i giudici a dichiararlo incostituzionale in rapporto all'Italicum. Non dovrebbe invece essere toccato il premio di maggioranza che i ricorrenti chiedono di eliminare. La Corte dovrà anche approfondire e motivare un intervento sui capilista bloccati e uno, più probabile, sulle multicandidature, che potrebbero cadere: tropp i 10 collegi in cui presentarsi.

La posizione dei partiti

La sentenza della Corte Costituzionale avrà dunque un diretto impatto sulle regole del gioco e l'agenda della politica italiana. I partiti, divisi e senza una posizione convergente, attendono la sentenza. Subito dopo si scatenerà la battaglia tra quanti vogliono andare subito al voto, come Movimento 5 Stella e Lega, e quanti invece preferiscono ridare la parola al parlamento per mettere a punto una legge elettorale valida per Camera e Senato. Andando magari al voto a fine legislatura ovvero tra poco più di un anno, nel 2018.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il