Statali, dipendenti pubblici, forze dell'ordine: nuove regole 2017 più rigide e rischio rinnovo contratti e bonus 80 euro 2017

Contro i furbetti del cartellino la maggioranza procede come concordato, sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici procede con il freno a mano tirato.

Statali, dipendenti pubblici, forze dell

Statali: regole nuove più rigide



AGGIORNAMENTO: La mappa delle assenze è stata tracciata dall'Ansa sulla base dei dati della Ragioneria dello Stato. Circa 9,2 i giorni di assenza per malattia (in media) per ogni dipendente pubblico nel corso del 2015. Stabili le giornate di cui hanno beneficiato i destinatari della legge 104. Invariati anche i congedi straordinari finalizzati all'assistenza di persone con gravi handicap. Più assenti le donne che gli uomini, per malattia.

AGGIORNAMENTO: Assenteisti nel mirino del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione. Entro metà febbraio sarà pronto il decreto di riforma del testo unico del pubblico impiego nel quale particolare attenzione verrà riservata a quei dipendenti pubblici che si assentano spesso il lunedì o il venerdì e ai casi di assenteismo di massa. 

C'è qualcosa di paradossale sul pubblico impiego. Da una parte si procede in maniera più o meno spedita sulla rivisitazione di alcune regole, come quelle legate ai cosiddetti furbetti del weekend, per i quali la vita si fa adesso più dura. Dall'altra su alcune questioni chiave si procede con molta lentezza. Il riferimento va in prima battuta al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, fermo da 7 anni, con una sentenza dell'Alta Corte che obbliga la maggioranza a sbloccarlo e con il budget stanziato nell'ultima legge di Bilancio. E si potrebbe dire la stessa cosa anche in relazione al bonus di 80 euro per le forze dell'ordine per il 2017. C'è la promessa e c'è il budget, anche se inserito nella voce generale della pubblica amministrazione, ma il mese di gennaio è trascorso a vuoto.

Statali: regole nuove più rigide

Nei piani della maggioranza c'è dunque una stretta contro i fenomeni di assenteismo anomalo e di massa. Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione sta mettendo a punto il decreto di riforma del testo unico del pubblico impiego: sarà pronto entro metà febbraio. Particolare attenzione la sta riservando sia ai dipendenti pubblici che saltano ripetutamente il lunedì e il venerdì, sia ai casi di assenteismo di massa, cioè quando si registra un tasso molto più alto del normale che implica un'organizzazione mirata. L'idea del dicastero per la Funzione Pubblica è di introdurre a strumenti per contrastare tali anomalie e incentivare i comportamenti virtuosi.

Aumento dello stipendio degli statali e furbetti del cartellino

Del resto, l'intesa firmata con le forze sociali il 30 novembre per lo sblocco dei rinnovi contrattuali, oltre a prevedere l'aumento medio di 85 euro al mese senza che faccia cumulo con il bonus 80 euro ai fine Irpef, prevede già i licenziamenti lampo per i cosiddetti furbetti del cartellino. Anzi, dovrebbero essere estese ad altre tipologie e nei casi accertati in flagranza, graduati a seconda delle situazioni, dagli assenteisti, al peculato, alla corruzione. Ma se su questo versante la maggioranza sta procedendo come concordato, sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici procede con il freno a mano tirato. Si resta in attesa dello slocco operativo.

La mappa delle assenze è stata tracciata dall'Ansa sulla base dei dati della Ragioneria dello Stato. Circa 9,2 i giorni di assenza per malattia (in media) per ogni dipendente pubblico nel corso del 2015, in ribasso rispetto al 2014 (9,8). Rimangono stabili le giornate (2,1), di cui hanno beneficiato i destinatari della legge 104 per i lavoratori disabili o per i dipendenti con a carico familiari disabili. Invariati anche i congedi straordinari finalizzati all'assistenza di persone con gravi handicap (un giorno l'anno). Più assenti le donne che gli uomini, per malattia: nel comparto della scuola le giornate saltate sono state in media 7,5 per gli uomini e 9,7 per le donne, nei ministeri 9,9 per i lavoratori e 11,7 per le lavoratrici, nella sanità 8,6 per i dipendenti e 11,6 per le dipendenti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il