Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 il cortocircuito diventa maggiore

Cresce sempre più lo squilibrio sociale generazionale, ultime notizie su andamento occupazione e conseguenze per novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore XX:XX): Proprio dal confronto con quanto accade fuori dai confini nazionali emerge come il corto circuito sociale sia molto accentuato. Mentre da questi parti, le ultime e ultimissime notizie rivelano come un dato così alto sulla disoccupazione, legata alla mancanza di novità per le pensioni, non si ricordava da anni, altrove ovvero nell'area comunitaria il livello è il più basso degli ultimi 10 anni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Fino a che le novità per le pensioni non saranno considerate una reale leva per lo sviluppo ci troveremo a raccontare di una Italia sempre più povera e con chiare difficoltà a migliorare la situazione deficitaria del mercato dell'occupazione. Anche le ultime e ultimissime notizie raccontano come la nuova maggioranza non abbia intenzione di muoversi in questa direzione con tutte le conseguenze che comporta.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45):  Non si può dire che la mancanza di novità per le pensioni sia l'unica causa, ma è sicuramente una delle concause e lo dicevamo anche in tempi non sospetti noi, tanti cittadini e diversi studiosi anche prima di quando lo hanno fatto ora nelle ultime notizie e ultissime numerosi esponenti pubblici. Stiamo parlando dei legami tra occupazione mancante o, paradossalmente sbagliata, e un crescente numero di persone in forte, fortissima difficltà economica sottolineate nelle ultime notizie e ultimissime da dati assolutamente oggettivi e indipendenti.

Si estende sempre di più il corto circuito sociale del nostro Paese: mentre aumento l’occupazione tra gli over 50, resta in stallo l’occupazione giovanile, con conseguenze decisamente negative, stando a quanto riportano le ultime notizie, sull’andamento della produttività. Gli ultimi dati, infatti, ne attestano una diminuzione e si tratta di una situazione derivante proprio dalle attuali norme pensionistiche, che costringono i lavoratori più anziani a rimanere sempre più a lungo a lavoro, bloccando del tutto le porte di ingresso nel mondo lavorativo ai più giovani che, come più volte spiegato, sono proprio coloro che detengono le ‘armi’ per dare nuovo impulso alla produttività, con un conseguente rilancio dell’economia in generale.

Aumenta occupazione tra gli over 50, andamento produttività e necessità di novità per le pensioni

Alla luce delle ultime notizie sull’andamento dell’occupazione in Italia, è sempre più chiara e urgente la necessità di approvazione di importanti novità per le pensioni, che siano più profonde della attuali mini pensioni e quota 41, come

  1. novità per le pensioni di quota 100;
  2. novità per le pensioni di quota 41 per tutti e senza penalità;
  3. introduzione dell’assegno universale per chi resta senza occupazione e non può ancora andare in pensione.

 
Dagli ultimi dati resi noti, è sempre più chiaro che aumenta l’età dei lavoratori in tutti i comprati, comportando una diminuzione della produttività e delle possibilità di nuove assunzioni, a discapito sempre dei più giovani. Stando alle ultime notizie, infatti, oggi, sul totale degli occupati gli over 50 sono il 33,5%, mentre i giovani fino a 34 anni sono il 22,1%. Si tratta di numeri che evidenziano un grosso squilibrio occupazionale che si riflette in un conflitto generazione che si sta facendo sempre più intenso e che dovrebbe essere risolto con un rilancio del turn over e conseguenze ricambio generazionale a lavoro, meccanismo che permetterebbe anche di rilanciare produttività ed economia. Ma solo attraverso l’introduzione di importanti novità per le pensioni.

I numeri appena riportati sono nient’altro che lo specchio della nostra società in cui gli over 50 sono sempre più numerosi dei giovani e costretti a rimanere a lavoro sempre più a lungo proprio a causa delle norme previdenziali attualmente in vigore. Questa situazione porta l’occupazione giovanile a rimanere sempre più in stallo, completamente bloccata, e i giovani italiani a lasciare sempre più il nostro Paese, e bloccando, di conseguenza, la produttività, portando l’Italia ad essere fanalino di coda in Europa per la produttività del lavoro: le ultime notizie riportano, infatti, che nel 2015 la produttività è diminuita dello 0,3%, mentre aumentava in media dell’1,6% nei 28 paesi dell’Unione europea e dell’1,1% nell’area Euro.
E se lo Stato temporeggia sull’attuazione di novità per le pensioni importanti che rilancerebbero, di conseguenza, produttività ed economia in generale, le aziende private, in piena autonomia, hanno già introdotto novità per le pensioni con conseguenti assunzioni di giovani. Ne sono esempi Luxottica e Ducati.

I casi di Luxottica e Ducati

Partendo da Luxottica, l’azienda ha dato il via ad un nuovo bonus vita, un contributo del valore compreso tra i 30 mila euro e i 70mila destinato alle famiglie dei propri dipendenti in caso di scomparsa di quest’ultimi, che cresce in base alla composizione del nucleo familiare e in presenza di un minore, studenti che abbiano meno di 30 anni di età, persone disabili o se si ha un mutuo in essere sulla prima casa. Luxottica ha anche dato il via ad un patto generazionale, staffetta generazionale per cento lavoratori cui mancano solo tre anni alla maturazione della pensione finale, che non prevede alcuna decurtazione sulla pensione finale ma che obbliga alla contestuale assunzione di nuovi giovani. Come Luxottica anche Ducati ha deciso che chi maturerà i requisiti pensionistici richiesti per la lasciare la propria occupazione entro i prossimi 30 mesi, cioè due anni e mezzo, potrà chiedere di lasciare anzitempo la propria occupazione, continuando a percepire dall'azienda un assegno pari all'80% dello stipendio ricevuto in servizio fino alla maturazione della normale pensione finale, ma con conseguente assunzione di nuovi giovani.

Situazione occupazionale del pubblico impiego

Lo specchio chiaro di questo squilibrio sociale è la situazione del pubblico impiego: stando alle ultime notizie, infatti, gli over 60 in servizio alle dipendenze pubbliche dello Stato sono 372.932, mentre i giovani di 35 anni nel 2015 erano 260.065 e quelli con meno di 40 anni erano 550.000. E si tratta di una tendenza che, secondo le stime, è destinata a continuare, anche a causa del blocco della contrattazione. E la stessa situazione di impiegati anziani si registra nelle scuole, dove il personale docente è risultato il più anziano d’Europa.

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di Marianna Quatraro pubblicato il