Legge 104/92 nel 2017. Misure ufficiali, cosa cambia e novità permessi, agevolazioni disabili e parenti

Ecco i più importanti cambiamenti che hanno trovato posto nel 2017 sul fronte permessi e agevolazioni sulla base della legge 104 del 1992.

Legge 104/92 nel 2017. Misure ufficiali,

Permessi e agevolazioni con la legge 104/92



Sono scattate nel 2017 alcune novità per chi intende usufruire di permessi e agevolazioni sulla base della legge 104 del 1992, quella che disciplina l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili o con handicap e i loro parenti. Ebbene, nell'elenco di cosa cambia, rientra innanzitutto l'allargamento ai parenti entro il terzo grado del diritto ai tre giorni di permesso, a condizione che i genitori o il coniuge della persona malata abbia più di 65 anni oppure sia direttamente affetto da disabilità, oppure gli stessi genitori siano deceduti. Fino allo scorso anno, questa possibilità era riconosciuti al malato oppure ai parente entro il terzo grado senza alcuna distinzione.

Nuove regole su permessi e agevolazioni sulla base della legge 104/92

Un'altra limitazione introdotta nel 2017 sulle regole per permessi e agevolazioni sulla base della legge 104/92 riguarda la possibilità concessa a un solo lavoratore di assistere allo stesso familiare per tre giorni. Ma se sono entrambi i genitori in condizioni di necessità, allora i familiari possono essere due. E naturalmente le agevolazioni possono essere cancellate in caso di mancanza dei requisiti accertata alternativamente dal datore di lavoro o dalla stessa Inps. Per un limite che trova spazio nell'ordinamento ce n'è un altro che viene cancellato ed è quello relativo ai genitori che possono usufruire dei permessi per assistere un figlio maggiorenne solo se convivente o in condizioni di assistenza continuativa ed esclusiva. Questa condizione è rimasta in vigore fino al mese di dicembre dello scorso anno.

Pensioni e disabilità

Tra le novità di maggior rilievo c'è poi quella in ambito pensioni ed esattamente alla possibilità di uscita anticipata attraverso lo strumento dell'Ape social. Si tratta di una indennità erogata dall'Inps a soggetti in stato di bisogno che hanno compiuto almeno 63 anni di età, hanno maturato almeno 30 anni di anzianità contributiva, sono a 3 anni e 7 mesi dal diritto alla pensione di vecchiaia e che non siano già titolari di pensione diretta. Tenendo fermi questi requisiti di base, possono accedere a questa possibilità i lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e iscritti alla gestione separata che sono invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74% o che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave.

Si tratta appunto di una misura sperimentale in vigore dal primo maggio 2017 al 31 dicembre 2018 pensata per i soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio. L'Ape social è è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione, se inferiore a 1.500 euro, o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il