Buoni pasto 2017: nuove regole, come funziona cosa cambia buoni pasto cartacei, elettronici cumulo, fare spera.Da quando ufficiale

Quello dei buoni pasto è un mercato molto importante. Oltre centoventimila esercizi accettano i buoni, per un volume di affari che si aggira intorno alla somma di tre miliardi di euro all’anno

Buoni pasto 2017: nuove regole, come fun

Ecco cosa cambia per i buoni pasto nel 2017



AGGIORNAMENTO: Il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto di non introdurre l’obbligo di indicare il nominativo del titolare sulla versione cartacea. Si tratta di una scelta di semplificazione che non pregiudica in nessun modo la possibilità di svolgere i necessari accertamenti per quel che riguarda aspetti di legalità visto che è obbligatoria la firma.

AGGIORNAMENTO: Spesso gli esercizi commerciali accettano più di un buono pasto per volta. Ma formalmente sono fuori legge, perché sui ticket è stampato chiaramente che non sono cumulabili. Non stupisce allora che l’eliminazione di questo divieto sia stata fortemente caldeggiata dalla grande distribuzione e osteggiata dai piccoli bar e ristoranti. Per venire incontro alle esigenze dei più piccoli il Consiglio di Stato suggerisce di correggere il limite di dieci ticket al ribasso.

Sembra tutto pronto per l’entrata in vigore del decreto che dovrà disciplinare l’utilizzo dei buoni pasto. Un provvedimento previsto già dall’articolo centoquarantaquattro del nuovo codice degli appalti. Tra le nuove regole ci sarà anche quella di poter cumulare sia i buoni elettronici che cartacei.

Le grandi catene che operano in Italia, come ad esempio Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Famila, Ipercoop, Conad, Sidis, Iper, Panorama, Pam, Crai, Simply e Sigma, Sisa, Tigre, A&O, Eurospar, Isa dovranno, contrariamente a quanto accade spesso oggi, quindi accettare il fatto che sia possibile cumulare i buoni elettronici e i buoni cartacei fino a dieci contemporaneamente, o forse qualcosa di meno.

Dopo il via libera dell’Anac e del Consiglio di Stato è ormai questione di giorni prima che il provvedimento veda ufficialmente la luce. I buoni pasto sono diventati una vera manna dal cielo per le famiglie già messe a dura prova dalla crisi economica: secondo i dati della Anseb il mercato riguarda due milioni e mezzo di lavoratori tra pubblico e privato.

Oltre centoventimila gli esercizi che accettano i buoni, per un volume di affari che si aggira intorno alla non trascurabile somma di tre miliardi di euro l’anno.

Nuove regole buoni elettronici e buoni cartacei

Quali sono le nuove regole riguardo ai buoni elettronici e i buoni cartacei è presto detto. Già oggi, come sapranno i lavoratori che hanno in borsa i ticket che sostituiscono il servizio mensa, molti esercizi ne accettano più d’uno. Ma formalmente sono fuori legge, perché sui ticket è stampato chiaramente che non sono cumulabili.

Non stupisce che l’eliminazione di questo divieto sia stata fortemente caldeggiata dalla grande distribuzione e osteggiata dai piccoli bar e ristoranti. Per venire incontro alle esigenze dei più piccoli il Consiglio di Stato suggerisce di correggere il limite al ribasso, anche se lieve.

Ecco un elenco dei maggiori fornitori di buoni pasto:

  1. Buonchef - By Edenred
  2. Buonchef Club - By Edenred
  3. Day
  4. Pellegrini Card
  5. E-Lunch - By Edenred
  6. Bluticket
  7. King Restaurant
  8. Lunch Gm
  9. Miglunch
  10. Agape
  11. City Time
  12. Lunch Time
  13. Mealticket
  14. Pass Food
  15. Qui! Ticket - Tornaqui!
  16. Repas
  17. Ristomat
  18. Asslunch
  19. Lunch Tronic

Buoni pasto 2017 cosa cambia

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha anche previsto, nella bozza che può ormai essere considerata definitiva, di non introdurre l’obbligo di indicare il nominativo del titolare sulla versione cartacea. Si tratta di una scelta che si può inquadrare in un’ottica di semplificazione che non pregiudica in nessun modo la possibilità di svolgere i necessari accertamenti per quel che riguarda aspetti di legalità visto che sarà comunque obbligatorio per il titolare del buono, apporre la propria firma.

Per quel che riguarda i buoni pasto 2017 ecco quindi cosa cambia. Su ogni buono verrà indicata la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione, uno spazio sarà riservato alla apposizione della data di utilizzo della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato. Inoltre bisogna indicare anche il valore facciale e il termine temporale di utilizzo. Infine dovrà leggersi la scritta “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di dieci, né commercializzabile, né convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”.

Il limite di dieci, probabilmente verrà adeguato al ribasso. Infine sono previste anche misure per combattere il ritardo nei pagamenti agli esercizi convenzionati, mentre altre proveranno a contenere l’aumento eccessivo ed indiscriminato dei servizi aggiuntivi.

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di Luigi Mannini pubblicato il
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