Aiuti famiglie 2017: domande e risposte a chi spettano, per chi, quali sono, come fare domanda INPS, requisiti

Da Naspi, Asdi e Sia a bonus bebè, asilo nido, baby sitter e nuovo bonus mamma domani 2017: quali sono e come funzionano gli aiuti alle famiglie 2017

Aiuti famiglie 2017: domande e risposte

Domande beneficiari aiuti famiglie 2017



AGGIORNAMENTO: I voucher di seicento euro mensili vengono riconosciuti per un massimo di sei mesi alle lavoratrici dipendenti e per un massimo di tre mesi alle lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps.

AGGIORNAMENTO: La Naspi si ottiene se si accetta di aderire al Patto di servizio, con cui il lavoratore rimasto senza occupazione si impegna a partecipare a corsi di formazione o ricerca attiva del lavoro. Violando questo Patto, il lavoratore potrebbe essere soggetto alla decadenza della intera prestazione contributiva in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro. 

Sussidi di disoccupazione, bonus mamme e figli, sostegni per la ricerca di una nuova occupazione: gli aiuti alle famiglie in vigore quest’anno 2017 sono diversi e ognuno richiede requisiti particolari e specifici, a seconda, chiaramente della prestazione richiesta. Vediamo di seguito quelli più importanti tra gli attualmente disponibili.

Cosa prevedono Naspi e Asdi 2017?

Coloro che fossero rimasti senza occupazione possono innanzitutto richiedere i sussidi di disoccupazione in vigore, partendo da Naspi e Asdi. In particolare, possono richiedere la Naspi tutti coloro che:

  1. siano in stato di disoccupazione;
  2. abbiano maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti il licenziamento;
  3. abbiano svolto 30 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dai contributi versati nei 12 mesi prima dell’inizio del periodo di disoccupazione.

La Naspi ha una durata di 24 mesi, viene erogata direttamente dell’Inps ogni mese per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione degli ultimi 4 anni e se la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1195 euro mensili, la Naspi è pari al 75% della suddetta retribuzione, mentre se è superiore ai 1195 euro, viene aggiunto al 75% un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo considerato. Poi, a partire dal primo giorno del quarto mese, l’assegno si ridurrà del 3%. La Naspi si ottiene se si accetta di aderire al Patto di servizio, con cui il lavoratore rimasto senza occupazione si impegna a partecipare a corsi di formazione o ricerca attiva del lavoro. Violando questo Patto, il lavoratore potrebbe essere soggetto alla decadenza della intera prestazione contributiva in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro. Per chiedere la Naspi, bisogna presentare compilare e inviare l’apposito modulo in via telematica all’Istituto di Previdenza, o autonomamente attraverso il sito Inps, o rivolgendosi a caf e patronati. Se trascorsi i due anni di Naspi, il lavoratore non dovesse aver trovato ancora una nuova occupazione, potrà richiedere l’Asdi, che durerà ulteriori sei mesi. Anche in tal caso, la domanda deve essere presentata all’Inps solo in via telematica e il suo importo sarà del 75% del valore Aspi. E anche i questo caso, bisognerà aderire al progetto di ricerca di un nuovo lavoro o a corsi di formazione.  

Come funziona la Sia 2017 nuova social card?

Coloro che abbiano un basso valore Isee possono presentare domanda per il nuovo Sia social card 2017, Sostegno per l’inclusione attiva, destinato in particolare agli over 50 che restano senza lavoro e che non possono ancora andare in pensione. Si tratta di un nuovo aiuto per famiglie, erogato sotto forma di Social card, e che avrà un valore minimo di 80 euro mensili che può arrivare fino ad un massimo di 400 euro in base alla composizione del nucleo familiare. Per il Sia la domanda deve essere presentata al proprio Comune di appartenenza che poi trasmetterà la documentazione all’Istituto di Previdenza entro 15 giorni. Per quanto riguarda i requisiti necessari per richiedere il nuovo Sia sono:

  1. essere cittadini italiani o comunitari, o extra comunitari con regolare permesse soggiorno;
  2. essere residenti in Italia da almeno due anni;
  3. avere un Isee inferiore o apri al massimo a 3mila euro;
  4. non essere titolari di altri sussidi di disoccupazione;
  5. avere nel proprio nucleo familiare un figlio minorenne, o figlio disabile, o donna in gravidanza;
  6. non possedere un veicolo immatricolato 12 mesi prima della presentazione della domanda, di autoveicoli con una cilindrata superiore ai 1.300 cc, o di motoveicoli con una cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati da tre anni.

Cosa prevede il nuovo Bonus mamma domani 2017?

Al via da quest’anno, il bonus mamma domani è un nuovo aiuto alle donne in gravidanza che può essere richiesto da tutte le donne indipendentemente da reddito, valore Isee e situazioni patrimoniali. Può essere richiesto, anch’esso all’Inps, dal settimo mese di gravidanza della mamma e prevede l’erogazione di un assegno da 800 euro che verrà erogato in un’unica soluzione.

Cosa prevede il Bonus bebè 2017?

Rinnovato anche per quest’anno, il bonus bebè, invece, strettamente legato al valore Isee e vale per le famiglie che hanno un figlio o che ne adottano uno entro il 31 dicembre 2017 e fino al terzo anno di vita del bambino. I requisiti per chiedere il bonus bebè prevedono:

  1. essere cittadini residenti in Italia;
  2. essere conviventi col bambino per il quale si chiede il bonus;
  3. essere cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato extraeuropeo con permesso di soggiorno regolare;
  4. far parte di nuclei familiari con un Isee inferiore a 25000 euro annui, per tutta la durata dell’assegno. Per le famiglie che hanno un reddito Isee entro i 25.000 euro annui, l’assegno mensile sarà di 80 euro; mentre per chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 7.000 euro, il bonus bebè sarà raddoppiato, di 160 euro al mese.

Cosa prevedono il bonus asilo nido 2017 e voucher baby sitter?

Si tratta di due aiuti alle famiglie che possono essere richiesti in presenza di specifici requisiti: partendo dal bonus asilo nido, è un voucher del valore di mille euro da spendere per le iscrizioni dei propri figli all'asilo nido, pubblico o privato e che può essere riconosciuto anche se i genitori fruiscono del congedo parentale; mentre il voucher baby sitter 2017 è un assegno mensile da 600 euro da usare esclusivamente per il pagamento della baby sitter nel caso in cui la mamma decida di tornare subito al lavoro. I voucher di 600 euro mensili vengono riconosciuti per un massimo di 6 mesi alle lavoratrici dipendenti e per un massimo di 3 mesi alle lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps.

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di Marianna Quatraro pubblicato il