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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 a Febbraio 2017

Cosa aspettarsi per questo mese di febbraio per ulteriori novità per le pensioni e ultime notizie su prospettive politiche


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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44): Ovviamente non possono mancare gli ostacoli, primo fra tutti il rischio di commissariamento e di procedura di infrazione della Comunità, ma che al momento sembra non toccare le novità per le pensioni almeno quelle attuali. E poi i continua tira e molla per le elezioni subito che si si susseguono nelle ultime notizie e ultimissime non permettono di organizzare con tranquillità eventuali, pur difficili, prospettive per novità per le pensioni più profonde. Anche se non mancano alcuni tentativi come abbiamo visto di andare oltre le mini pensioni e quota 41

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Il mese di Febbraio dovrebbe avere numerose novità per le pensioni su due livelli, sia per le decisioni nel breve termine che dovrebbe portare all'ufficialità (anche se in realtà c'è tempo fino a marzo) per le mini pensioni e quota 41 sia per capire se ci potranno essere sviluppi importanti per novità per le pensioni strutturali sia con questo esecutivo, sia con nuove elezioni tra le tante conferme e smentite delle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:17): Quali saranno le novità per le pensioni a Febbraio 2017? A metà Febbraio se ne attendono molto e differenti sia per il breve termine che nel medio-lungo nelle ultime notizie e ultimisssime su livelli e prospettive differenti. Ma i ritardi e gli ostacoli sono sempre dietro l'angolo

La maggior parte degli italiani ritiene che si andrà nel 2018, cioè alla naturale scadenza dell'attuale legislatura, o meglio, il 54% degli italiani andrebbe al voto subito ma non con l'attuale sistema di voto, perchè dopo tanto tempo vorrebbe finalmente eleggere il proprio esecutivo; e il 36% circa andrebbe al voto nel 201. Questa scelta dipenderebbe dal fatto di voler mantenere una certa stabilità in una Italia già troppo in difficoltà al momento, per diversi motivi, e dal voler un nuovo sistema di voto valido per Montecitorio e Palazzo Madama. Il mondo politico sembra riflettere sostanzialmente la posizione degli italiani, tra chi chiede il voto subito, ex premier, Lega. Movimento 5 Stelle e Fratelli di Italia, e chi invece vorrebbe aspettare, parte del centrosinistra e Forza Italia, e sulla loro scia si colloca anche l'attuale presidente della Repubblica che a più riprese, come riportano le ultime notizie, ha espresso fiducia nel nuovo esecutivo e ha auspicato il mantenimento dell'attuale stabilità, seppur precaria. Questo mese di febbraio sarà molto importante sia per le decisioni politiche, che avranno ripercussioni nei prossimi mesi, sia per la decisione della Comunità sulla procedura di infrazione da aprire, eventualmente, nei confronti del nostro Paese, sia per il cruciale capitolo delle novità per le pensioni.

Impegni di febbraio per novità per le pensioni tra Dpcm e Milleproroghe

Tra i primi impegni attesi, l’attuazione dei Dpcm relativi alle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41. Stando alle ultime notizie, le trattative per la definizione degli accordi con gli istituti di credito, per la definizione dei tassi di interesse da calcolare sulla mini pensione, continuano e gli stessi decreti sarebbero stati anticipati dal primo marzo alla metà di questo mese di febbraio. Si tratta di un passaggio importante per l’entrata in vigore ufficiale delle ultime novità di mini pensione e quota 41 perché i Dpcm conteranno le regole di funzionamento di queste stesse novità per le pensioni ma, soprattutto, se saranno effettivamente attuati significherà che non ci sarà stato bisogno di bloccare queste uniche novità per le pensioni, ancora limitate e con troppi paletti, da cui il ministro dell’Economia in questi giorni avrebbe detto di voler recuperare 700 milioni di euro. Insieme ai Dpcm, è attesa entro la fine di questo mese di febbraio la chiusura dell’iter del Milleproroghe che dovrebbe contenere i miglioramenti alle ultime novità per le pensioni di mini pensione e quota 41.

Misure contenute nei Dpcm e nel Milleproroghe

Se i Dpcm conteranno le regole ufficiali di funzionamento di mini pensione e quota 41, il Milleproroghe dovrebbe riprendere le richieste di miglioramento alle ultime novità per le pensioni presentate qualche mese fa dal Comitato ristretto. Partendo dai Dpcm, dovrebbero essere tre e riguardare:

  1. gli accordi con gli istituti di credito per i tassi di interesse da applicare alla mini pensione che permetterà al lavoratore di lasciare anzitempo la propria occupazione;
  2. le condizioni delle polizze assicurative, da stipulare in caso di premorienza;
  3. eventuali criteri di priorità l’accesso a mini pensione e quota 41, considerando che più che vere e proprie novità per le pensioni, vengono considerate misure indennitarie, per cui non sarà obbligatorio accettarne la domanda.

Il Milleproroghe, invece, dovrebbe contenere miglioramenti per mini pensione e quota 41 riguardanti in particolare:

  1. allargamento della lista delle professioni da considerare faticose e pesanti per mini pensione senza oneri e quota 41;
  2. aumento dei tempi di malattia e non occupazione e riduzione della percentuale di invalidità dal 75% al 60% per mini pensione senza oneri e quota 41;
  3. estensione del criterio di invalidità anche sul lavoro oltre che civile;
  4. riduzione da 36 a 35 anni degli anni contributivi per mini pensione senza oneri e quota 41 di chi svolge occupazioni faticose, con cancellazione del requisito dei sei anni consecutivi di svolgimento di tale occupazione per i lavoratori del settore delle costruzioni.

Novità attese dall’Inps per prepensionamento dei 64enni

E’ attesa per questo mese di febbraio 2017 anche una nuova circolare Inps sull’ulteriore richiesta di ampliamento dei beneficiari della possibilità di pensione anticipata a 64 anni. Oggi possono andare in pensione a 64 anni i lavoratori del settore privato che abbiano maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012 e che alla data del 28 dicembre 2011 fossero o meno regolarmente impiegati con contratto di lavoro dipendente. La possibilità di pensione a 64 anni anche per i non impiegati regolarmente in attività da lavoro privato al 28 dicembre 2011 è stata ufficializzata solo qualche tempo fa da un recente circolare Inps, prima infatti valeva solo per persone impiegate alla stessa data. Tuttavia, per il calcolo dei contributi necessari per il raggiungimento dei requisiti pensionistici vengono considerati solo i contributi versati derivanti dal lavoro dipendente nel settore privato e non sono considerati i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa maturata al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, e di riscatto non legato ad attività lavorativa. La nuova circolare Inps attesa potrebbe includere anche questa contribuzione nel calcolo del requisito finale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il