Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 cala vita ancora e modifiche solo al rialzo

Vivere in condizioni di indigenza accorcia la vita: le ultime notizie su un nuovo studio, risultati allarmanti e urgenza di importanti novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:36): E' paradossalmente pur calando la media della vita e in alcune regioni anche più drammaticamente di altre come in Sicilia e Campania arrivando a delle medie simili ad alcune fasce più indigenti di alcune nazioni dell'estero (confronto fatto con la Romania) sempre da dati riportati in alcune recenti statistiche nelle ultime notizie e ultimissime, non si possono cambiare le prospettive di vita che regolano l'intero sistema per una normativa interna allo stesso che può solo aumentarle. Anche questa sarebbe una novità per le pensioni da vedere e sistemare quanto prima

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): Dall'altra parte queste stesse considerazioni di una vita che per la prima volta dopo decine di anni tende ad avere prospettive meno lunghe e di accorciarsi è stata confermata per due volte come tendenza dall'Istat e anche nelle ultime notizie e ultimissime dall'Isituto Superiore della Sanità proprio perchè le persone si curano di meno per problemi di soldi. E tutto questo non va di pari passo con novità per le pensioni di correzione sia per migliorare la situazione, sia paradossalmente per deguare le speranze di vita che si allunga a livello legislativo invece di prendere atto della nuova tendenza attuale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 8:30): Quante persone non hanno la pensione e una occupazione e vivono per le statistiche nelle ultime notizie e ultimissime in condizioni difficile, dove si fa fatica a tirare addirittura a metà mese? Sono centiniaia di migliaia se non qualche milione a cui bisogna aggiungere 6 milioni di indigenti in costante crescita. E' un dramma spesso silenzioso, ma che esiste. E la mancanza di novità per le pensioni è una delle cause e variabili da considerare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Ancora una volta la scienza, le ricerche e gli studi nelle ultime notizie e ultimissime mostrano come sia importante anche dati alla mano scientifici fare delle novità per le pensioni. Questo recente studio è più allargato alle condizioni di povertà, ma è riconducibile come abbiamo illustrato anche per lstessa mancanza di novità per le pensioni 

Aumenta la disoccupazione, soprattutto giovanile; continuano ad essere privilegiati i voucher come sistemi di pagamenti per prestazioni lavorative occasionali contribuendo ad accrescere la precarietà e non permettendo ai giovani di oggi di crearsi un futuro pensionistico roseo; il valore di stipendi e pensioni resta molto basso, mentre i lavoratori più anziani, over 50, sono costretti a rimanere a lavoro sempre più a lungo; e le persone meno abbienti e coloro rimaste senza occupazione e che non possono ancora andare in pensione non possono contare su alcun sussidio di sostegno sociale. E’ decisamente nero il quadro sociale della nostra Italia che emerge dalle ultime notizie. E i dati negativi non finiscono qui. Stando, infatti, ad una recente ricerca, la mancanza di occupazione che porta dritti dritti verso la povertà, potrebbe rivelarsi anche causa di scomparsa precoce: secondo un nuovo studio, infatti, la povertà accorcerebbe la vita di due anni, diventando causa di morte quasi come fumo, ipertensione, diabete.

Nuovo studio e ultime notizie allarmanti

Lo studio, che è stato condotto dai ricercatori di Lifepath, finanziato dalla Commissione Europea, attraverso comparazioni tra persone di differenti status sociali, e con particolare attenzione a quello basso, e stati di salute, ha scoperto che vivere in condizioni di indigenza accorcia la vita, in media, di oltre due anni. Gli studiosi hanno raccolti i dati relativi a quasi due milioni di persone da sette diversi Paesi, Regno Unito, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Australia, Svizzera e Francia. I partecipanti, seguiti per una media di tredici anni, sono stati classificati in base al proprio stato occupazionale, usato come indicatore dello status socioeconomico. Questi dati sono stati poi rapportati allo stato di salute dei partecipanti e confrontati con quelli dei diversi fattori di rischio, come fumo, ipertensione, diabete, consumo di alcool, scarsa attività fisica. Il risultato è decisamente allarmante: un basso status socioeconomico è risultato correlato a una maggiore mortalità ed è chiaramente emerso che vivere in condizioni di povertà diminuisce di oltre due anni l’aspettativa di vita.

Paradossi dello studio e soluzioni necessarie

E’ chiaro come si tratti di uno studio paradossale: oggi è infatti impossibile pensare di morire prima perché non si vive in condizioni economiche agiate, eppure dallo studio è questo che emerge. Un dato che dovrebbe far molto riflettere, soprattutto considerando che, stringendo in particolare lo sguardo al nostro Paese, si tratta di una situazione allarmante che potrebbe essere evitata attraverso provvedimenti politici.

Gli stessi autori dello studio hanno sottolineato come per evitare un simile scenario sia necessario attuare politiche sociali, economiche e di sostegno in grado di 'curare' chi oggi vive in condizioni difficile e di evitare che altri possano incorrere in tale rischio di morte. E la prima ‘cura’ potrebbe essere quella di scegliere adeguamenti investimenti dei soldi pubblici, evitare, per esempio, di fare scelte sbagliate, come quella del precedente esecutivo che ha deciso di investire 24 miliardi di euro per norme per l’occupazione che si sono rivelate inutili, e iniziare ad investirli in provvedimenti importanti, proprio come quelle novità per le pensioni di quota 41 per tutti, quota 100 o assegno universale che avrebbero il vantaggio di:

  1. permettere il prepensionamento agli stanchi lavoratori più anziani costretti a lavorare dalle attuali norme pensionistiche;
  2. rilanciare l’occupazione giovanile, con conseguente spinta a produttività e consumi, e quindi all’economia in generale;
  3. sostenere coloro che sono rimasti senza occupazione e non possono ancora andare in pensione fornendo loro mezzi utili al sostentamento.

E forse così il problema della povertà inizierebbe pian piano a scomparire, permettendo ai tanti indigenti di oggi di avere una seconda possibilità.  

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di Marianna Quatraro pubblicato il